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Caro energia in Basilicata, la Regione studia aiuti per 20 milioni: sul tavolo gasolio agricolo e liquidità alle imprese

14/10/2026



Il caro energia mette in difficoltà agricoltori e autotrasportatori lucani. Dopo giorni di proteste e presidi in diverse aree della Basilicata, la Regione prova a individuare risposte concrete: sul tavolo quattro linee di intervento, tra cui aiuti per il gasolio agricolo, sostegno alla liquidità delle imprese e riduzione dei costi irrigui. A fare il punto è stato oggi l’assessore regionale alle Politiche agricole Carmine Cicala, nel corso di una conferenza stampa.
Le misure ipotizzate prevedono circa 20 milioni di euro, da reperire attraverso le necessarie coperture finanziarie: 10 milioni per contrastare il caro gasolio agricolo e altri 10 milioni per un fondo rotativo destinato alle aziende in difficoltà. Al momento, tuttavia, non ci sono ancora risorse aggiuntive formalmente stanziate. Tra le proposte figurano anche la sospensione, con possibile abbattimento, dei canoni irrigui e interventi sui costi dell’acqua per gli allevamenti.
Le iniziative arrivano dopo le mobilitazioni che hanno coinvolto, tra gli altri, Policoro, Scanzano Jonico, Satriano di Lucania, Tito Scalo, Sant’Angelo Le Fratte, Marsico Nuovo, Matera e l’area di Melfi. Agricoltori e trasportatori, ai microfoni della TGR Basilicata, denunciano costi di produzione ormai insostenibili e margini sempre più ridotti. «Siamo qui per manifestare contro il carovita e il caro gasolio», ha dichiarato Pasquale Bruno, coordinatore degli Agricoltori di Basilicata. Anche l’autotrasportatrice Anna Katya Caputo ha chiesto misure capaci di garantire liquidità alle imprese.
Cicala ha assicurato che proseguirà il confronto con la Giunta regionale, il Governo e le istituzioni europee per accelerare gli interventi. Una rappresentanza dei manifestanti ha inoltre chiesto un incontro con il presidente Vito Bardi, sollecitando l’apertura di un tavolo di confronto. La priorità resta individuare risorse e strumenti in grado di sostenere un comparto che denuncia una crescente difficoltà economica. Solidarietà anche dai sindaci di Venosa, Ginestra e Rionero In Vulture, presenti davanti la regione Basilicata.
Di seguito il comunicato stampa della regione Basilicata.

Cicala: «Caro energia, avanti con le misure regionali e nuove iniziative»
L’assessore regionale all’Agricoltura fa il punto sugli interventi già attivati, sulle risorse e sulle proposte per sostenere le imprese agricole lucane. «Le imprese agricole hanno bisogno di risposte concrete, ma anche di chiarezza. Comprendo le difficoltà che stanno attraversando, a cominciare dall’aumento dei costi del carburante, dell’energia e dei fertilizzanti. Per questo ho ritenuto importante aggiornare il comparto sul lavoro svolto, sulle misure già disponibili e sulle ulteriori iniziative che intendiamo portare avanti a livello regionale, nazionale ed europeo». È quanto dichiarato dall’assessore alle Politiche agricole, alimentari e forestali della Regione Basilicata, Carmine Cicala, nel corso della conferenza stampa dedicata all’emergenza dei costi di produzione agricoli.
«Ieri abbiamo avuto un nuovo confronto con il presidente Vito Bardi e i colleghi della Giunta regionale. Prosegue il lavoro della Direzione Bilancio per individuare le necessarie coperture finanziarie. Al momento non ci sono ancora risorse aggiuntive formalmente stanziate, ma il percorso istituzionale e amministrativo continua. Sappiamo che le imprese non possono attendere a lungo e che occorre accelerare». Quattro le linee di intervento regionale elaborate a seguito del confronto con le organizzazioni professionali agricole: un sostegno sul gasolio attraverso il sistema UMA, un fondo rotativo per la liquidità delle imprese, la sospensione con possibile abbattimento dei canoni irrigui e un intervento sui costi dell’acqua per la zootecnia. «Il Dipartimento Agricoltura, insieme al direttore generale Rocco Vittorio Restaino e agli uffici, ha già svolto un importante lavoro tecnico per individuare gli strumenti operativi. Una volta definite le risorse e completate le necessarie verifiche, potremo procedere con i provvedimenti conseguenti».
Nel corso dell’incontro Cicala ha richiamato anche gli interventi del Governo nazionale, dalle agevolazioni strutturali sul gasolio agricolo ai crediti d’imposta per carburanti e fertilizzanti, fino agli ulteriori strumenti di sostegno alle filiere e alla liquidità delle imprese. Sul versante regionale, l’assessore ha ricordato l’incremento del 30% dei quantitativi di carburante agevolato assegnabili attraverso il sistema UMA e l’avanzamento della programmazione europea.
«Sul CSR Basilicata 2023–2027, con una dotazione di circa 453 milioni di euro, abbiamo già messo a bando 318 milioni, oltre il 70% della programmazione, e materialmente erogato 160 milioni ai beneficiari attraverso circa 35.700 domande di pagamento, secondo i dati al 22 settembre. Sono risultati importanti che testimoniano il lavoro del Dipartimento e la capacità di accompagnare gli investimenti delle imprese agricole». Cicala ha chiarito anche la differenza tra i fondi della programmazione europea e le risorse necessarie per fronteggiare nuove emergenze. «Le risorse del CSR sono vincolate a interventi definiti nell’ambito della programmazione agricola europea. Non possiamo utilizzarle liberamente per altre finalità senza rispettare le procedure previste, comprese le eventuali autorizzazioni europee. È una distinzione fondamentale per comprendere perché l’attivazione di numerosi bandi non equivale alla disponibilità immediata di fondi per nuovi aiuti straordinari».
Da qui le nuove iniziative che l’assessore intende promuovere attraverso la Commissione Politiche Agricole (CPA), insieme alle altre Regioni. «Proporrò di verificare con il MASAF e con le autorità competenti la possibilità di adeguare la programmazione europea per sostenere le imprese colpite dall’aumento dei costi produttivi. Parallelamente, chiederemo un’iniziativa nazionale presso la Commissione europea per valutare l’attivazione di risorse emergenziali destinate al caro gasolio, anche attraverso un’integrazione finanziaria nazionale, sul modello degli interventi previsti per i fertilizzanti».
«Il nostro impegno – conclude Cicala – prosegue su tutti i livelli istituzionali, in collaborazione con il presidente Bardi, con il Governo nazionale e con le organizzazioni agricole. A chi in queste ore sta manifestando voglio rivolgere un messaggio di rispetto e di ascolto. Comprendo le preoccupazioni e le difficoltà di chi ogni giorno lavora per garantire la continuità della propria impresa. La protesta rappresenta un segnale che le istituzioni hanno il dovere di ascoltare. Continuerò a lavorare per trasformare questa urgenza in risposte concrete. Il lavoro va avanti, ma sappiamo che bisogna fare presto».




