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Associazione Nazionale Archeologi su primo anno del ministro Bonisoli

5/06/2019

Ad un anno dall'insediamento del Ministro Bonisoli abbiamo abbastanza indicazioni per dare un giudizio ai suoi primi dodici mesi alla guida del MiBAC. Lo ha già fatto peraltro anche l'ex Presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali e neo-Presidente delle Consulte universitarie degli archeologi, Giuliano Volpe, dalle pagine dell'Huffington Post. Un giudizio tecnico che ne ha evidenziato luci (poche) e ombre (molte), con una chiusura di riflessione molto netta che richiama la presunta “debolezza, cautela ed eccessivo attendismo” del Ministro. Il paragone fatto col suo predecessore (Franceschini) lo vedrebbe, secondo Volpe, sconfitto sotto molti aspetti (a iniziare dal differente peso politico).
Un giudizio su Bonisoli lo ha emesso in questi giorni anche qualche senatore del suo stesso partito (il Movimento 5 Stelle): giudizio politico, questa volta, in quanto il messaggio recapitato al Ministro è stato di allinearsi alle richieste della sua parte politica (partitica) abbandonando la strada tracciata in precedenza da Franceschini o altrimenti, si legge tra le righe, potrebbe perdere la fiducia di alcuni senatori (tra i quali c'è chi si dichiara appunto “fiducioso”).
E' interessante quindi che tanto Volpe (il cui nome è legato al precedente governo PD) quanto alcuni senatori del Movimento attualmente al governo usino Franceschini come metro di paragone dell'operato di Bonisoli, arrivando tuttavia a conclusioni opposte: troppo lontano da Franceschini secondo il primo, troppo vicino alla sua linea a giudizio dei secondi.

“Il nostro giudizio su Bonisoli è un po' diverso”, dichiara Alessandro Garrisi, Presidente Nazionale dell'Associazione Nazionale Archeologi, “e di una cosa siamo certi: Bonisoli è Bonisoli, e la sua linea è autentica e originale. L'ANA ha già pubblicamente espresso la propria insoddisfazione rispetto al Decreto Ministeriale che completa l'iter della Legge 110/2014, ma bisogna riconoscere che questa è una pratica ereditata dal passato nella quale i tecnici hanno avuto un ruolo maggiore rispetto alla politica, e che lui ha deciso forse di portarla a conclusione il prima possibile in quanto questione spinosa e divisiva”.
“Bonisoli ha avuto in questo anno di ministero, ma soprattutto negli ultimi 6-7 mesi (dopo un comprensibile primo periodo di “studio” delle sua agenda), un approccio molto concreto alle questioni, a tratti quasi decisionista”, dichiara Oriana Cerbone, Vicepresidente Nazionale dell'ANA. “Lo abbiamo visto spesso delineare con chiarezza percorsi tecnici e cronologici per le questioni da affrontare, percorsi che poi sono stati rispettati con una puntualità alla quale in questo paese non siamo abituati. Quando a febbraio disse che il D.M. della Legge 110 sarebbe stato licenziato “entro aprile, massimo maggio” l'annuncio fu accolto con una buona dose di scetticismo da molti addetti ai lavori. Eppure, così è stato. E ci sarebbero altri esempi”.
“Forse quello che è mancato in questi 12 mesi” prosegue Alessandro Garrisi, “è una chiara visione delle politiche culturali da portare avanti: abbiamo visto un approccio molto tecnico, insomma, e poco politico. L'abolizione delle domeniche gratuite ai musei, per esempio, è stata affrontata con molto pragmatismo e poco spirito ideologico. Questo però può diventare un limite, perché la politica dovrebbe indicare la rotta delle azioni messe in campo dai ministeri. Altrimenti si finisce per gestire la quotidianità lasciando che delle prospettive di sviluppo politico dei beni culturali si occupino altri. E questo, si, costituirebbe un bel danno per tutto il paese oltre che un fattivo svilimento del ruolo della politica”.

Nell'augurare a Bonisoli il meglio per il futuro, l'ANA auspica che il Ministro accolga il nostro invito alla creazione di un tavolo di confronto permanente con le associazioni di categoria del settore (proposta del febbraio 2019) in maniera di arricchire la sua azione con i consigli di chi si trova sul campo ad affrontare conseguenze e benefici delle sue decisioni. Augura inoltre a Bonisoli di potersi avvalere di un apporto più costruttivo da parte delle forze politiche in Parlamento: sia dalle opposizioni, alle quali spetta di vigilare sulla correttezza delle azioni e di arricchirle con visioni alternative rispetto a quelle espresse dal governo; ma soprattutto dalle parti politiche che costituiscono le forze di governo, affinché non cedano alla tentazione di indebolire il ruolo di garanzia del Ministro rinchiudendolo nel campo del dominio della maggioranza.



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