-->

HOMEContattiDirettoreWebTvNewsNews SportCultura ed Eventi

La voce della Politica

Lacorazza. Petrolio, il vero obiettivo è la transizione energetica

8/02/2019

La lettera di Confindustria pubblicata oggi sulla stampa locale, così come le iniziative di diverse imprese del settore Oil & Gas che hanno espresso in questi giorni ai sindaci della Val d’Agri le loro preoccupazioni per l’emendamento Trivelle approvato dal Parlamento, sollecitano qualche riflessione.

Oggi le imprese si lamentano di un provvedimento che a loro dire “blocca le attività petrolifere”, ma in realtà, come si è già osservato da più parti, quello approvato dal Parlamento su iniziativa del governo gialloverde è un pasticcio, che blocca “alcune” trivellazioni, ma allo stesso tempo finisce per prorogare “ope legis” le concessioni in essere in Val d’Agri che, guarda caso, stanno per scadere e il cui rinnovo in un Paese normale sarebbe stato oggetto di una seria concertazione fra Stato, Regioni e compagnie petrolifere.

Quindi, in realtà, è proprio la mancanza di concertazione a creare pregiudizio alle imprese, alle amministrazioni locali ed ai cittadini delle aree interessate alle attività petrolifere, a far perdere di vista il luogo in cui i diversi interessi possano confrontarsi ed essere contemperati. E questo vizio non nasce oggi, con i recenti provvedimenti, ma viene da lontano, almeno da quando è stata approvata la legge sblocca Italia. Il fatto che quella norma (il famigerato articolo 38) per “semplificare” e rendere più rapide le procedute in favore delle imprese (almeno questo dicevano i promotori) abbia finito invece per abrogare le procedure concertative fra Stato e Regioni, tentando di anticipare una riforma costituzionale poi bocciata dai cittadini, la dice lunga sul pericolo che simili scorciatoie portano con se: il pericolo (che dovrebbe riguardare anche le imprese) che senza la fatica della democrazia e del confronto l’intero territorio (le imprese, i cittadini, le istituzioni locali) finiscano per perdere peso. E comunque in ogni caso è bene ribadire che, così come lo stesso Parlamento ha fatto votando alcune mozioni negli anni scorsi, non si può andare oltre i limiti delle estrazioni petrolifere previsi dalle intese raggiunte nel 1998 e nel 2006.

Tra l’altro, mentre con l’accordo Eni la concertazione fatta a monte, negli anni ’90, ha prodotto anche impegni, non sempre mantenuti, per le infrastrutture, con l’accordo Total lo Stato non ha messo un euro di investimenti per la Basilicata. Quando un territorio è più debole diventano più deboli anche le imprese, le amministrazioni locali, i lavoratori. Qui sta il senso più autentico del referendum promosso nel 2016 da 10 Regioni guidate dalla Basilicata sull’articolo 38, che era sbagliato perché, appunto, da una parte dava l’idea di produrre semplificazioni e agevolare le imprese ma dall’altra ha aumentato i conflitti con i territori.

Poi, quando non si fanno scelte equilibrate e sagge tra industria e ambiente, Stato e Regioni, l’esito è anche la norma pasticciata fatta dal governo gialloverde, che produce ancora più incertezze sul sistema industriale. Incertezze che risultano evidenti nella dichiarazione farlocca di Mattia, che dice: “Noi siamo per chiudere con le attività petrolifere, ma se non si può chiudere per i contratti in essere lasceremo stare”. Ma come, prima dici che vuoi chiudere con le estrazioni petrolifere e poi i tuoi amici a Roma approvano una norma che determina un prolungamento della concessione dell’Eni, aumentando i canoni di concessione senza dare neanche un euro alla Basilicata perché quei soldi serviranno a pagare i contenziosi a partire da quelli riguardanti le concessioni rilasciate nel mare Jonio?