Egidio Digilio ex senatore: «Caro gasolio, agricoltori e autotrasportatori non possono essere lasciati soli»
L’ex senatore sostiene la mobilitazione lucana: «Servono risposte immediate dai Governi regionale e nazionale. Il costo della crisi non può ricadere soltanto sulle imprese e sui cittadini» «Esprimo pieno sostegno alle proteste degli agricoltori e degli autotrasportatori lucani, alle prese con il rincaro dei carburanti e del gasolio agricolo, che sta mettendo a dura prova la tenuta economica delle imprese e la sopravvivenza di intere filiere produttive». È quanto dichiara Egidio Digilio, già senatore, intervenendo sulla mobilitazione che interessa la Basilicata e altre regioni del Mezzogiorno.
Dal blocco a oltranza avviato lunedì 12 ottobre sulla Bradanica, nel Materano, ai presidi e alle manifestazioni che nei giorni scorsi hanno interessato la statale 106 Jonica, Melfi e diverse aree del Vulture-Melfese e dell’Alto Bradano, cresce la protesta di due settori strategici per l’economia regionale. Una mobilitazione che si intreccia con le iniziative in Sicilia, Puglia e in altri territori meridionali, dove agricoltori, trasportatori e pescatori chiedono interventi contro il caro carburanti, l’aumento del costo della vita e l’impennata delle spese di produzione. «Non siamo di fronte a una difficoltà marginale o temporanea – sottolinea Digilio – ma a una situazione che rischia di compromettere la competitività delle aziende, comprimere ulteriormente i margini delle piccole e medie imprese e scaricare nuovi aumenti sui prezzi finali, con conseguenze dirette per famiglie e consumatori. Quando il gasolio diventa insostenibile, a pagare non sono soltanto gli autotrasportatori e gli agricoltori: ne risente l’intero sistema economico». Per l’ex senatore, le misure finora adottate non sembrano sufficienti a fronteggiare l’emergenza. Il credito d’imposta riconosciuto agli autotrasportatori, pur rappresentando un intervento di sostegno, viene giudicato dagli operatori insufficiente rispetto alle perdite accumulate e ai maggiori costi sostenuti. A pesare è anche il ritardo nell’effettiva disponibilità delle risorse, mentre le imprese continuano a pagare il carburante a prezzi elevati e devono fare i conti con una liquidità sempre più limitata.
«Occorre intervenire rapidamente, senza ripetere quanto già accaduto dopo gli accordi dello scorso maggio, quando il fermo dell’autotrasporto venne revocato in attesa di misure che, secondo gli operatori, non hanno ancora trovato piena applicazione. Le imprese non possono continuare ad anticipare risorse e ad assorbire rincari che rischiano di rendere antieconomico il lavoro». Digilio richiama anche le rivendicazioni avanzate dagli agricoltori lucani, che insieme ai sindaci del Metapontino hanno presentato una piattaforma di richieste alla Regione: dalla convocazione di un nuovo Tavolo Verde al pagamento dei ristori per Nova Siri e Policoro, dall’utilizzo delle risorse petrolifere a sostegno dell’agricoltura alla riduzione dei costi per visite mediche, formazione e dispositivi di protezione. Tra i punti indicati figurano inoltre l’abolizione della tassa Conai, gli interventi per contenere i danni provocati dalla fauna selvatica e il contrasto al caporalato. «La Regione deve aprire un confronto immediato con le categorie e dare risposte puntuali alle richieste presentate. Allo stesso tempo, il Governo nazionale è chiamato ad affrontare il problema del costo dei carburanti con strumenti adeguati, capaci di sostenere le imprese nell’emergenza e di impedire che crisi analoghe si ripetano ciclicamente». Un altro nodo riguarda la distribuzione dei costi lungo la filiera. Gli autotrasportatori contestano i limiti degli attuali meccanismi di adeguamento delle tariffe al prezzo del carburante, che non sempre consentono di trasferire correttamente gli aumenti sui committenti. Da qui la richiesta di misure che tutelino la sostenibilità delle aziende senza trasformare ogni rincaro in un ulteriore aggravio per i consumatori.
«È necessario verificare con attenzione le dinamiche di formazione dei prezzi e intervenire, nell’ambito delle competenze delle istituzioni, per contrastare eventuali distorsioni e tutelare la concorrenza. Non è accettabile che il peso della crisi venga scaricato interamente sulle imprese che producono e trasportano merci e, a cascata, sulle famiglie. Servono trasparenza, controlli e strumenti concreti». Da qui l’appello ai due livelli di governo: «Il Governo regionale e quello nazionale devono ascoltare direttamente le delegazioni di agricoltori e autotrasportatori, convocare tavoli operativi e indicare tempi certi per le decisioni. Non bastano dichiarazioni di attenzione né interventi tampone che arrivano quando le aziende hanno già accumulato perdite. Occorrono risorse adeguate, ristori effettivi e una strategia capace di proteggere il lavoro e la produzione».
Per Digilio, la mobilitazione deve rappresentare l’occasione per affrontare problemi che vanno oltre l’emergenza dei carburanti: «Agricoltura e trasporto merci sono indispensabili per la Basilicata. Difendere questi comparti significa difendere l’occupazione, la tenuta delle aree interne, la competitività delle produzioni lucane e il potere d’acquisto dei cittadini. Le proteste vanno ascoltate e affrontate con responsabilità. Le imprese chiedono condizioni per continuare a lavorare, non possono essere lasciate sole davanti a costi che non riescono più a sostenere». 

