-->

HOMEContattiDirettoreWebTvNewsNews SportCultura ed Eventi

La voce della Politica

Alluvioni: ‘Una catastrofe annunciata. Analisi e proposte’

30/11/2019

La montagna non si protegge con un decreto o con una dichiarazione dello stato di calamità ma con un progetto di grande ispirazione e di grande solidarietà. Richiamando alla memoria, dopo gli eventi alluvionali dei giorni scorsi, le sciagure analoghe che hanno arrecato laceranti perdite alle popolazioni indifese e ingenti danni all’economia del Paese, si rimane increduli – dopo aver ascoltato le diverse opinioni sulla cattiva gestione delle infrastrutture e sulla mancanza di manutenzione del territorio - rispetto ad un cliche’ antico omologato ad affermare la cultura dell’emergenza su quella dell’ordinarietà: lo Stato interviene con gli strumenti di Difesa civile, con il volontariato, con le Forze armate e con stanziamenti straordinari.
Poi tutto tace. Dopo ogni alluvione c’e’ l’alluvione delle parole a cui seguono altre alluvioni sul fronte indebolito e trascurato della difesa del suolo. I governatori delle regioni alluvionate sulla emotività dell’emergenza invocano piani straordinari per mettere in sicurezza i rispettivi territori dimenticando che gia’ in passato in altri eventi alluvionali hanno beneficiato di provvedimenti urgenti accompagnati da rilevanti risorse finanziarie che avrebbero dovuto mitigare il disordine idrogeologico, che invece si ripropone ad ogni alluvione in maniera piu’ grave, per la mancanza di un politica organica di difesa del suolo. Lo stato di calamità adottato in conseguenza di disastri antichi e recenti riproduce un modello ripetitivo che pur concepito con valutazioni differenziate obbedisce a istanze urbane e a logiche di potere. Mettiamo da una parte i costi dell’emergenza e dall’altra i costi degli aiuti alle zone montane per ridurre o scongiurare l’emergenza, ne consegue da questo calcolo che la scelta della manutenzione “obbligata” a carico dello Stato della montagna, che copre i due terzi del Paese , non e’ più differibile.
Un concetto fondamentale deve entrare nella mente di tutti: e’ sulla montagna che ha sede la diga più alta contro le alluvioni, che e’ il bosco. Ma e’ un bosco che ha bisogno di cure, di “cantieri verdi” per rendere piu’ efficienti gli ecosistemi forestali.
La nuova filosofia poggia sulla solidarieta’ con i fiumi, ma anche tra gente di montagna e gente di citta’, gente di fiume e gente di mare. Ma abbiamo allontanato dai montanari e dalla montagna, per una scellerata scelta politica, maturata tra l’altro in un fallito processo riformatore, la piu’ prestigiosa istituzione, che era il Corpo Forestale dello Stato, posta al servizio del Paese per la custodia e la vigilanza dei boschi e del territorio.
Le conoscenze scientifiche, giuridiche, economiche ed amministrative del Corpo Forestale dello stato oggi avrebbero rinnovato e aggiornato il quadro degli interventi per il restauro ecologico ed idrogeologico del nostro territorio rimasto ovunque solcato dall’erosione continua e dall’impeto delle acque ormai non piu’ trattenute dal sistema di difesa del suolo che si configura nel mutato equilibrio e disordine idrogeologico dei bacini montani, quest’ultimi sconosciuti non alla scienza ma alla impostazione programmatica delle regioni essendo materia delegata agli enti territoriali.
L’”inferno” purtroppo e’ salito anche in cielo a causa del disordine terrestre. Con i cambiamenti climatici in atto, l’ecologismo dell’abbandono, in assenza di una seria e attenta politica di gestione del territorio, ha reso piu’ fragile e piu’ vulnerabile la tenuta del suolo e soprassuolo, rendendoli incapaci di assorbire eventi eccezionali senza subire profonde trasformazioni (gli abeti del “Cansiglio” abbattuti da una tempesta eolica ne sono la testimonianza).
Oggi e’ cambiato l’intero quadro di riferimento nei bacini montani, sono cambiati quasi ovunque i tempi di corrivazione e di conseguenza le portate di massima piena e le localizzazioni delle porzioni di scavo e di deposito degli alvei. come pure i profili di compensazione delle briglie realizzate lungo i piccoli bacini complementari a protezione delle infrastrutture. C’e’ da fare una ricognizione nuova e sistematica di ogni corso d’acqua inteso come ramo dell’intera chioma dell’“albero” che e’ il bacino fluviale.
Il progetto, almeno per la parte montana, deve essere nuovo ed elastico, con progressione graduale, costituito da nuovi interventi, ma anche da manutenzione delle opere esistenti. Con l’avvento delle regioni e con il trasferimento di molte competenze in materia idraulico - forestale agli enti territoriali, condizionati da un certa confusione di potere, dalla mancanza di una legge quadro e da una lenta acquisizione della cultura del territorio, l’attivita’ sistematoria dei bacini montani si e’ affievolita se non interrotta.
L’attuale quadro delle leggi regionali, nazionali e comunitarie sulla montagna disorienta anche gli esperti. e’ un atlante di norme confuse senza punti cardinali per l’orientamento. Lasciare le cose cosi come sono equivale a scegliere semplicemente l’alternativa dell’attesa dei disastri, ricorrendo allo stato di calamità naturale per ottenere qualche fondo straordinario della Protezione Civile e qualche sussidio per le famiglie delle vittime. Se vogliamo sconfiggere le alluvioni che si affrontano da lontano, nel tempo e su tutto il territorio, occorre procedere senza indugi a varare una legge piu’ organica di difesa del suolo, di sviluppo ecologico e forestale, che attivi programmi pluriennali di investimenti nel settore e che consenta un ritorno alla tradizionale (alternative non ve ne sono) e piu’ efficace impostazione delle attivita’ nelle sistemazioni idraulico forestali dei bacini montani.
E’ il momento del rilancio della centralità delle risorse umane e professionali. Occorre ricostruire il Corpo Forestale dello stato incardinato nel ministero dell’ambiente(non piu’nel ministero dell’agricoltura essendo stato da questi cancellato) e nelle regioni che attivi: piani forestali di nuova concezione, di cultura europea o alpina per le regioni del nord; di cultura mediterranea per la montagna appenninica e per le regioni del Centro Sud, improntati all’occupazione e allo sviluppo dell’economia montana.

