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Usi civici, pagare o non pagare? Il sindaco scrive alla Regione

4/01/2010



«I terreni allodiali del Comune di Roccanova derivanti da procedure di quotizzazioni ante 1927 sono gravati da canone di natura enfiteutica esigibile dal comune?». E’ il quesito posto dal sindaco di Roccanova, Giulio Emanuele, al Dipartimento Agricoltura della Regione Basilicata al fine di chiudere definitivamente la questione «Usi civici» , in attuazione in 23 comuni lucani, e che si sta portando avanti ormai da due anni per via di diverse e a volte contraddittorie interpretazioni anche dopo la legge regionale n. 15 del luglio 2008 che avrebbe dovuto definire una volta per tutte la questione se pagare o meno il canone dei terreni, ma che in realtà pare aver ingenerato ancora dei dubbi. Tant’è che i detentori di terreni gravati da usi civici non sanno ancora se pagare, non pagare, quanto pagare. Una diatriba di voci e di interpretazioni che il Comune di Roccanova vuole chiudere anche in seguito ad una delibera di giunta comunale con la quale sono stati «ridefiniti i criteri di calcolo gravante sui terreni allodiali» per i quali l’amministrazione comunale aveva chiesto due anni fa il pagamento dei canoni relativi agli anni 2000-2005 notificando circa 250 avvisi ad altrettanti cittadini.
Una richiesta che aveva scatenato lamentele e proteste da parte degli interessati che si erano costituiti anche in un Comitato Civico che sosteneva, e lo fa tuttora, che per i terreni di Roc canova «nulla si dovrà pagare». Una questione che il sindaco di Roccanova ha voluto prendere di «petto», all’indomani delle elelzioni amministrative. In una pubblica assemblea dove sono intervenuti il segretario regionale della Uil, Carmine Vaccaro, un legale dello stesso sindacato, Antonio Petroccelli, ed il consigliere regionale Marcello Pittella, ex presidente della 3^ commissione consiliare ed estensore della legge regionale 15/2008 il quale sosteneva che – «i terreni derivanti da antiche quotizzazioni anteriori alla legge 1766 del 1927 ( nella fattispecie i terreni di Roccanova) non sono soggetti ad alcun canone e che nulla devono dunque i cittadini di Roccanova proprietari di terreni allodiali» . Sembrava chiarezza acquisita. Ma così non è stato poiché tutto veniva messo in nuovamente in discussione in un successivo incontro con i funzionari del Dipartimento regionale e l’attuale presidente della 3^ commissione, Francesco Mollica, che sostengono – che «il solo fatto di derivare da una quotizzazioni ante 1927 non costituisce per un terreno allodiale titolo per cui su di esso non debba essere richiesto il canone corrente (e quello per l’eventuale procedura di affrancazione), ma che questa esenzione spetta solo per i terreni derivanti da validi piani di riparto approvati con regio decreto». Tutto insomma torna ad essere una interpretazione e resta il dubbio se «pagare o non pagare».

Andrea Lauria
la gazzetta del mezzogiorno



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