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Scuola, gruppo consiliare “Progetto comune”: a Picerno regna la disorganizzazione e la confusione

8/09/2020

“Mancano poche settimane all’inizio dell’anno scolastico che sarà contrassegnato dall’emergenza COVID19 ancora in atto e ci si deve preparare seguendo indicazioni contenute nei protocolli predisposti dalle autorità preposte a gestire la pandemia. Anche a Picerno si attende il suono della prima campanella, ma come al solito nella nostra comunità la progettazione, l’organizzazione e le indicazioni sono formate da voci sparse, da tanto chiacchiericcio, ma purtroppo da scarsissima concretezza e chiarezza”. È quanto sostengono i consiglieri comunali del gruppo consiliare “Progetto Comune” composto da Rocco Faraone, Margherita Scavone, Giovanni Russo e Rocco Venetucci. “I genitori di Picerno e i loro figli – sostengono i consiglieri - a sole due settimane dall’inizio dell’anno scolastico, (fortunatamente data prorogata di altri dieci giorni dall’ordinanza del presidente Bardi) ad oggi, al di là delle tante chiacchiere che si sprecano per il paese, non hanno in mano un solo documento, una sola indicazione sui protocolli da seguire per l’inizio dell’anno scolastico. Dove andranno gli studenti di Picerno a scuola, in quale plesso, con quale criterio? Quali misure saranno adottate per ottemperare ai protocolli previsti? Come saranno organizzati il trasporto scolastico e il servizio mensa? Ma soprattutto, i nostri ragazzi e i nostri bambini inizieranno l’anno scolastico in tutta sicurezza? Chi garantisce questo? I nostri cittadini non hanno forse diritto a conoscere queste cose e ad avere indicazioni chiare, anziché dover ascoltare mille versioni diverse e a volte senza senso? Sono queste alcune delle domande più frequenti su questo inizio di anno abbastanza confusionario”. “L’emergenza sanitaria – continuano i rappresentanti in Consiglio comunale - impone uno sforzo e un impegno maggiore, richiedendo in alcuni casi lo stravolgimento di quelle che erano tradizioni e servizi consolidati, ma è possibile tenere all’oscuro l’intera comunità? Per questo motivo abbiamo depositato un’interrogazione urgente, con lo scopo di poter dare risposte concrete ai genitori che dovranno organizzare i propri orari e impegni lavorativi in funzione del futuro anno scolastico dei propri figli. Scuola e sicurezza sanitaria sono questioni di massima priorità che riguardano il futuro dei nostri figli e con cui non si può né scherzare, né improvvisare. L’ assessore allo sport e alla scuola, Carmela Marino, anziché preoccuparsi della suola, delle sue strutture, alcune delle quali ancora incompiute, si preoccupa di fare dichiarazioni e parlare dell’arcobaleno come simbolo di gioia nel post COVID (che per ora di post a quanto pare non ha nulla considerando i numeri dei contagi). La Marino – sostengono i consiglieri - vantandosi dell’operato di alcuni giovani volenterosi, nei giorni scorsi, ha ben sfruttato il lavoro di rivalorizzazione del teatro “Peppino Impastato”, ritinteggiato con colori molto accesi per richiamare l’arcobaleno, in barba a qualunque norma edilizia vigente. L’assessore non si è minimamente preoccupata di interrogarsi sui diversi significati che l’arcobaleno ha e che ha assunto negli ultimi decenni. Forse bisognava chiedersi se tale scelta, molto discutibile sotto diversi punti di vista, in particolare quello ideologico, fosse opportuna. È evidente che la maggioranza “mancina” che governa il paese, di fronte all’incapacità di condurre in prima persona le proprie battaglie ideologiche, approfitti delle attività svolte da varie associazioni sul territorio per trarne un profitto in termini di visibilità e consenso politico attraverso una comprovata destrezza e manipolazione. Dall’assessore Marino e dall’intera amministrazione, non una sola parola per offrire a grandi e piccini delucidazioni su come prepararsi al suono della campanella il prossimo 24 di settembre. Picerno ancora una volta dimostra di essere un paese allegro e colorito, che si veste di colori accesi e accecanti, ma che in realtà è oscurato e intorpidito dall’attuale amministrazione municipale, che versa in una perenne confusione e disorganizzazione. Ci troviamo nel “paese dei balocchi” o meglio, per rimanere in tema di arcobaleno, il paese “di Arlecchino”; peccato che feste e ferie estive siano terminate, il carnevale sia ancora lontano e che le favole, anche se belle, restano favole. La scuola, l’istruzione, il lavoro, l’ordine e il benessere di tutti è qualcosa di troppo importante e serio per essere trattato così. Una comunità va servita e rispettata e non deve essere presa in giro, illusa millantando promesse irrealizzate o soffocate da mille chiacchiere. Una amministrazione seria – concludono i consiglieri - deve dare risposte concrete e serie e fare progetti, puntare sulla scuola e sui giovani, programmare un futuro per la propria comunità. Ma a Picerno tutto questo è utopia e si preferisce rivestire dei colori di un accecante ed equivoco arcobaleno un teatro già dedicato al color rosso sangue di un uomo, Peppino Impastato, ucciso per aver combattuto la mafia. E cosi ogni volta le cose serie vengono stravolte e confuse con le pagliacciate, buttando fumo negli occhi per nascondere un’evidente disorganizzazione e la mancanza di programmi”.



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