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La voce della Politica
| Pedicini (M5S) candidato alle Europee: 'il Sud è sempre più presente in Europa' |
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6/05/2019 | Piernicola Pedicini, europarlamentare uscente, è di nuovo in lizza tra le fila del Movimento 5 Stelle per le elezioni Europee del prossimo 26 maggio. Immigrazione, ambiente, Made in Italy e futuro del Movimento: sono questi alcuni temi che abbiamo voluto affrontare con lui inviandogli alcune domande.
Come vi ponete, lei e il Movimento 5 Stelle, di fronte al trattato di Dublino circa l’obbligo, per i paesi di arrivo, di effettuare tutti gli adempimenti per la concessione di eventuali benefici. E, in generale, come crede che l’Europa stia affrontando il tema dei migranti?
Come M5S abbiamo chiesto l’introduzione di un meccanismo di ricollocamento automatico e obbligatorio nella riforma al trattato di Dublino, affinché non ricadessero sul primo paese d’ingresso dell’Europa tutti gli oneri relativi all’esame delle domande di asilo e alle misure di accoglienza. La risposta europea è invece andata in direzione opposta, ostacolando nei fatti un’equa ripartizione delle responsabilità. E’ chiaro che non condividiamo la politiche europee sul tema e continueremo a batterci per una riforma vera del Regolamento di Dublino, non come quella proposta lo scorso anno, votata dal Pd e Forza Italia, che penalizza fortemente il nostro Paese. La gestione dei flussi deve essere condivisa tra tutti gli Stati Membri in base a parametri oggettivi come popolazione, Pil e tasso di disoccupazione.
Come intende tutelare le produzioni italiane ed, in particolare quelle lucane, anche nel campo della manifattura, strette nella morsa di accordi e concorrenze sempre più sleali a livello globale e comunitario? Anche sotto questo aspetto, crede che l’Unione Europea debba iniziare ad agire diversamente?
In questi anni al Parlamento europeo mi sono battuto per la tutela dei prodotti italiani. Le faccio un esempio sull’olio, in Basilicata abbiamo l’olio extravergine di olive vulture che è un’eccellenza della nostra terra che va salvaguardata. Bene, a tal proposito ho chiesto alla Commissione europea chiarimenti sulla presenza di olio, nel mercato comunitario, a prezzi insostenibili per i piccoli produttori italiani. Come M5S ci siamo battuti per garantire un’etichetta che certifichi l’autenticità dei prodotti italiani. Per valorizzare e tutelare le produzioni locali è obbligatoria e urgente l’indicazione di Origine Geografica Protetta (IGP) anche per i prodotti non agricoli. Una certificazione che deve essere totalmente gratuita. La linea del M5S é prima passata in Commissione Mercato Interno e Protezione Consumatori, quindi in Plenaria a Strasburgo. Lo considero un primo importante risultato. In più ci siamo fortemente battuti contro l’approvazione dell’importazione senza dazi di una quota annua di 35 mila tonnellate di olio d’oliva dalla Tunisia nei paesi Ue. Un colpo mortale ai produttori italiani di olio d’oliva. Per scongiurarlo scrissi anche una lettera alla Mogherini.
Condivide l’idea che siamo di fronte ad un Europa a due velocità?
L’Europa è piena di disuguaglianze, se si considera anche che ad acuire una spaccatura netta tra i Paesi del nord e quelli del sud sono delle proposte di legge quasi sempre a favore dei primi. Questo gap si potrebbe superare facendo davvero gli interessi di tutti i paesi e rendendo i processi decisionali più democratici, cosa che ora non avviene.
Per quanto concerne le fonti da energie rinnovabili, è auspicabile che ne escano le biomasse da cippato da legna vergine? Altrimenti, non teme si vada incontro ad un sempre maggior disboscamento selvaggio?
Definire le biomasse energia "rinnovabile" è quantomeno opinabile e il disboscamento non è l'unico problema indotto dal loro utilizzo. Questo è un tema che ho posto all’Unione europea, l’ho fatto in occasione dell'adozione della direttiva per la promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, nei vari dibattiti sui cosiddetti "criteri di sostenibilità", fino alle questioni relative alle biomasse nella politica agricola comune. In parlamento abbiamo fatto di tutto per evitare che gli impianti di combustione medi alimentati con biomasse fossero esentati dai limiti di emissione. Purtroppo quando si enfatizza l’utilizzo della biomassa a fini energetici, si trascura il fatto che questa biomassa non solo deve essere ricavata ma anche bruciata, con le gravi conseguenze che ciò comporta.
Basilicata, terra dalle grandi dinamiche e dalle tematiche che dovrebbero essere affrontate non più soltanto a livello strettamente locale. Può davvero essere protagonista in ambito europeo?
Deve esserlo. Consideri il debutto del M5S nel 2014 nell’Unione europea come il primo passo. Fino a quel termine quasi nessuno dei politici mandati in Ue svolgeva il proprio lavoro. Ora il Sud è sempre più presente in Europa. Le occasioni di crescita che dà l’Ue sono moltissime grazie ai fondi europei, il punto è veicolare queste informazioni, cosa che come M5S abbiamo fatto, e incoraggiare l’iniziativa dei cittadini. Non bisogna trascurare anche la funzione delle amministrazioni regionali che fanno da tramite nella concessione delle risorse che poi arrivano ai territori. E’ inutile dirle che però in molti casi, queste risorse si disperdono e non vengono utilizzate nel modo che sarebbe auspicabile.
In generale, secondo Lei qual è il futuro del Movimento 5 Stelle?
Il M5S è l’unica forza politica che fa ciò che promette e che è sempre dalla parte dei cittadini. Il nostro obiettivo è il cambiamento di questo Paese è per farlo bisognerà arrivare ai Comuni, alle Regioni, gli enti che incidono di più sulla quotidianità dei cittadini. Governare il territorio italiano dal basso ci consentirà di tagliare gli stipendi ai consiglieri regionali, di migliorare le infrastrutture e la sanità. Direi che questo è il nostro futuro.
Gianfranco Aurilio
Mariapaola Vergallito
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