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Fake news in tempo di Coronavirus. Il report in Basilicata

18/06/2020

“Anche la Regione Basilicata, nonostante i numeri ridotti di diffusione della pandemia (che, non va trascurato, ha mietuto ventisette vittime), ha avvertito l'urgenza di intervenire a sostegno di una informazione sana e libera da notizie false o che possano generare allarmismi ingiustificati”. Lo ricorda il presidente del Corecom Basilicata, Antonio Marra, che aggiunge: “In tal senso, va letta la costituzione da parte del Comitato Regionale delle Comunicazioni, d’intesa con l'Ordine dei giornalisti di Basilicata, di un ‘Osservatorio sulle fake news Coronavirus’, che opera secondo le linee guida della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e della Costituzione italiana inerenti la libertà di pensiero, ricordando, tuttavia, che tale diritto va esercitato nel pieno rispetto della verità sostanziale dei fatti, della pertinenza della notizia e della continenza del linguaggio, oltre a quanto previsto dalla legge sulla Privacy e sempre rispettando la dignità delle persone”.





Coronavirus, le fake news in Basilicata dal 21 febbraio al 15 giugno 2020



Il dilagare delle fake news sul coronavirus è stata definita “l’altra epidemia” e la Basilicata non è stata immune. Nella nostra regione il contagio da fake news, tra febbraio e giugno, è avvenuto principalmente tramite il più diffuso dei social network e la più diffusa applicazione di messaggistica istantanea per smartphone e pc. Strumenti utili per mantenere contatti fra persone lontane, questi sistemi garantiscono un’immediatezza di consultazione che presenta come rovescio della medaglia lo sguardo rapido che l’utente medio gli riserva. Ed è a questa velocità di consultazione che chi fabbrica fake news fa appello realizzando e inviando fotografie che, a uno sguardo distratto, possono apparire scattate a post di persone, aziende, enti. Se poi le fake news promettevano di rivelare, o quantomeno di far individuare, chi aveva contratto il virus, a far circolare e diffondere in maniera esponenziale questi contenuti si prestavano le tante persone spaventate dall’idea di essere venuti a contatto con chi era risultato positivo al virus. A farne le spese, a metà marzo in Basilicata, è stata TRM Network. Il 14 marzo è stata diffusa, linkata e inviata a molteplici contatti in poche ore una fotografia di un post pubblicato sulla paginafacebook di TRM, il contenuto, però, era stato alterato. Il testo dell’aggiornamento ricevuto dalla Task Force Regionale sui casi di coronavirus in Basilicata, modificato dopo poche righe, affermava che una donna di Montalbano era risultata positiva al covid 19 e che nel comune erano scattati i protocolli pandemici. Se la calunnia è un venticello, le fake news arrivano come un tornado. Ed è stato lo stesso sindaco della cittadina jonica che, qualche ora più tardi e a seguito dell’allarme diffusosi fra i suoi concittadini, si è rivolto alla redazione per chiedere conto della diffusione di quella “notizia” non rispondente al vero. Scoperta la falsificazione, l’emittente ha provveduto a darne notizia tramite servizi televisivi, articoli sul proprio sito e la pubblicazione di un post sul social nettwork. Il direttore responsabile della testata ha prontamente sporto denuncia contro ignoti alla Polizia Postale ed ha rivolto, con la redazione, un’attenzione in più al fenomeno delle fake news riservando parte della programmazione a servizi e approfondimenti su questo tema. Trmtv non è stata la sola testata giornalistica che ha contribuito in questi ultimi cinque mesi a tenere alta l’attenzione di spettatori e lettori sulle fake news. Dalla carta stampata alle televisioni e ai siti d’informazione, il giornalismo lucano ha tenuto la barra dritta. Al netto di quindici segnalazioni, giunte in questi mesi da iscritti all’Ordine dei Giornalisti, da associazioni privati
cittadini e dallo stesso Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti di Basilicata, per violazioni deontologiche al Testo unico dei doveri del giornalista, relative al trattamento dei dati personali nell’esercizio dell’attività giornalistica, ai doveri nei confronti dei soggetti deboli e anche alla non applicazione dei principi deontologici nell’uso di tutti gli strumenti di comunicazione, compresi i social network, commesse da singoli iscritti, i giornalisti lucani si sono adoperati per svelare e denunciare le fake news. Per la carta stampata, la redazione de Il Quotidiano del Sud ha segnalato (13 marzo 2020) sulle sue pagine la bufala dell’elicottero che sorvolava la Basilicata spargendo disinfettante e, citando il titolo dell’edizione del 29 febbraio “Caccia agli sciacalli social”, la necessità di intensificare i controlli sulle fake news. Grazie ai tag, con il motore di ricerca del sito del Quotidiano è possibilerintracciare le bufale circolate in questi cinque mesi. Approccio