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La voce della Politica
| Comizio a Senise: duro attacco della minoranza |
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1/04/2019 | Dopo lo scioglimento del consiglio comunale di Senise per le dimissioni di sette consiglieri (4 di minoranza e 3 di maggioranza, tra cui due assessori) e dopo l’incontro pubblico organizzato dall’ex sindaca Rossella Spagnuolo assieme alla maggioranza che le rimaneva accanto, ieri sera è stata la volta del comizio organizzato, in Piazza Vittorio Emanuele, dai dimissionari del Movimento 5 Stelle e, subito dopo, dal gruppo consiliare (sempre di minoranza) di ‘Alleanza democratica per Senise’.
A fare una lunga e dura disamina sui motivi che hanno portato alle dimissioni e su quella che considerano ‘’un’amministrazione fallimentare’’ nonostante siano trascorsi meno di due anni dal voto, è stata prima di tutto Giovanna Di Sanzo (M5S) che ha snocciolato diverse attività amministrative, con documenti mostrati.
“Da questa piazza abbiamo cominciato e da questa piazza concludiamo- ha cominciato- con la stessa umiltà che ha sempre contraddistinto me e Giuseppe Arleo. Quel programma che abbiamo scritto assieme ai cittadini, lo abbiamo attuato, in particolare al primo punto: trasparenza, partecipazione, legalità. Trasparenza negli atti amministrativi. Contrasteremo conflitti di interessi, scrivevamo. E lo abbiamo fatto. Avevamo detto che avremmo contrastato l’illegalità. E tanto è che io e Giuseppe andiamo a casa con un procedimento penale in atto per aver dichiarato che a nostro avviso è stato inopportuno che a vincere la gara per l’istallazione dei Totem fosse stato il marito di una consigliera di maggioranza. E sarebbe stata una questione di opportunità, non di legalità, che a giudicare la gara fossero stati tecnici esterni e non dirigenti degli uffici del comune di Senise. Oltre a noi, denunciati nel pieno del nostro mandato di minoranza, sono stati denunciati anche cittadini, colpevoli di aver espresso un semplice pensiero. Questo è un atto intimidatorio. Ma se qualcuno pensava di poter limitare la nostra libertà di pensiero ha sbagliato. Non rettifichiamo nulla, ci vediamo in udienza”.
Di Sanzo lamenta il mancato coinvolgimento, ‘’nonostante le richieste ufficiali’’, della presa visione di atti, come quelli, per esempio, relativi alla querela alla Solares (che gestiva il macroattrattore) con l’accusa del tentato furto di apparecchiature e il successivo ritiro della stessa (“abbiamo appreso tutto a mezzo stampa”). Dal caso della rescissione del contratto con la Solares, a quello con i gestori della piscina comunale. “E’ forse un modo di operare per avvalersi di affidamenti provvisori e di urgenza?”. “L’unico contratto che forse, a nostro avviso, doveva essere rescisso è quello dell’energia elettrica pubblica. Non ce ne voglia la ditta, ma il nostro parere è che il servizio è gestito in maniera non soddisfacente”.
Sulle cartelle esattoriali: “Sono rimaste al loro posto”.
“Non potevamo convenire su alcun progetto, né sul perseguimento di interessi personali che io e Arleo non abbiamo mai avuto. In questi 20 mesi si sono semplicemente proseguiti progetti lasciati in eredità dall’Amministrazione Castronuovo. Per cui su cosa dare fiducia? Sulla discarica “Palombara” sulla quale, ancora una volta, siamo stati deferiti?”. “Abbiamo fatto il Palazzo della Legalità e, per aver detto che sarebbe stato opportuno intitolare a Falcone e Borsellino l’ex aula consiliare, il sindaco ha inviato nei miei riguardi atti diffamatori di ogni genere, accusandomi di occupare abusivamente case popolari. Giova forse ricordare che Senise si ritrova 40 alloggi popolari realizzati con la 120 perché 4 famiglie persero la casa nella frana del 26 luglio 1986: la mia famiglia realizzò su quella maledetta collina il palazzo più grande che c’era, dove io sono nata e per questo sono portatrice di un diritto legittimo perché il palazzo è stato abbattuto. Dopo 32 anni noi siamo l’unica famiglia a non aver visto ancora un euro di risarcimento”. “Noi siamo le vittime della malapolitica senisese”.
“Il sindaco ha avuto paura del confronto con la minoranza. Dopo un anno continuo di accuse ingiustificate non potevo chiudere senza spiegare le cose”. ”Il degrado istituzionale raggiunto in questi 20 mesi rimarrà nella storia di questa comunità: un sindaco che su Facebook minaccia denunce per chi lederà l’immagine dell’Amministrazione Comunale è un fatto gravissimo, oltretutto, se per danneggiamento di immagine intendiamo l’avere un pensiero differente, questa si chiama dittatura” .
“All’indomani della vittoria della lista Spagnuolo – ha aggiunto poi Luigi Le Rose, di fatto sottoscrivendo quanto detto da Di Sanzo – ci siamo visti recapitare lettere di espulsione dal Pd. Dopodiché, responsabilmente, ho pensato di fare un’opposizione costruttiva e da questo punto di vista mi sono trovato con i rappresentanti 5 Stelle. Eppure si diceva che avrei sempre appoggiato supinamente l’Amministrazione, ed io, sempre per spirito costruttivo, non ho detto nulla. Ma un sindaco non può fare quello che vuole, non è possibile: e se abbiamo preso questa decisione è proprio per le ragioni elencate da Giovanna”.
“Non abbiamo mai fatto riunioni per discutere delle problematiche della nostra comunità. Ma io pretenderò un incontro a Potenza che chiarisca cosa sia accaduto all’interno del Pd locale”.
“Il macroattrattore doveva essere il nostro fiore all’occhiello, ma noi non abbiamo avuto la capacità di organizzare la struttura e abbiamo voluto demolire un’opera costata fior di quattrini. Questo non è senso di responsabilità: le situazioni si affrontato pensando alla correttezza amministrativa, senza pensare che tutto ciò che si fa sia giusto e il resto sbagliato”. “I miei obiettivi politici ormai sono consumati – ha concluso Lerose – , ma nel momento in cui verrà presentata una nuova programmazione sarò vigile su quanto verrà proposto nell’interesse comune”.
Mariapaola Vergallito
Gianfranco Aurilio
lasiritide.it
NOTA AL VIDEO
Il gruppo consiliare M5S, con una breve nota e al fine di favorire una corretta informazione, precisa che da verifiche fatte risulta che: l'associazione di cui è presidente il marito di una consigliera di maggioranza non ha ancora ricevuto il pagamento per l'evento fatto.
Tali precisazioni sono da intendersi a rettifica di quanto detto nel comizio. Ci impegniamo a sollecitare gli uffici affinché i pagamenti vengano eseguiti al più presto. |
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