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La voce della Politica
| ''Mi dichiaro prigioniero politico e chiedo di essere processato in contumacia'' |
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26/06/2019 | Vorrei tranquillizzare il signor Antonio Mattia, di subdolo in quel che vado affermando non c’è niente; sono solo un cittadino che, per usare le parole del Presidente Mattarella, ha a cuore il prestigio e l’autorevolezza dell’ordine giudiziario.
Prendo atto che il signor Mattia, dopo averci preannunciato che il magistrato ignoto (quello che avrebbe dovuto ricoprire la carica di assessore alla sanità in caso di vittoria pentastellata alle regionali del 24 marzo) avrebbe fatto carriera, adesso sembra voglia parlare a nome e per conto dell’intero ordine giudiziario.
Confesso che dopo aver letto l’invito che il Mattia ha inteso rivolgermi, quel “non si permetta di continuare ad accostare, neanche lontanamente, al Movimento 5 Stelle e al mondo giudiziario in genere”, sono attonito e, vista la materia, anche un pochino inquieto.
Egregio Mattia, perché parla anche a nome del mondo giudiziario? Non le è bastato preannunciarci la promozione del magistrato mascherato; adesso minaccia anche non so quali ritorsioni in nome e per conto della magistratura? E’ così oppure ho male interpretato la sua nota?
Verrebbe da aggiungere, non me ne voglia, che mi auguro di non dover essere indagato o giudicato dal magistrato ignoto che lei avrebbe voluto assessore nella sua Giunta dei sogni.
Illustrissimo dr. Mattia, tocca ricordarle che il 24 marzo lei rappresentava il M5S (indegnamente?). Tocca, altresì, ricordarle che a poche ore dal voto, nella giornata del 22 marzo, sul suo spazio facebook e sullo spazio FB di alcuni assessori in pectore, quali ad esempio il dr. Maurizio Lazzari, veniva pubblicato un manifesto in formato jpeg nel quale apparivano le foto di quattro dei cinque assessori da lei indicati, accompagnate da una brevissima nota biografica. Nel quinto spazio del citato manifesto, come lei di certo ricorderà, al posto della foto campeggiava la scritta “Assessore alla Sanità”, con in calce la seguente didascalia: “Magistrato in servizio presso il Palazzo di Giustizia di Potenza”. Per ciò che concerne le note biografiche relative al misterioso magistrato, gli autori del manifesto riportavano quanto segue: “Esempio di terzietà, correttezza, e di equilibrio nell’esercizio della delicata funzione giurisdizionale esercitata”. Il manifesto in oggetto recava in bella evidenza il simbolo del Movimento 5 stelle.
Quindi, egregio Mattia, come vede gli accostamenti li avete fatti voi e non io.
Ma non è questo il punto e non voglio farmi fuorviare dalla minacciosa nota dell’esponente pentastellato.
Mi limito quindi a ribadire che la maldestra e infelice scelta del dr. Mattia ha scatenato una sorta di toto-magistrato e infinite e sconvenienti dietrologie. L’improvvida uscita del Mattia ha creato un clima di sospetti, pettegolezzi, illazioni. L’intero Palazzo Giustizia di Potenza è stato di fatto impropriamente trascinato e catapultato in una campagna elettorale.
Pur non dubitando della terzietà, correttezza ed equilibrio del magistrato scelto da Mattia per la carica di Assessore, ritengo che lo stesso, una volta scopertane l’identità, vada con urgenza trasferito ad altra sede non lucana.
Credo sia superfluo spiegare le ragioni di questa mia richiesta e credo, altresì, che queste ragioni possano forse essere comprese anche dal signor Mattia.
L’esponente pentastellato si tranquillizzi: non solo intendo continuare ad avvalermi dei miei diritti e tra questi il diritto di critica, ma posso preannunciare che invierò la sua nota alla I Commissione del CSM per integrare quanto avevo già rappresentato il 28 marzo.
Di Maurizio Bolognetti, membro della Presidenza del Partito Radicale e Segretario di Radicali Lucani
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