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La voce della Politica
| Bolognetti: la questione del voto di genere era specchietto per le allodole |
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27/03/2019 | A chi in queste ore si accorge che la legge elettorale, licenziata ad agosto dal Consiglio regionale lucano, è stata un “imbroglio”, voglio ricordare alcuni concetti che ho espresso per mesi interi.
Il Consiglio regionale lucano ad agosto scorso, in ore comode, ai malfatti propizie, per assecondare la volontà di alcuni consiglieri, ha calpestato e ridotto a carta straccia il Codice di Buona Condotta in Materia Elettorale sottoscritto dal nostro Paese. Nel comma 65 del sopra citato Codice, voluto dalla “Commissione Europea per la Democrazia Attraverso il Diritto”, gioverà ripeterlo, si afferma quanto segue: “Ciò che è da evitare, non è tanto la modifica della modalità di scrutinio, poiché quest’ultimo può essere sempre migliorato; ma, la sua revisione ripetuta o che interviene poco prima dello scrutinio (meno di un anno). Anche in assenza di volontà di manipolazione, questa apparirà in tal caso come legata ad interessi congiunturali di partito”. A partire da luglio dell’anno scorso, ho incessantemente ripetuto che la questione della parità di genere fosse solo uno specchietto per le allodole per vendere merce avariata, per spacciare l’ennesima violazione del citato Codice per chissà quale rivoluzionaria riforma.
Mi sia consentito ricordare a me stesso quel che scrivevo ad agosto scorso: “Senza un briciolo di dignità, questi signori continuano a trattare la materia elettorale come se fosse cosa loro. Non solo insistono nel voler violare il Codice di Buona condotta in Materia Elettorale, ma lo stanno facendo con un innato atteggiamento da razza padrona. Stanno trattando un tema che, art. 49 della Costituzione alla mano, riguarda tutti i cittadini, come fatto privato di un gruppo di consiglieri regionali. Hanno la faccia tosta di venire a raccontarci che stanno operando nel superiore interesse della collettività, laddove basterebbe scorrere l’elenco delle proposte e controproposte per comprendere che l’unico interesse che stanno curando è quello di singoli consiglieri, mascherando il tutto dietro lo schermo delle quote rosa. Ma a chi volete darla a bere? Vi state scannando da mesi perché non riuscite a trovare la quadratura del cerchio e perché ognuno tenta di cucirsi addosso la legge elettorale che meglio assecondi i propri interessi di bottega e retrobottega”. Ripeto, gli unici che hanno provato davvero ad opporsi al “cocozziellum” siamo stati noi dell’Associazione Radicali Lucani. Ricordo bene la notte dell’11 agosto e ricordo il voto favorevole del consigliere Galante, l’assoluta sintonia tra Piero e Vito, gli endorsement del Centro anti-democratico e le assenze di apposizioni e oppositori che tutto hanno fatto tranne che opporsi. Sorrido se penso che alcuni di coloro che hanno affermato che la riforma della legge elettorale sarebbe servita a garantire una presenza femminile in Consiglio, nulla hanno fatto per garantirla. Leggete con attenzione i dati elettorali e le preferenze raccolte dai singoli candidati. Vi accorgerete, per dirne una, che la seconda donna più votata della lista “Basilicata Riscatto” ha raccolto meno di un terzo dei consensi ricevuti dal capolista. Questa legge serviva a regolare equilibri partitocratici. Questa legge è stata approvata per tentare di garantire ai perdenti il maggior numero di seggi possibile. Questo per non dire della mitologica figura del “consigliere sospeso”, che è una cosa da bar di guerre stellari della partitocrazia. Sempre ad agosto, tra un sit-in e uno sciopero della fame, nel commentare l’operato dei nostri consiglieri scrivevo: “Il Consiglio regionale della Basilicata ha modificato le regole del gioco a partita in corso. Lor signori, per giorni, hanno tenuto sotto scacco il concreto e reale esercizio del diritto di elettorato passivo, che è diritto dei cittadini. Così come è un diritto dei cittadini tutti, e non dei signori consiglieri, quello di poter familiarizzare con le leggi elettorali. Hanno avuto l’impagabile faccia di bronzo di provare a raccontarci che lo hanno fatto per la comunità, per noi tutti, per la gente. Quale comunità? Cari amici, forse siete voi ad aver bisogno di comunità, ma di una comunità di recupero dove potervi disintossicare dall’esercizio di un potere fine a se stesso. Il potere per il potere, avrebbe detto Leonardo Sciascia”.
Sì, la questione del voto di genere, con cui si son riempiti la bocca per giorni, settimane e mesi, era uno specchietto per le allodole.
Di Maurizio Bolognetti, Segretario di Radicali Lucani (In sciopero della fame dalle ore 23.59 del 27 febbraio).
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