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La voce della Politica
| UIL: nel secondo trimestre salvaguardati 32.816 lavoratori lucani |
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1/08/2020 | Nel II trimestre di quest’anno, in pieno lockdown e nel primo mese di graduale riapertura di tutte le attività produttive, il sistema degli ammortizzatori sociali è riuscito a salvaguardare in Basilicata 32.816 lavoratori (23.336 hanno usufruito della cig ordinaria, 5.338 dei Fondi di Solidarietà e 4.142 della cassa in deroga). A rilevarlo è il RAPPORTO UIL CASSA INTEGRAZIONE “COVID 19” nel MONITORAGGIO PERIODO APRILE-MAGGIO- GIUGNO 2020 precisando che quando parliamo di ore autorizzate, il riferimento è solamente a quelle accolte dall’Inps, quindi al netto di un reale ed aggiornato tiraggio che a più riprese e senza risposta abbiamo richiesto. Quest’ultimo, infatti – spiega Silvana Veronese, segretaria confederale Uil - ci permetterebbe di comprendere sia quante ore di cassa integrazione sono state “effettivamente” utilizzate dalle aziende fino ad ora, sia di capire se “in cassa” vi sono ancora e a quanto ammontano le risorse destinate alla cassa integrazione Covid-19, soprattutto ai fini della proroga della stessa fino alla scadenza dell’anno in corso come da nostra proposta.
Il monitoraggio dei dati Inps, ci mostra complessivamente in Basilicata l’utilizzo di 16,7 milioni di ore, di cui 11,9 milioni ore di cig ordinaria, 2,7 milioni di ore dai Fondi Solidarietà e 2,1 milioni di ore di cig in deroga.
E’ chiaro che questa crisi porterà con sé conseguenze molto peggiori di quelle che abbiamo purtroppo vissuto con la precedente, ma – aggiunge Veronese - i dati ci dicono che la tenuta occupazionale può esserci se si adottano le giuste misure e si mettono in campo tutti gli strumenti necessari per dare una risposta tempestiva all’emergenza. La necessità di prolungare la vigenza della cassa integrazione fino alla fine dell’anno, monitorando costantemente gli effetti del Covid-19 sia sul versante sanitario, ma anche occupazionale, permetterà di arrivare alla fine di questa brutta avventura con meno perdite possibili. Ribadiamo, però, che occorre anche mantenere fermo il blocco dei licenziamenti per motivi oggettivi contestualizzandolo al periodo di vigenza degli ammortizzatori sociali. Il venir meno del divieto di licenziamento, attualmente rischierebbe di produrre effetti devastanti nel mercato del lavoro. Siamo consapevoli che per affrontare tutte queste e le altre necessarie misure, occorrono ingenti risorse economiche che permettano di arginare la disoccupazione e dare ossigeno alle imprese per un loro rilancio, ma le risorse in campo ci sono, sia nazionali che europee. Occorre metterle in campo in maniera immediata e veloce con il contributo ed il coinvolgimento attivo delle Parti Sociali.
Per Vincenzo Tortorelli, Segretario Regionale Uil Basilicata, “come abbiamo rilevato in occasione della presentazione del 7mo Rapporto del nostro Centro Studi l’idea di fondo è che la Basilicata, con una programmazione ‘vera’, dovrà ripensarsi dentro un sistema che metta in sicurezza l’ambiente rafforzi la piattaforma logistica agroindustriale e in pari tempo riunisca in un quadro sostenibile le risorse del petrolio e la vocazione delle aree interne, consolidando così la sua funzione non solo di cerniera ma anche di vero polo produttivo lucano ‘di mezzo’ fra i due distretti metropolitani campano e pugliese. La Basilicata, insieme ad altre regioni del Sud, avrà il privilegio di ripartire con una situazione sanitaria complessiva molto buona, se confrontata con il resto del Paese, e potrà, quindi, essere in una posizione favorita per attrarre flussi di persone e investimenti in condizioni sanitarie più sicure. La sfida ora è tutta politica, nel senso alto della capacità di praticare un’idea di futuro della regione. Il confronto con la giunta regionale – lo diciamo in stretta sintonia con Cgil e Cisl - deve cambiare per diventare più costruttivo e foriero di modifiche profonde nei mondi vitali della regione. La sfida che lanciamo è di ridefinire un vero Piano Strategico di sviluppo regionale, compartecipato e condiviso da larghi starti della società lucana. Un modello di sviluppo più sociale che economico a ‘marca lucana’. |
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