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La voce della Politica

“Nessun futuro per gli assistenti educativi in basilicata”

15/01/2020

All'interno del vasto Universo della Scuola c'è una categoria di professionisti che si occupa di comprendere, educare ed aiutare a crescere i ragazzi. Parliamo del personale educativo che svolge un'attività assistenziale volta a promuovere i processi di crescita umana e civile affiancando gli allievi in vari momenti della giornata, sul piano psicopedagogico e relazionale, creando parallelismi tra quanto imparato nelle attività di studio e quanto appreso dalla maturazione delle esperienze educative.
Purtroppo ad oggi la regione Basilicata sembra essersi dimenticata di questa fondamentale figura tanto da non assicurare fondi per le scuole per il prossimo anno scolastico. E tutto ciò sembra un paradosso: in molte regioni come la vicina Puglia, questa figura viene stabilizzata con contratti a tempo indeterminato e con frequenti appalti annuali che garantiscono la continuità lavorativa. Invece in Basilicata si provvede ad anno scolastico inoltrato e si vive di precariato. Gli educatori lavorano per quattro/cinque mesi all’anno per poi ricevere il compenso a fine progetto, senza nemmeno aver la possibilità di richiedere la disoccupazione. Ogni anno partecipano a bandi a progetto con pochissime ore di cui non è garantita la continuità lavorativa nonché l’attività psicopedagogica sui ragazzi nel contesto scolastico.
In questo discorso non è esentata nemmeno la Provincia che con inammissibile ritardo provvede a garantire un minimo di affiancamento e di supporto nei confronti di ragazzi con disturbi, disabilità e problematiche varie tra dicembre e gennaio. L'attività educativa è per antonomasia il compito principale del personale educativo, molte di queste figure sono molto specializzate soprattutto con disabilità gravi come autismo o disturbi del comportamento e sono essenziali nell’affiancamento del docente di sostegno che molto spesso è carente di strategie e strumenti. Il mancato supporto a questa figura provoca inevitabilmente alle famiglie frequenti disagi come la frequenza ridotta da parte dell’alunno o la difficoltà di gestione a livello scolastico. Molto spesso accade anche nei bandi che ci si confonda con la figura dello psicologo e quella educativa che ha una mansione ben diversa, talvolta di coordinamento e supervisione dell’azione educativa.
Con questo appello ci rendiamo disponibili ad un confronto e richiediamo maggiore attenzione nell’attivazione di politiche sociali da parte degli enti competenti finalizzate al riconoscimento e alla tutela della nostra professione e a garantire a tutte quelle famiglie la nostra figura nel cotesto scolastico in quanto gli educatori risultano essere per molte di loro un elemento di supporto valido ed imprescindibile per la frequenza e le dinamiche scolastiche.


Coordinamento Educatori di Basilicata
Attilio Manzo, Mariella Di Palma, Gerarda Sarli, Michela Costantino, Katia De Meo, Lorena Grimolizzi, Roberta Calviello, Gerardina Pinto, Giovanna Rossi, Francesca Bellino, Gaia Calabrese, Caterina Russo, Valentina Garripoli



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