diverso hanno avuto le redazioni de La Gazzetta del Mezzogiorno e de La Nuova del Sud che hanno preferito non dare spazio a questo genere di notizia per non “rilanciare” le fake news, false notizie che spesso vengono create ad arte proprio per spingere l’utente a effettuare click e a contribuire a incrementare il numero dei visitatori di un sito. Due azioni che, in rete, generano utili ai proprietari dei siti. Scelta comune, invece, ai tre quotidiani lucani, oltre che alla Tgr della Basilicata, è stata quella di dedicare dai primi giorni di marzo oltre la metà della foliazione alle notizie relative al Covid - 19.Dalla cronaca, alla politica, allo sport e spesso “tagliando” le pagine di cultura, Gazzetta, Nuova e Quotidiano hanno offerto ai propri lettori un’informazione puntuale e soprattutto verificata su quanto stava accadendo. L’informazione on line lucana, con all’attivo numerosissime testate registrate in Tribunale e posizionate territorialmente, è stata molto presente nel rimuovere le fandonie o per dirla con un termine anglofono nel debunking (debunking è costituito dal prefisso de-, che significa "rimuovere", e la parola bunk che vuol dire "fandonia"). Ciascuna testata si è adoperata per far chiarezza sulle bufale che, di volta in volta, si diffondevano e allarmavano le comunità a cui le redazioni si rivolgono. ufficiostampabasilicata.it , ha riportato più volte le precisazioni delle istituzioni nazionali per arginare bufale come quella del possibile contagio tramite la suola delle scarpe. Il 22 febbraio dedicano un articolo: “alla FALSA NOTIZIA postata su Facebook con la quale qualche incosciente, irresponsabile, ha annunciato che l’assessore regionale alla salute, Rocco Leone, avrebbe
consigliato agli abitanti di Policoro, Pisticci e Bernalda “a scopo precauzionale a rimanere in ambito domiciliare e ad evitare contatti sociali”. La notizia che sarebbe stata pubblicata – anche questo è falso – sulla cronaca di Bari del Corriere della Sera (si tratta di un evidente fotomontaggio) titola: Coronavirus, Policoro, Pisticci e Bernaldain isolamento: “Non uscite di casa, non andate al Pronto Soccorso”. La redazione di ufficiostampabasilicata.it smentice la fake facendo verifiche e, con grande rispetto della deontologia professionale, chiude l’articolo cosi: “Sulla pagina Facebook di Ufficio Stampa Basilicata abbiamo subito provveduto a informare l’opinione pubblica che si tratta di una fake news. Altrettanto aveva fatto prima di noi la testata giornalistica La Siritide”. Testata giornalistica del Senisese-Pollino, lasiritide.it oltre a svelare la bufala su Policoro, Pisticci e Bernalda, il 17 aprile avvisa i lettori che circola anche in Basilicata una fake su un presunto calendario di riaperture post lockdown. Una bufala che presenta, per accreditarsi, il logo dell’Ansa. A tranquillizzare i cittadini di Lavello, il 14 maggio, è stata vulturenews.net , spiegando che il messaggio che ricevevano sui propri telefonini era una bufala. Non c’era stato alcun festino e non si temeva alcun focolaio del virus. Delle notizie false diffuse in territorio lucano si è occupato anche bufale.net, il portale italiano di fact-checking contro la disinformazione, le notizie false e l’allarmismo che dilagano su internet. Il 24 febbraio bufale.net ha sottoposto a verifica la notizia che, riportando persino una dichiarazione del sindaco di Potenza, circolava su un social network con il titolo: “Coronavirus in Basilicata, colpito 44enne di Potenza”. Il portale di fact-checking precisa che: “La notizia sul contagio da Coronavirus in Basilicata è un falso creato ad hoc su un sito dedicato agli scherzi. Nonostante la totale assenza di fonti lo screen di tale notizia sta spopolando alla pari delle altre bufale sul temapiù caldo del momento”. Da febbraio a giugno le fake news si sono diffuse anche in Basilicata e parrebbe proprio che è rimasto inascoltato il titolo/appello di materanews.net del 28 febbraio: “Coronavirus In Basilicata, Basta Fake News!”. Nell’articolo, e già a febbraio, si poneva l’accento sui falsi allarmi che si diffondevano fra la popolazione in merito a casi di positività al virus. materanews.net concludeva il suo articolo con un appello ai cittadini: “Affidatevi esclusivamente a fonti di informazione attendibili, quali il Consiglio Regionale di Basilicata, la task force o un qualsiasi giornale registrato in Tribunale”.
Per la gentile collaborazione prestata, si ringraziano i direttori de: La Nuova del Sud Dario Cennamo, Il Quotidiano della Basilicata Roberto Marino, lasiritide.it Mariapaola Vergallito, materanews.net , TRM Network Rossella Tosto, ufficiostampabasilicata.it Nino Cutro, vulturenews.net, il capo redattore della TGR Basilicata Oreste Lo Pomo, il responsabile della redazione di Potenza de La Gazzetta del Mezzogiorno Massimo Brancati e i responsabili del sito bufale.net.



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