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Lauria: oltre 400 genitori chiedono al sindaco la DAD fino al 7 gennaio

7/12/2020

Oltre 400 genitori hanno aderito alla richiesta al sindaco di Lauria Angelo Lamboglia, inviata al sindaco attraverso una lettera firmata dall’avvocato Francesco Ferrari, di non sospendere la dad per le scuole elementari e medie fino al prossimo 7 gennaio.


La lettera

Egr. Sig. Sindaco,

è stata emanata l’ordinanza n. 46 del 3 dicembre 2020 con la quale il Presidente della Regione Basilicata, considerata la permanente gravità della situazione epidemiologica tristemente nota, all’art. 1 comma 1 ha disposto la proroga della sospensione dell’attività didattica ordinaria «in presenza» e l’adozione della c.d. «didattica a distanza» fino al giorno 08 dicembre c.a. per le scuole primarie e per quelle secondarie di primo grado.

Salvo ripensamenti del Presidente della Regione – che potrebbe emanare nel frattempo una nuova ordinanza per prorogare ulteriormente la detta sospensione – dal 09 dicembre p.v. gli alunni delle scuole primarie e secondarie di tutte le scuole della Basilicata torneranno a sedere sui banchi per assistere alle lezioni che i docenti dovranno tenere in presenza.

Questo imminente scenario desta ansia e preoccupazione.

E’ noto a tutti che nell’ambito del territorio del nostro Comune vi è stato un sensibile peggioramento della situazione epidemiologica cristallizzata nei dati pubblicati dal bollettino diffuso dalla Regione in data 04 dicembre che descrivono in modo impietoso il notevole incremento dei casi di contagio e l’elevato tasso di diffusività del virus che, nonostante il lodevole sforzo delle istituzioni, continua a circolare nella nostra comunità senza alcun controllo: se consideriamo il rapporto tra numero della popolazione e casi accertati, Lauria si colloca tra i comuni più colpiti della Regione avendo raggiunto la quota di ben 301 contagi (!) dall’inizio di quella che tutti considerano la c.d. seconda ondata di questa tragica pandemia.

Quei dati, tuttavia, ci riportano solo in parte le vere conseguenze per la nostra comunità: ci segnalano, infatti, solo i soggetti che sono risultati «positivi» al contagio, ma non contano gli altri individui che, pur non contagiati, sono costretti all’isolamento forzato della c.d. «quarantena» per avere avuto contatti, in famiglia o tra i conoscenti abitualmente frequentati, con altre persone contagiate.

Le rigide limitazioni della quarantena o, peggio ancora, il contagio vero e proprio, comportano per chi ne è colpito e/o ne risulta coinvolto notevoli ripercussioni negative, oltre che sulla propria salute fisica e mentale, anche sui rapporti sociali ed

interpersonali e, senza dubbio, anche sulla capacità reddituale perché costringono chi le subisce a lunghi periodi di inattività lavorativa con conseguente impoverimento ed enorme disagio per le famiglie.

Temiamo che la ripresa delle attività didattiche in presenza contribuirà ad aumentare il rischio epidemiologico e a stimolare ancora di più la circolazione del virus. Le nostre scuole – malgrado l’ammirevole impegno di cui, negli ultimi mesi,

ha dato quotidiana prova tutto il personale scolastico – non sono ancora adeguatamente attrezzate per contrastare la diffusione del virus: le misure che sono state sino ad oggi adottate, pur se nel rispetto delle prescrizioni impartite dal Governo e dalle Autorità Sanitarie, non consentono l’idonea tutela degli alunni e/o degli insegnanti e/o del personale scolastico, né, indirettamente, di tutte le famiglie coinvolte.

Lo provano, inesorabilmente, i tanti, troppi casi di contagi di alunni e di membri del personale scolastico che abbiamo registrato prima della sospensione dell’attività didattica in presenza.

Peraltro, ci risulta che l’impiego dei test rapidi – misura precauzionale che ha dimostrato una certa efficacia nel contenimento dei contagi – è previsto solo per il personale del nido comunale e della scuola dell’infanzia e non ancora per le scuole primaria e secondaria di primo grado.

Tanto ancora si dovrà fare per garantire la sicurezza nelle nostre scuole: ma occorre tempo che, purtroppo, non abbiamo.

Lauria, oggi come oggi, non è oggettivamente pronta per riprendere a pieno regime l’attività scolastica in presenza nelle scuole, se non a costo di gravi rischi per la nostra salute e per la pubblica incolumità che, francamente, potremmo facilmente evitare ricorrendo al buon senso ed invocando i poteri che, come Lei sa, la legge Le conferisce per fronteggiare situazioni eccezionali ed emergenziali come questa.

Tutti noi ci chiediamo: perché mandare i nostri figli a scuola ed esporre loro e noi stessi al rischio di contagio quando tra soli 11 giorni si chiuderà di nuovo per le festività natalizie?

On.le Sindaco, mi rivolgo a Lei a nome di tutte le persone indicate nell’elenco allegato – che, come me, sono genitori di alunni che frequentano le scuole primarie e secondarie di primo grado e che, insieme a me, condividono tutte le preoccupazioni che ho esposto per i nostri figli, per le nostre famiglie e per noi stessi – per sollecitare l’emanazione di Suo idoneo provvedimento di sospensione dell’attività didattica in presenza nelle scuole primarie e secondarie di primo grado, dal giorno 09 dicembre 2020 fino al giorno 7 gennaio 2021, da adottare secondo la forma dell’ordinanza contingibile ed urgente, sussistendo i presupposti di grave pericolo per l’incolumità e la salute pubblica per le ragioni innanzi esposte.

Fiducioso nel favorevole accoglimento di tale accorata istanza che, per opportuna conoscenza si trasmette anche all’Ill.mo sig. Presidente della Regione Basilicata, porgo cordiali saluti.



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