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Accreditamento strutture psichiatriche,sindacati e cooperative chiedono incontro

12/10/2019

Non è più rinviabile l’adozione del sistema di accreditamento delle strutture residenziali psichiatriche in Basilicata, tra le ultime regioni italiane a non aver ancora adempiuto all’obbligo stabilito dall’accordo Stato-Regioni del lontano 2013. È questo il motivo per cui le centrali dell’Alleanza delle cooperative (Legacoop, Confcooperative, Agci) hanno chiesto, insieme ai sindacati Cgil, Cisl e Uil, un incontro urgente al presidente della Regione Vito Bardi e all’assessore alla Sanità Rocco Leone.
L’accreditamento garantisce la qualità nell’erogazione delle prestazioni, il rispetto della normativa e dei contratti nazionali di lavoro, un innalzamento dei livelli di evidenza scientifica degli interventi e l’ottimizzazione del servizio, con conseguente contenimento della spesa. Nonostante l’accordo sia stato recepito dalla delibera di Giunta regionale 649 del 10 giugno 2014 e nonostante l’iter sia da tempo a buon punto, non è ancora chiaro perché non si arrivi alla definizione degli ultimi passaggi e all’adozione del sistema.
La richiesta di incontro urgente segue quella già formulata a valle dell’assemblea degli operatori del settore del 26 luglio scorso, raccolta dall’assessore Leone che in data 9 agosto ribadiva alle organizzazioni e ai sindacati la volontà di procedere con l’accreditamento istituzionale quale modalità di affidamento dei servizi residenziali psichiatrici. Da allora sono trascorsi due mesi e non è stato prodotto nessun passo avanti, nonostante i ripetuti solleciti.
A dispetto dell’esplicita volontà manifestata dall’assessore e malgrado l’iter di accreditamento sia in dirittura d’arrivo, sono state rimesse inopportunamente in moto dalle Aziende sanitarie le procedure per un bando di gara già emanato nel 2017 e poi interrotto per motivazioni ad oggi non ancora superate. L’affidamento della gestione dei servizi assistenziali, terapeutico riabilitavi e socio-riabilitativi per utenti psichiatrici presso le strutture residenziali senza la preventiva adozione di un sistema di accreditamento istituzionale farebbe scivolare indietro la Basilicata, mettendo a repentaglio un modello diffuso riconosciuto a livello internazionale e determinando un’insanabile ricaduta negativa per gli utenti. Il persistente cortocircuito tra Regione e Aziende sanitarie, infatti, danneggia in primo luogo gli utenti e le loro famiglie e mortifica quarant’anni di storia della cooperazione sociale, che ha reso il territorio lucano prima pioniere nei servizi di assistenza psichiatrica e, oggi, un avamposto di buone pratiche grazie anche alla professionalità raggiunta dagli operatori impegnati. Operatori che, a difesa di questo modello virtuoso, supportati dalle organizzazioni cooperative, si dichiarano pronti a ulteriori azioni di mobilitazione.



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