La verità è che quando non ci sono norme chiare e relazioni corrette con il territorio, si producono problemi per le comunità e rischi per le imprese. Risulta ancora più chiara questa situazione anche dall’attesa e dalle aspettative che tanti lavoratori hanno maturato e stanno maturando rispetto agli impegni che in particolare Total deve assumere per l’attività estrattiva a Corleto.

Ecco perché non mi stanco di ripetere che il problema non è quello di dichiararsi no triv o si triv a prescindere. Semmai industriali, territori, amministratori, cittadini in Basilicata dovrebbero essere impegnati a fare di più per proteggere l’ambiente e la salute dei cittadini per le attività estrattive in corso, a ripensare il modello di sviluppo, a definire una nuova relazione fra Stato e Regione, a promuovere (questo è il vero problema) un’idea di una transizione energetica che dia più certezze alle imprese che operano nel settore Oil & Gas sapendo che il mondo, nei prossimi anni, non andrà nella direzione dello sfruttamento delle fonti fossili.

Piero Lacorazza

Consigliere regionale e candidato Presidente di Basilicataprima



archivio

ALTRI

La Voce della Politica
23/10/2026 - Basilicata. Sanità nel Lagonegrese: tavolo operativo

Si è svolto questa mattina, nell’Assessorato alla Salute, un incontro dedicato allo stato dell’arte degli investimenti e alle prospettive della sanità nel Lagonegrese. Al tavolo di lavoro, presieduto dall’assessore alla Salute, Politiche per la Persona e PNRR, Cosimo Latroni...-->continua

23/10/2026 - Sanità Lagonegrese, Lacorazza: recuperare il tempo perduto

Il capogruppo del Pd: L’incontro tra l’assessore Latronico, i direttori generali del Dipartimento Salute Tripaldi e dell'Asp De Filippis e il sindaco di Lagonegro Falabella rappresenta un passo avanti. Occorre accelerare gli interventi e verificare costantemen...-->continua

23/10/2026 - Potenza, accordo tra Provincia, ANCI e Garante della Disabilità

L’accessibilità è un diritto fondamentale e un presupposto essenziale per garantire piena partecipazione, autonomia e uguaglianza a tutti i cittadini. Con questo spirito, il Presidente della Provincia di Potenza, Christian Giordano, il Presidente di ANCI Basil...-->continua

23/10/2026 - Cicala: Cluster Basilicata Rurale e opportunità di sviluppo

Avviato a Potenza il percorso per mettere in rete imprese, Gal, istituzioni e territori. L’iniziativa si inserisce nella collaborazione euro-mediterranea del progetto Clusteratlas4med. L'assessore: "Trasformare il patrimonio in esperienze capaci di generare oc...-->continua

23/10/2026 - BCC: ''la scelta di Rossi rompe il patto con gli elettori''

Basilicata Casa Comune non condivide la scelta del presidente del Consiglio comunale Rossi di passare al gruppo misto e aderire ad Azione.

Rossi è stato eletto nella lista Senise Responsabile, una compagine civica ispirata ai valori del centrosinistr...-->continua

23/10/2026 - Senise, Roseti (SI) chiede chiarezza sui locali Asp: possibile recupero di canoni per il Comune

Il giorno 8 Luglio 2018 il Comune di Senise e l'AsP Potenza formalizzavano davanti al notaio l'atto di permuta immobiliare che trasferiva nella proprietà di AsP l'immobile che attualmente ospita la Casa di Comunità, e nella proprietà del Comune di Senise i due...-->continua

23/10/2026 - Carovita, cresce la protesta: studenti e lavoratori in piazza

Il carovita continua a pesare sulle famiglie italiane, mettendo a dura prova il potere d’acquisto e le condizioni di vita di milioni di persone. L’aumento dei prezzi di carburanti, generi alimentari ed energia, a fronte di salari che restano insufficienti, ali...-->continua














Agoraut - Associazione culturale di informazione territoriale - P.Iva: 01673320766 - Copyright© lasiritide.it - Webmaster: Armando Arleo