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La voce della Politica

PD POTENZA su primo consiglio comunale

11/07/2019

Dietro l’aritmetica che fa mancare in consiglio i voti necessari per eleggere il Presidente dell’assise comunale si nasconde un atteggiamento di autoreferenzialità dell’attuale maggioranza.
Il punto politico è che non si è voluto giungere ad un approccio di condivisione del profilo che avrà il compito di essere super partes, custode delle regole e rappresentare tutto il consiglio comunale.
Le aperture ex post, seppur apprezzabili nonché necessarie per raggiungere i 21 voti necessari all’elezione del Presidente, segnalano un approccio che di fatto contraddice nei fatti l’annunciata collegialità espressa del Sindaco nei giorni scorsi.
Come pure sorprende l’intervento del consigliere Antonio Di Giuseppe, neo eletto nel centrodestra dopo lunga militanza proprio nel Partito Democratico, che ha segnalato l’opportunità di attribuire alla maggioranza la carica di Presidenza, giustificandola come “un proseguo legittimo, giusto” utile a “velocizzare gli atti dell’assemblea”.
Quasi ad intendere che, se tale carica fosse di espressione della minoranza, la stessa potrebbe esercitare azioni di ostruzionismo istituzionale. Ovviamente sono affermazioni mal poste, di scarso profilo politico e che mortificano il ruolo di equilibrio e di imparzialità del Presidente del Consiglio.
I consiglieri di opposizione hanno dato prova di compattezza nell’indirizzo di voto, segnalando la necessità di aprire un tavolo di confronto che possa consegnare all’assemblea comunale il miglior profilo disponibile.
Intanto, a causa di questo incidente politico-amministrativo, non ci sono ancora le commissioni consiliari che dovrebbero iniziare al lavorare sulle questioni che la città attende per il suo rilancio.
L’auspicio è che non si prenda l’esempio dal governo regionale, che da ormai tre mesi è affannato ad occuparsi di nomine e organigrammi.



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