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La voce della Politica
| Covid-19 in Basilicata. Anisap, un esercito invisibile |
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16/04/2020 | Lettera aperta al Presidente Bardi
Illustrissimo Signor Presidente, la Associazione che mi onoro di presiedere si occupa della tutela di 20 strutture sanitarie private accreditate, dislocate in tutto il territorio regionale. Di queste 18 sono costituite da laboratori di analisi cliniche, nel cui organico sono operativi numerosi specialisti di laboratorio (biologi e medici), tecnici di laboratorio, infermieri oltre al personale amministrativo dedicato alla accoglienza.
Un esercito silenzioso e presente, che non si è mai fermato e non ha mai abbandonato i Cittadini, neppure, e soprattutto, nel gravissimo momento di crisi che l’Italia e la nostra Regione sta attraversando.
Mi permetto, dunque, di rivolgerLe questo mio semplice interrogativo, che non riesce a trovare risposta: perché questo esercito è tutt’ora invisibile?
Quale motivazione è sottesa al mancato utilizzo di questa importante e, a nostro avviso, fondamentale squadra di Professionisti, Biologi, Medici e Operatori Sanitari, capillarmente presenti sul territorio, muniti di specifiche competenze operanti in strutture che lo stesso Sistema Sanitario Regionale ha, prima autorizzato e poi accreditato, oggetto, da sempre, di minuziose attività di verifica e controlli di qualità?
Lei mi perdonerà, Signor Presidente, se non riesco a comprendere la causa di questa persistente e intenzionale volontà di ignorare questa Categoria di professionisti, proprio in un momento in cui la loro collaborazione si rivelerebbe più che preziosa per consentire la ripartenza della nostra Regione, permettendo una concreta, massiccia e analitica indagine epidemiologica su tutto il territorio regionale in tempi realmente utili e non dilazionati.
Questa Associazione ritiene, in merito, che uno “studio epidemiologico” debba essere il frutto di una valutazione preliminare da parte di un gruppo di studio (in questo caso regionale), che abbia uno specifico razionale e sia svolto, operativamente sul territorio, da soggetti/strutture di comprovata competenza ed esperienza in materia di test diagnostici.
Dalla stampa, invece, apprendiamo che sindaci di questa Regione hanno intrapreso in piena autonomia, ancorché in accordo con indicazioni regionali, la strada dello screening sierologico ai fini dello studio della sieroprevalenza nella popolazione del proprio comune.
Di fatto, iniziative come questa, che non hanno nulla dello studio epidemiologico in quanto prevede, in alcuni casi, una prestazione a totale carico del cittadino richiedente su base volontaria, si sostituisce, a nostro avviso, alla legittima, attività che i laboratori di analisi accreditati di Basilicata devono poter svolgere. Ovvero eseguire test diagnostici di laboratorio anche in ambito Covid-19, con la dovuta competenza e qualità di esperienza professionale.
A questi ultimi, però, capita, e questa volta sì sono visibili, di subire visite e controlli dei NAS volti proprio a stabilire se la struttura esegue esami diagnostici Covid-19. Ciò è alquanto paradossale.
In questo contesto, risulta ancor di più l’invisibilità di un complesso di strutture di Laboratorio accreditate, che hanno mezzi, competenze, personale e organizzazioni tali da consentire un intervento rapido ed efficace, capaci di svolgere le indagini di tipo sierologico, di cui tanto si sta discutendo, necessari per la rilevazione dei soggetti colpiti dal virus. Sono le stesse strutture a cui si rivolgono i cittadini di questa Regione quando necessitano di esami in ambito oncologico, infettivologico, nelle patologie croniche, esami di una complessità anche maggiore di quelli inerenti la diagnostica Covid-19.
Allo stato, le Regioni si stanno comportando in base a decisioni autonome, essendo prive di linee di indirizzo univoche da parte degli Organi di Governo. Eppure, il Comitato Tecnico Scientifico di cui si sta avvalendo il Governo centrale ha, a più riprese, auspicato fortemente l’utilizzo di una massiva indagine epidemiologica sul territorio, unica forma di identificazione di coloro che con il virus sono già venuti in contatto e dunque potrebbero aver sviluppato un’immunità che permetterebbe il ritorno alla vita lavorativa, necessaria per la ripresa della Regione.
Il “nemico” è invisibile, è sconosciuto e non vi sono certezze, tuttavia proprio non riesco a comprendere perché disperdere il prezioso apporto che gli Erogatori privati accreditati potrebbero fornire alla lotta al contagio.
E dunque, Signor Presidente, confido che, quale Garante della salute dei cittadini di questa Regione, possa prendere in seria considerazione la potenzialità e l’effettiva valenza del comparto delle strutture di laboratorio accreditate nel contrasto alla diffusione del Covid-19.
Dott. Roberto Cicchetti
Presidente Anisap Basilicata |
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