Agricoltura, centrosinistra: ''Cicala senza risorse, la Puglia agisce''
“La conferenza stampa dell’Assessore Cicala ha chiarito un dato preoccupante: per l’emergenza dei costi di produzione, in Basilicata non ci sono ancora risorse aggiuntive formalmente stanziate. Dopo settimane di proteste e richieste, alle imprese agricole vengono prospettate ipotesi e linee di intervento, ma mancano importi, tempi e provvedimenti concreti”.
Lo dichiarano i Consiglieri regionali del centrosinistra Alessia Araneo, Antonio Bochicchio, Angelo Chiorazzo, Roberto Cifarelli, Piero Lacorazza, Piero Marrese, Viviana Verri e Giovanni Vizziello commentando le parole dell’assessore regionale all’Agricoltura, Carmine Cicala. “Le difficoltà del comparto sono note: gasolio, fertilizzanti, acqua, credito e redditi sempre più bassi. Eppure, mentre in Puglia sono stati annunciati 10 milioni di euro per il carburante agricolo e 20 milioni per le filiere, in Basilicata si continua a parlare di verifiche, coperture da individuare e iniziative da proporre. L’assessore ammette che le risorse non ci sono ancora, ma le aziende non possono aspettare i tempi della burocrazia”. “E soprattutto continua il gioco delle parti tra l’assessore Cicala e il presidente Bardi, che ormai sembra vivere un’altra realtà della Basilicata, lontana dalle difficoltà quotidiane delle imprese agricole e dei cittadini. Mentre gli agricoltori chiedono risposte urgenti, dalla Regione arrivano soltanto annunci e rinvii”.
“C’è poi un problema di credibilità politica. Sono in molti ad aver chiesto le dimissioni dell’assessore, anche esponenti della sua stessa maggioranza dopo il voto contrario di Cicala al bilancio di previsione della Regione di cui è componente. In questo quadro, ci auguriamo che il vuoto di risposte non venga coperto da annunci e assegnazioni solo apparenti, come già accaduto in passato: somme indicate per il comparto agricolo e poi sottratte nel corso di successive manovre”. “La Regione dica con chiarezza quali risorse intende mettere a disposizione, con quali tempi e attraverso quali strumenti. Per questo chiederemo la convocazione dei comitati spontanei degli agricoltori nelle commissioni consiliari competenti e delle organizzazioni agricole, affinché possano rappresentare direttamente le proprie richieste. Il mondo agricolo ha bisogno di essere ascoltato, ma soprattutto di risposte verificabili e immediate”.




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