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L’Abbate (M5S): interrogazione sui controlli di tutta la filiera cerealicola

23/06/2017

Dopo l’eclatante nuovo caso accaduto al Porto di Bari, il deputato pugliese L’Abbate (M5S) presenta una interrogazione in Commissione Agricoltura per chiedere chiarezza sulle modalità dei controlli. Foggia, intanto, attende l’istituzione della Cun

Prima il sequestro per le discordanti analisi effettuate da Polizia Forestale ed Arpa Puglia, poi il dissequestro a fronte di ulteriori accertamenti. Quello che è accaduto con le circa 60 tonnellate di grano duro contenute nelle stive della nave “Cmb Partner”, proveniente dal Canada e attraccata al Porto di Bari l’8 giugno scorso, è solo l’ultimo dei numerosi casi su cui viene sollevato il problema della possibilità nocività per la salute umana. I carichi di grano che giungono dall’estero e in particolare dal Canada, infatti, sono molto frequenti nel capoluogo pugliese. Basta ricordare che la produzione italiana di grano duro destinata al settore della pasta si aggira intorno ai 3-4 milioni di tonnellate l’anno, a fronte di un fabbisogno di 5,7 milioni di tonnellate. La quantità importata dai paesi extraeuropei varia a seconda delle annate e la gran parte del cereale, come riportano i dati di Italmopa (Associazione Industriali Mugnai d’Italia), proviene dal Canada che rappresenta anche il primo fornitore di frumento duro per l’industria alimentare italiana. Nel 2013 sono state importate più di 450mila tonnellate, raddoppiate nel 2016.

“Di fronte ad una tale situazione di incertezza – dichiara il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura alla Camera, il quale ha partecipato al sit-in dell’Associazione di Produttori e Consumatori GranoSalus al Porto di Bari lunedì scorso con la consigliera regionale Rosa Barone (M5S) – è evidente che a pagarne le conseguenze sono da un lato gli agricoltori, che hanno protestato per tutelare la qualità del loro prodotto nazionale, e dall’altro i cittadini consumatori che si trovano nel bel mezzo di informazioni discordanti su un tema che, invece, tocca da vicino la sicurezza alimentare e la tutela della salute. Quello che è sotto gli occhi di tutti, purtroppo – prosegue L’Abbate (M5S) – è un quadro di incertezza nella gestione dei controlli sui prodotti agroalimentari provenienti dall’estero, o quantomeno una mancanza di coordinamento che rischia di ledere l’immagine del nostro Paese, ma soprattutto il mondo agricolo e agroalimentare, nonché la salute dei cittadini”.

Per questo, i deputati del Movimento 5 Stelle della Commissione Agricoltura a Montecitorio hanno presentato una interrogazione parlamentare indirizzata al ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina ed ai suoi colleghi Lorenzin (Salute) e Galletti (Ambiente). I 5 Stelle chiedono di “chiarire le modalità dei controlli effettuati sui carichi di prodotti agroalimentari, in particolare grano duro, provenienti dai paesi esteri, comunitari e non, nonché se intendano potenziare il coordinamento tra i diversi enti che si occupano delle varie fasi del controllo sui carichi agroalimentari”. L’auspicata chiarezza comporterebbe un vantaggio per l’intera filiera cerealicola italiana: dagli agricoltori che potrebbero finalmente veder valorizzato il loro prodotto, agli industriali che necessitano di importazioni ma che non possono pagare lo scotto di veder sempre demonizzato il loro operatore fino ai consumatori che saprebbero, realmente, cosa mettono nel proprio piatto.

“Quel che diviene sempre più impellente è l’istituzione della Cun, la Commissione Unica Nazionale, sul grano duro a Foggia – conclude Giuseppe L’Abbate (M5S) – Istituita nel luglio 2015 con un mio emendamento, che riprendeva una proposta di legge che ho depositato nel lontano novembre 2014, oggi la Cun è richiesta a gran voce anche da associazioni come la Coldiretti o da esponenti della maggioranza di Governo a riprova della bontà della norma che, se ben attuata dal Ministro Martina, conferirebbe trasparenza ed efficacia all’intera filiera cerealicola, dando valore agli onesti produttori e trasformatori e penalizzando, al contempo, i furbetti del grano”.




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