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1 milione per lo sport, ma l’assessore Cupparo aveva annunciato tutt’altro

16/07/2020

Un contributo a fondo perduto di mille euro per tutte le Associazioni e Società sportive dilettantistiche affiliate alle Federazioni sportive e solo 500 euro per le altre. Secondo Dino Potenza, presidente di Agis - Assopalestre, questo contributo a pioggia delude le aspettative dei gestori di impianti sportivi. Il 2 luglio Cupparo aveva dichiarato, in un comunicato, la volontà di sostenere i “costi fissi di gestione: canoni di locazione degli impianti, rate di mutui, contratti per l’acquisto di attrezzature, costi per le utenze, ecc.”. Ci eravamo illusi, afferma Potenza, perché l’avviso è invece basato su tutt’altro criterio, senza distinguere i gestori che sostengono ingenti spese fisse, di certo una minoranza rispetto a tutte le ASD/SSD esistenti. Tutti riceveranno la medesima somma di 500/1000 euro. In Basilicata la situazione è paradossale, siamo la prima regione Covid free e l’ultima a ripartire, con il più alto numero di strutture sportive che non sono riuscite a riaprire.

I dati divulgati da Sport e Salute, azienda pubblica del Ministero dell’Economia, sono allarmanti. La ricerca ha messo a fuoco la crisi post-Covid nel settore sport fra il 19 e il 25 giugno: le regioni con la percentuale più bassa di riaperture degli impianti sportivi, rispetto alle strutture esistenti, sono Basilicata, Puglia e Provincia autonoma di Trento. Quelle con la percentuale più alta di riaperture, sempre rispetto alle strutture esistenti, sono Lazio, Val d’Aosta e Veneto. Inoltre, in Basilicata si registra il più alto numero di collaboratori sportivi che a fine giugno ancora non avevano ripreso a lavorare: le regioni con la percentuale più alta sono Basilicata, Calabria e Campania.

Avevamo già rilevato dati sulla perdita di iscritti a giugno rispetto allo stesso mese dell’anno scorso in diverse strutture private lucane – afferma Dino Potenza, presidente di AGIS Assopalestre – in media, registriamo una perdita del 75 per cento negli impianti indoor.

Perché lo sport si è ripreso finanche nelle regioni più colpite dal Covid, mentre in Basilicata stenta a ripartire?

Voglio ricordare – continua Dino Potenza – che il 25 maggio tutte le regioni avevano autorizzato la riapertura degli impianti sportivi, tranne due, la Lombardia e la Basilicata. Nel primo caso il ritardo era motivato, in Basilicata no. Tuttavia il danno non è stato cagionato tanto dal ritardo, quanto dalle affermazioni del Governatore Bardi, che poi ha dichiarato: “…questo provvedimento si è reso necessario dopo aver consultato i tecnici della Task Force. Poiché sono luogo di aggregazione le palestre possono rappresentare un incubatore per il Covid”. Affermazione, questa, in totale contrasto con la realtà, con il parere già espresso dalle massime autorità sanitarie nazionali e da commissioni composte da autorevoli esperti.

Quando si riveste un ruolo istituzionale di vertice – conclude Potenza - comunicazioni come questa, in situazioni di emergenza, causano allarmismo diffuso nella popolazione. Ora ne paghiamo le conseguenze: diverse strutture hanno già chiuso definitivamente, temiamo che molte altre non riescano ad arrivare al 2021.

Lo sport dà lavoro a 120mila persone in Italia, al servizio di 20 milioni di praticanti.



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