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La voce della Politica
| Giovanni Pandolfi: ‘Sul petrolio lucano la storia mi sta dando ragione’ |
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2/08/2019 | Giovanni Pandolfi, più volte sindaco di Rotonda ed consigliere Regionale della Basilicata, è intervenuto nel dibattito politico sulla questione petrolio.
“Avendo letto giorni addietro gli articoli intitolati “ENI RESTITUISCA QUANTO RICEVUTO” e “LA STRATEGIA DI USCITA DAL PETROLIO – si legge nella nota – ho sentito la necessità di esprimere il mio parere in merito all’argomento.
Mi sono sentito particolarmente coinvolto essendo stato in Consiglio Regionale negli anni 1995/2000, proprio il periodo in cui si passò dalla Basilicata Verde alla Basilicata dell’Oro Nero.
All’atto dell’insediamento del Consiglio Regionale, nel fare la mia dichiarazione programmatica, chiesi di sciogliere al più presto il nodo relativo al futuro della Val D’Agri, sottolineando che lo sfruttamento del sottosuolo con l’estrazione petrolifera avrebbe modificato il delicato equilibrio ecologico, causando danni al territorio, alle risorse naturali e, soprattutto, alle popolazioni che vi risiedono.
Quando poi, in Consiglio Regionale, si portò in discussione, mio malgrado, l’accordo stipulato con l’Eni, prendendo la parola fui l’unico a dichiarare che avrei votato contro e che se proprio ci si voleva “vendere” bisognava ritirare il provvedimento presentato per l’ottenimento della royalties, quasi inesistenti, sostituendolo con un altro più vantaggioso per la Basilicata.
L’allora Presidente della Giunta, Prof. Raffaele Di Nardo, accolse la mia indicazione, la mia proposta venne rimessa in commissione, le royalties salirono al 7%, anche se sempre troppo basse. L’intesa venne votata da tutti i consiglieri tranne che, naturalmente, dal sottoscritto.
Per sottolineare maggiormente la mia posizione mi feci promotore di un “Libello” intitolato, ironicamente, “La Basilicata si buca”. Vi scrissi anche che la “Storia mi avrebbe dato ragione”.
E la storia mi sta dando ragione.
Si stanno finalmente affermando posizioni contrarie allo sfruttamento petrolifero e si vogliono individuare strategie alternative ma, chissà perché, ho l’impressione che si tratti di forma e non di sostanza, soprattutto dal punto di vista politico.
Che ne è della richiesta di revoca dei permessi di estrazione a suo tempo avanzata dai Comuni di S. Arcangelo, Viggiano, Laurenzana, S, Chirico Raparo, Roccanova, Tramutola, Paterno, Satriano, Marsico Nuovo, Montemurro, Castel Saraceno, Grumento Nova, S. Martino D’Agri e Armento?
Possibile che nessuno si ponga il problema del perché vengano concesse le royalties?
Le royalties sono elargizioni accordate per i danni che vengono causati a persone e cose. Nessuno da niente per niente.
Non voglio dilungarmi oltre, ma penso che la mia posizione in materia sia chiara, come si evince dalle poche parole scritte.
A conclusione voglio portare un esempio di comportamento diverso.
Negli anni 1985/87, quando ero Presidente del Parco Regionale del Pollino, arrivò una impresa “Societee generale de geographique” (di Paris Saintgermain) che, senza alcuna autorizzazione, prese a fare ricerca di idrocarburi nell’area del Pollino, e precisamente a 1850 m. s.l.m. nel Comune di Chiaromonte.
Il Corpo Forestale, guidato dall’allora Brigadiere Nicola Madormo, Comandante della Stazione di S. Severino Lucano, bloccò i lavori e trasmise una relazione alla Pretura di Lauria, allora esistente, la quale in data 03/07/1987 emise la sentenza di condanna di mesi 8 di reclusione per l’ingegnere dell’impresa e di pagamento di 8 milioni di lire più le spese procedurali”.
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