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La voce della Politica
| Bolognetti: ‘Magistrati trascinati da Mattia in campagna elettorale’ |
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2/02/2020 | Dopo aver seguito l’inaugurazione dell’anno giudiziario, Maurizio Bolognetti è tornato sulla polemica con Mattia ed i 5 Stelle sul magistrato ignoto.
“Una storia brutta, inquietante e surreale”, ha esordito il leader dei radicali lucani in una delle sue consuete dirette Facebook.
“Agiamo spinti, come sempre, dal desiderio di difendere i fondamenti dello Stato laico e democratico, i diritti umani e la costituzione. Non abbiamo truppe, per fortuna, ma cerchiamo sempre di fare proposte. L’onorevole Rospi, quando era ancora un deputato pentastellato, come mai non ha avuto nulla da dire su questa incredibile vicenda del magistrato in servizio nel Palazzo di Giustizia di Potenza che, a detta del candidato governatore Mattia, avrebbe dovuto ricoprire la carica di assessore qualora avessero vinto le elezioni. Mattia te lo ricordi? La Giunta designata dei 5 Stelle: l’avete scritto voi e non io. Adesso, dopo non so quanti anni in cui ha taciuto, l’onorevole Rospi, assurto improvvisamente ad eroe di non so cosa, si è accorto che nel Movimento non c’è democrazia. Mica solo lì non c’è democrazia, viviamo in un paese in cui l’articolo 49 della costituzione, ahinoi, è carta straccia. Ma su tutto questo nemmeno una parola da parte dell’onorevole Rospi, ma nemmeno da parte del senatore De Bonis”.
“Scusatemi se fumo – ha continuato Bolognetti –, nuoce gravemente alla salute ma forse meno di certi politici che fanno più male al paese delle innumerevoli sostanze cancerogene contenute in una sigaretta. Questo magistrato Zorro, o che si dice non esista, appartiene a una vicenda che bisogna ricostruire a partire dal marzo scorso alla luce della risposta data ieri a me, e ad altri rappresentanti del Csm ed alla presidente della Corte d’Appello. Io, da mesi, presento esposti al CSM”.
Bolognetti ha proseguito ricordando la vicenda circa le dichiarazioni di Mattia, in proposito, in caso di vittoria alle scorse elezioni regionali, dell’assegnazione al magistrato dell’assessorato alla Salute.
“Di per sé, l’iniziativa può anche essere interessante, e infatti hanno fatto tutti i nomi dei componenti dell’eventuale organo esecutivo lucano, tranne questo, e in rete pubblicano un manifesto, in seguito al quale ho scritto a tutti gli esponenti del mondo giudiziario compreso il Ministro. Nel manifesto non avevano pubblicato solamente la foto dell’assessore alla sanità indicando però si trattasse di un magistrato in servizio presso il tribunale. È da restare attoniti. Ma nel colpevole silenzio della politica, dell’Anm lucana e dell’associazione lucana dei magistrati, trascinano, di fatto, l’intero Palazzo di Giustizia in campagna elettorale. In tutto questo c’è stato il rispetto delle Istituzioni? Il punto è questo – continua rivolgendosi alla dottoressa Sinisi, presidente della Corte d’Appello di Potenza – al di là del fatto se il magistrato esista o meno. Anche perché, per ovvie ragioni, se questo magistrato esistesse davvero sarebbe difficile trovarlo”.
“Sono grato per la risposta che la dottoressa Sinisi mi ha dato in tempo reale, ma ribadisco che il punto non è se esista o meno. Per quanto, se esistesse, ritengo utile fosse trasferito o chiedesse il trasferimento”.
“Il punto è che tutti i magistrati che, immagino, nella stragrande maggioranza dei casi svolgono al meglio il proprio lavoro, sono stati coinvolti di fatto: perché c’è stato il totomagistrati e si sono scatenati una serie di dubbi e sospetti. Calamandrei diceva che un magistrato nono solo deve essere terzo, ma deve anche apparire tale. Invece, da dieci mesi a questa parte, stante l’operazione pentastellata del nostro caro Mattia, il Palazzo di Giustizia come è apparso?”.
“Ecco perché ho schiesto di intervenire ai vertici del mando giudiziario. Inoltre, ad urne chiuse, quando gli viene chiesto chi fosse il magistrato Mattia rispose di non potere dirlo, e c’era un video, affermò che si trattava di un magistrato che ha lavorato bene e farà carriera ponendosi nel ruolo di facilitatore di non so che cosa. Vedete il senso delle Istituzioni? Tra i 5 Stelle, che sono andati via e che sono rimasti, nessuno a niente da dire? Avete taciuto, quindi avete condiviso. Così come hanno taciuto Di Maio e Bonafede”.