Franco Mattia
Dirigente in pensione del Corpo forestale dello Stato



archivio

ALTRI

La Voce della Politica
24/05/2026 - Matera: il cordoglio per la scomparsa del consigliere comunale Elettrico

Con profondo dolore, il Sindaco di Matera Nicoletti e l’Amministrazione Comunale tutta esprimono il più sincero cordoglio per la prematura scomparsa del consigliere comunale Antonio Elettrico, eletto nella lista Io Sud.

La notizia rattrista profondamente l’intera co...-->continua

24/05/2026 - UIL Scuola Rua: attenzione dei docenti della Basilicata su procedure supplenze

La UIL Scuola Rua richiama l’attenzione dei docenti precari della Basilicata sulle procedure per le supplenze relative all’anno scolastico 2026/2027, dopo la pubblicazione del nuovo vademecum operativo dedicato alle nomine da GAE e GPS.

Le domande dov...-->continua

24/05/2026 - Matera-Ferrandina, Assessore Pepe: stop alle falsità

In relazione alle ricostruzioni diffuse nelle ultime ore sulla strada statale 7 Matera-Ferrandina e ai contenuti offensivi comparsi sui social network, l’assessore regionale alle Infrastrutture Pasquale Pepe fa sapere che la SS7, nel tratto relativo al bypass ...-->continua

24/05/2026 - Latronico, presentati il Bike Center e il Bike Park con Brumotti

Latronico punta con decisione sul turismo outdoor e sul cicloturismo con la presentazione del “Latronico Bike Center” e del “Latronico Bike Park”, nuove strutture realizzate nell’area del Pollino lucano, in località Maiolino, vicino alle Terme e al centro spor...-->continua

24/05/2026 - Filcom Confsal, Rosa nella segreteria nazionale

Concluso il congresso nazionale della Filcom Confsal

Il lucano Donato Rosa nella segreteria nazionale per il mandato 2023-2030

Negli ultimi anni ha saputo ritagliarsi uno spazio crescente nel dibattito sindacale, soprattutto sui temi della co...-->continua

23/05/2026 - Senisese: ''basta liquidare come “campanilismo” il diritto alla salute''

Le dichiarazioni dell’Assessore regionale alla sanità, che continua a liquidare come “campanilistiche” le richieste provenienti dal territorio del Senisese, risultano profondamente ingiuste e non aderenti alla realtà dei bisogni delle comunità locali.
Colp...-->continua

23/05/2026 - “Un domani l’inclusione sarà normalità”: il cuore dei 41° Giochi Nazionali Estivi Special Olympics

Lignano Sabbiadoro, 23 maggio 2026 – Ci sono medaglie che vanno oltre il podio. Vittorie che non si misurano soltanto in secondi, punti o classifiche, ma nella capacità di cambiare la vita delle persone, di costruire relazioni, di restituire dignità, appartene...-->continua


















Agoraut - Associazione culturale di informazione territoriale - P.Iva: 01673320766 - Copyright© lasiritide.it - Webmaster: Armando Arleo