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La voce della Politica
| Era giusto riaprire le scuole quando ancora non tutti i docenti sono vaccinati? |
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3/04/2021 | Coscienziosa la decisione di Vito Bardi di prorogare la chiusura delle scuole nelle scorse settimane, meno bene la decisione di riaprirle, anche se non dipende più dal Presidente della nostra Regione, ma dal Governo. Non tutti gli insegnanti lucani saranno vaccinati, quindi un mero miraggio riaprire tutte le classi in sicurezza. Sono ancora tanti, circa ottocento, gli insegnanti senza vaccino. Nel Senisese, nell’area di Francavilla in Sinni, dove i numeri di positività sono alti sono in tanti gli insegnanti ancora senza copertura, neanche la prima dose, eppure ci si appresta a riaprire. Sarebbe un clamoroso errore. Siamo in piena emergenza pandemica, ancora nell’occhio del ciclone e con gli ospedali in sofferenza. Gli insegnanti non sono “babysitter”, vanno tutelati, ammalarsi significa mettere a rischio anche le loro famiglie. In caso di morte o di invalidità permanente la graduatoria scorrerà, avanti un altro, ma la vita per chi non ce l’ha fatta, per le famiglie, cambierà per sempre. Lo vediamo in questi giorni a Senise, a Francavilla In Sinni, a Chiaromonte, la scuola, i ragazzi, le famiglie, gli insegnanti stanno pagando un prezzo molto alto. O si governa in scienza e coscienza oppure significa che qualcuno sta attentando alla vita, e se è così bisogna reagire, bisogna con forza difendere i diritti fondamentali, bisogna dire no. Il Governo, questa volta, ha deciso con forza, ha avocato il diritto di decidere, un po’ in ritardo, bisognava avere più coraggio prima, nei mesi scorsi, e bisognava farlo per vaccinare meglio e le persone a rischio, lo diciamo in particolar modo al ministro Speranza: poco lungimirante, attendista, rispetto all’Inghilterra viaggiamo con due mesi di ritardo e la “colpa” non è solo, anzi lo è in minima parte, delle case farmaceutiche. Basta leggere gli “Elementi di preparazione della strategia vaccinale” per farsi un’idea, presentato dal ministro della Salute al Parlamento il 2 dicembre 2020 (Decreto 2 gennaio 2021), e “dell'Anagrafe nazionale vaccini, tralasciamo il link “opendata-vaccini”… Bisognava avocare il diritto di decidere per salvaguardare la salute, la Costituzione lo permette, ma non è stato fatto, bisognava organizzare le Regioni, invece si è andati in ordine sparso, in alcuni casi a ruota libera. Ora lo si fa per la scuola. Servirà, probabilmente, una “class-action” in grado di tutelare i diritti delle persone, sia come cittadini che come professionisti. Riaprire le classi in sicurezza vuol dire avere insegnanti con almeno il primo vaccino inoculato da 2 settimane, il minimo… altrimenti il rischio è alto. Solo a Francavilla i casi sono 92, per restare nell’alveo dei dati ufficiali, altri se ne contano nelle comunità vicine. L’indice Rt e risalito in una settimana da 0,96 a 1,15. Bisogna saperla governare la crisi pandemica, altrimenti si è incapaci o peggio: indifferenti alle sofferenze e alle tante morti.
Vincenzo Diego
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