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La voce della Politica
| COPAGRI: maltempo, danni e disagi per fienagione e colture ortofrutticole |
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30/05/2019 | Verrascina, agricoltura in ginocchio; si temono ripercussioni sulle principali produzioni
“La nuova ondata di maltempo autunnale, che si è abbattuta e che sta continuando a imperversare sulla Penisola, non ha fatto altro che aggravare ulteriormente il già pesante bilancio dei danni causati alle principali produzioni agricole del Paese, per le quali si preannunciano notevoli disagi”. Lo sottolinea il presidente della Copagri Franco Verrascina, ad avviso del quale “l’agricoltura è in ginocchio”.
“Un maggio anomalo, infatti, caratterizzato da forti piogge e grandinate, nonché da un brusco abbassamento delle temperature, ha interessato molte aree del Paese, da Nord a Sud, danneggiando a macchia di leopardo le principali colture ortofrutticole. A soffrirne anche il comparto zootecnico, a causa delle intense precipitazioni che hanno compromesso, in alcuni irrimediabilmente, la fienagione”, precisa il presidente della Copagri, spiegando che “la Confederazione è al lavoro per raccogliere le segnalazioni dei propri associati, così da poter quantificare le perdite e comunicarle alle istituzioni preposte e procedere celermente con i necessari adempimenti per valutare la possibilità di avviare iniziative a tutela dei produttori agricoli”.
I PRINCIPALI DANNI REGIONE PER REGIONE
In Lombardia forti grandinate e vere e proprie bombe d’acqua hanno colpito tutta la zona dell’alto Oltrepò Pavese, e in particolare l’area della Valle Versa, aggravando il conto dei danni causati dai fenomeni temporaleschi di inizio e metà maggio e portando a richiedere lo stato di calamità naturale. In Veneto tutti i raccolti sono a rischio, dal cerealicolo al vitivinicolo e dal foraggero all’ortofrutticolo, con ripercussioni anche a livello qualitativo che si temono in particolare per le coltivazioni di ciliegie, piselli, mais e autunno invernine.
Per il Friuli-Venezia Giulia si registrano problemi enormi sul mais, legati all’asfissia, e in alcuni casi all’impossibilità di procedere nelle semine programmate; compromessi i raccolti di orzo, ormai destinato unicamente a diventare biomassa, e quelli di frumento tenero, per i quali si prevedono ulteriori problematiche nel caso in cui non si riesca ad entrare in campo per fare i trattamenti.
Situazione particolarmente grave in Emilia-Romagna, dove dopo la dichiarazione dello stato di mobilitazione del servizio nazionale della Protezione Civile, è stata dichiarata l’allerta rossa in tutta la zona centrale e si attendono ulteriori esondazioni. Nel Lazio, dopo le forti piogge di fine 2018 e la siccità dei primi mesi del 2019, si registrano disagi legati all’allettamento e alla percentuale proteica del frumento, in ragione del fatto che il maltempo ha in molti casi impedito la seconda o terza concimazione, che è quella strategica. Problematiche di particolare rilievo si riscontrano anche in Campania, con danni alle ortofrutticole e alle ciliegie, ma anche a pomodori, nespole e albicocche; le forti grandinate verificatesi hanno interessati i vigneti e gli oliveti dell’avellinese e del beneventano e i noccioleti dell’Irpinia, con danni elevati ancora da stimare nel dettaglio.
In Puglia ad essere state seriamente colpite dalle forti piogge e dalle conseguenti alluvioni sono state le aree del tarantino e del barese e le loro principali colture ortofrutticole, nonché i mandorleti; danneggiate, in particolare, le ciliegie precoci e medio precoci e le varietà che stanno per arrivare sui mercati. In Basilicata le notevoli precipitazioni e i forti temporali hanno aggravato il conto dei danni, danneggiando quasi tutte le colture ortofrutticole in campo e colpendo in particolar modo pesche, nettarine e albicocche. In Sicilia le foraggere, già in enorme ritardo, sono state distrutte dal maltempo, causando seri problemi di approvvigionamento alle aziende zootecniche; chi aveva già provveduto allo sfalcio, si trova ora un prodotto in marcescenza inadatto all’alimentazione animale.
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