“Ma poi – prosegue Bolognetti –, il 25 giugno dello scorso, Mattia ha scritto a La Siritide ed a Sassilive, ma non tutti hanno ripreso la sua nota forse perché poi avrebbero dovuto darmi voce: e forse non conviene. E scrisse: “il segretario dei Radicali Lucani Maurizio Bolognetti continua a strumentalizzare subdolamente”. Cioè, sarei io a strumentalizzare? Mi scrisse di non permettermi ad accostare la scelta autonoma che fece, al Movimento 5 Stelle. E se non c’entra perché avevate scritto la Giunta designata dal Movimento 5 Stelle? Il problema non era certo la riservatezza, ma quello che avevo fatto. Ma la nota era arrivata dopo che mi rivolsi a Bonafede. Ma non abbiamo mollato e abbiamo proseguito ricordando a tutti quanto sia avvenuto. Ed arriviamo ad ottobre quando Ermini, vicepresidente del Csm, arriva in Basilicata e, rispondendo ad una domanda sulle mie denunce, disse di non potersi esprimere ma che ci sono gli organi che possono esprimersi. Bene, giusto, il Csm può esprimersi e allora lo faccia. Si rompano i muri del silenzio che tendono a soffocare le cose, a renderle ignote così come è il magistrato ignoto. Quindi arriviamo ai sit-in e alla giornata di ieri all’inaugurazione dell’anno giudiziario dove ho preso la parola per una quindicina di minuti, abusando anche un po’ del tempo ma non sono stato l’unico. Dico una serie di cose. A proposito, Pannella non ha detto tutto e il contrario di tutto. Perché quando si rivolse ai presidenti della Repubblica chiedendo di interrompere la flagranza di reato contro i diritti umani e la costituzione, non è dire tutto e il contrario di tutto ma affermare cose importanti. Dietro quelle parole c’era il suo senso dello Stato e delle Istituzioni, che altri, pur essendo chiamati a rappresentare lo Stato, non hanno”.
“Al temine la dottoressa Sinisi dice che questo magistrato non esiste. Allora, a questo punto, il dottor Mattia dirà anche alla dottoressa Sinisi di non permettersi? Perché se ha detto che non esiste, mentre lui diceva il contrario, allora avete prese in giro i cittadini della Basilicata servendovi del Palazzo di Giustizia è grave. Verrebbe quasi da evocare l’articolo 661 del codice penale: abuso della credulità popolare. Cosa dobbiamo pensare? Dottor Mattia risponderà e smentirà la dottoressa Sinisi, dicendo che il magistrato esiste e non si è fatto trovare? Io, a questo punto, credo anche per una questione di dignità, chiedo l’intervento e la risposta del dottore Mattia da Potenza. Staremo a vedere se risponderà, ma quello che è certo è che questa storia andava raccontata. Ritengo di aver fatto bene ad occuparmene, male ha fatto chi non se n’è occupato perché questa vicenda dovrebbe preoccupare tutti perché la giustizia è una cosa seria e non possiamo aspettare che certe operazioni passino in silenzio. Io non solo ne ho parlato ma, insieme ad altre situazioni, mi sono fatto carico di segnalarlo agli organi competenti. In questa vicenda non sono stato sintetico, ma non bisognava esserlo nella speranza che qualcuno raccogliesse l’appello. Non si tratta di avercela con una persona, ma è il merito. E al merito dobbiamo rimanere. Io voglio sapere voi cosa ne pensiate su quanto fatto da Mattia e dai 5 Stelle nel corso delle elezioni regionali del marzo scorso. E, spero, lo facciate spogliandovi dei panni dei tifosi, stando al merito”.
Gianfranco Aurilio
lasiritide.it
La nota del 25 giugno inviata da Mattia:
“Il segretario dei radicali lucani Maurizio Bolognetti – scriveva Mattia – continua a strumentalizzare subdolamente, su qualche giornale locale, l’annuncio che feci in campagna elettorale in merito alla designazione di un magistrato all’assessorato regionale alla Sanità della Basilicata.
Aver pensato ad una figura “tecnica” con quel profilo, in un settore delicato e tormentato da diffusi fenomeni di illegalità, non giustifica in alcun modo Bolognetti e le sue assurde ipotesi ed illazioni. Non si permetta di continuare ad accostare, neanche lontanamente, al Movimento 5 Stelle e al mondo giudiziario in genere, la scelta personale e autonoma che feci come candidato alla presidenza della Regione Basilicata.
Ogni figura tecnica, da me indicata in campagna elettorale per la composizione della giunta regionale, fu decisa e vagliata unicamente ed esclusivamente dal sottoscritto e per quanto riguarda il nome del magistrato, che doveva coprire la carica di assessore esterno alla Sanità, fu garantita la massima riservatezza sia a livello locale che nazionale ad ogni livello istituzionale”.
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