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''Inaccettabile l'attacco alla libertà di stampa da parte del governo regionale'

4/09/2019

L’attacco alla libertà di stampa da parte del governo regionale è inaccettabile.
L’Ordine dei Giornalisti e l’Associazione della Stampa di Basilicata esprimono stupore e perplessità per l’aggressione, assolutamente irrituale, da parte di Autorità istituzionali e rappresentanti del governo regionale contro il giornale “Cronache Lucane”.
Il diritto-dovere di cronaca e di critica, e i principi garantiti dall’Articolo 21 della Costituzione e da altre leggi, non contemplano certo l’infallibilità di giornali e giornalisti.

Laddove dovesse ritenersi che siano state diffuse notizie in modo non corretto o non rispondenti alla verità dei fatti, qualunque cittadino ha diritto a chiedere e ottenere il diritto di replica, oltre che ad agire per far valere le proprie ragioni nelle forme consentite e nelle sedi deputate.

Attaccare la stampa, in forza del proprio ruolo e del potere ricoperto pro-tempore dal governo regionale, segnala un preoccupante deragliamento della grammatica istituzionale e una regressione dal punto di vista culturale e della difesa dei valori democratici.

Ordine Regionale dei Giornalisti e Associazione della Stampa di Basilicata auspicano che possano ristabilirsi rapporti istituzionali fondati sul senso dell’equilibrio, della serenità e del rispetto delle regole e dei ruoli, al fine di garantire il diritto, costituzionalmente tutelato, di ogni cittadino a essere informato.

Un diritto essenziale, fondamentale per la qualità del discorso pubblico e che può considerarsi il sale della democrazia.

Ordine e Associazione della Stampa di Basilicata tornano, inoltre, a sollecitare un incontro urgente con il Presidente della Regione per affrontare le questioni relative al sistema dell’informazione in Basilicata, in un momento di particolare criticità.





IL COMUNICATO DELLA GIUNTA REGIONALE

“Da settimane è in atto una campagna di falsità e di attacchi personali contro il Presidente e la Giunta regionale che, inoltre, colpisce direttamente il capoufficio stampa della Giunta Massimo Calenda e altri dirigenti regionali. Ad attuarla è il quotidiano “Roma Cronache Lucane”, per altro non nuovo a campagne di questo genere nel più recente passato contro uomini della Giunta regionale, e non solo, il cui editore si è aggiudicato una gara, a seguito di avviso pubblico dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale allo scadere della scorsa legislatura (presidente Santarsiero), per “Servizio di gestione e l’animazione dei profili aperti dal Consiglio regionale sui social network”. La campagna, che evidentemente ha lo scopo di difendere interessi editoriali, non meriterebbe alcuna considerazione se non avesse superato i toni diffamatori e calunniosi e se non avesse prodotto una montagna di falsità che richiedono pertanto una netta presa di posizione, lasciando ad altri organi i compiti istituzionali di propria competenza.

Secondo il quotidiano, il lavoro che vede impegnati, sin dall'insediamento, il presidente, la Giunta e gli uffici dipartimentali per introdurre modifiche nella complessa macchina amministrativo-burocratica della Regione allo scopo di renderla più efficiente ed efficace, e pertanto più vicina ai cittadini, per attuare il “governo di cambiamento”, viene descritto senza troppi giri di parole come un “golpe istituzionale” che sarebbe attuato attraverso un ddl. Si arriva così ad ipotizzare con il massimo della fantasia che “Bardi con un colpo di penna vorrebbe eliminare la dicitura Giunta regionale, per sostituirla esclusivamente con le parole il presidente della Giunta regionale”. E per spiegarlo ai propri sparuti lettori il quotidiano scrive che il disegno di legge, che non esiste, “lascia trasparire in tutta la sua evidenza quanto il governatore lucano Vito Bardi ambisca ad avere poteri più pieni dei pieni poteri”. Non ancora soddisfatti dell'allarme lanciato si ipotizzano inesistenti conflitti con presidente e Consiglio regionale nel tentativo di alimentare polemiche tra i partiti della maggioranza nei confronti dei quali lo stesso quotidiano, sin dalla campagna elettorale delle regionali, ha mostrato “simpatie” o “antipatie” in maniera netta e differente. Del tutto evidente invece è la preoccupazione della società editrice rispetto all'obiettivo della Giunta di razionalizzare (anche nella spesa) e ammodernare l'informazione istituzionale che viene descritto come un tentativo di imporre la comunicazione del presidente.

Il presidente e la Giunta non si lasciano intimidire da questa campagna di falsità, disinformazione e odio personale, una campagna che segna una “pagina buia” nella gloriosa storia dell'informazione democratica della Basilicata e, consapevole che l'intelligenza dei cittadini prevale sempre, li invita a diffidare da chi persegue ben altri scopi rispetto a quelli della libera informazione, autentico bene da difendere. Le critiche all'operato del presidente e della Giunta, che auspichiamo ci siano sempre, che crescano in qualità e proposte e che si svolgano sempre nel rispetto politico e personale, sono ben altra cosa. Al direttore dell’ufficio stampa Massimo Calenda la nostra più sincera e totale solidarietà”.

La Giunta regionale di Basilicata



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