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Ticket ricetta farmaceutica convenzionata, dibattito in Consiglio

24/09/2026



L’introduzione della quota di compartecipazione di 2,50 euro per ricetta sulla farmaceutica convenzionata al centro del dibattito della seduta straordinaria consiliare di oggi, richiesta dai Consiglieri di opposizione. In apertura la relazione dell’assessore Cosimo Latronico per spiegare i criteri tenuti presenti nella predisposizione della delibera di Giunta regionale, la numero 544: il massimo criterio di equità sociale e l’attenzione a non intaccare le fasce più vulnerabili della popolazione.


A seguire si è sviluppato un dibattito nel quale sono intervenuti i consiglieri Cifarelli, Napoli, Bochicchio, Vizziello, Araneo, Verri, Tataranno, Marrese, Pittella, Lacorazza, Casino, Chiorazzo, Morea, Fanelli e Picerno. Al termine del dibattito l’opposizione ha presentato una risoluzione che è stata respinta con 11 voti contrari, quelli di Aliandro, Bardi, Casino, Fanelli, Fazzari, Galella, Morea, Napoli, Picerno, Polese e Tataranno, 8 i voti favorevoli, quelli di Araneo, Bochicchio, Chiorazzo, Cifarelli, Lacorazza, Marrese, Verri e Vizziello, e un’astensione, quella di Pittella.


Cifarelli (GM) è stato il primo consigliere ad intervenire anche a nome degli altri colleghi di minoranza, annunciando di aver depositato una risoluzione con la quale si chiede la revoca della delibera sul ticket farmaceutico. “La nostra contrarietà alla misura, nasce da una valutazione più generale sulla situazione della sanità lucana, sui suoi conti e sul modo in cui quei conti devono essere governati. Il Centrosinistra prende atto del fatto che la normativa nazionale impone misure di contenimento della spesa, ma il ticket è una scelta.


A nome di tutti i Consiglieri di minoranza - ha sottolineato - chiedo trasparenza sui motivi che hanno portato a privilegiare questa soluzione rispetto ad altre possibili. Propongo un monitoraggio continuo sulle 4 Aziende Sanitarie - ha continuato il Consigliere. Prima di chiedere ai lucani di pagare di più per curarsi, dobbiamo poter dimostrare di aver fatto tutto ciò che era possibile programmare per spendere meglio”.


“Proteggere chi è fragile, non aumentare le tasse a tutti, colpire gli sprechi, pretendere efficienza”. Questa in sintesi la nostra idea del centrodestra”. Così Napoli (FdI) che ha evidenziato “nel 2025 la Basilicata ha speso per i farmaci circa 7 milioni di euro oltre il limite stabilito.


E’ un dato ufficiale dell’AIFA. La legge non ci ha imposto un ticket da 2 euro e 50, ma ci obbliga a intervenire, ad affrontare lo sforamento”. Napoli, poi, ha proposto un parallelismo con altre regioni italiane: “In Emilia-Romagna, da maggio 2025 si pagano 2,20 € per confezione e si arriva anche a quattro euro per ricetta. In Campania, in alcuni casi, fino a 5 euro. In Puglia si applica una quota per ricetta e una quota sulle confezioni”.


Napoli in chiusura ha ribadito che “Governare significa scegliere e scegliere significa indicare le risorse e le coperture. Le opposizioni chiedono di togliere il ticket, ma non spiegano dove trovare i soldi”. Bochicchio (AVS-PSI-BP) ha dichiarato di “condividere le legittime preoccupazioni dei cittadini di fronte a un simile provvedimento che incide sulla vita di uomini, donne, anziani, persone con disabilità, ammalati” ma ha sottolineato come “lo sbilanciamento demografico della Basilicata con la maggiore incidenza di popolazione anziana rispetto alla media nazionale, richiederebbe una maggiore attenzione del Governo centrale in termini di maggiori risorse finanziarie”, auspicando “adeguatezza dei criteri di riparto rispetto ai bisogni della Basilicata.


Seppure la sanità sia in crisi a livello nazionale, la scelta di questo provvedimento è una responsabilità della Giunta regionale. La maggioranza ha sbagliato a non aver coinvolto le parti sociali e il Consiglio regionale. Non ci saremmo sottratti al dialogo né all'assunzione di responsabilità. Si sospenda l'efficacia del provvedimento e si apra con il Governo nazionale una vertenza Basilicata e Mezzogiorno sul diritto alla salute”.


“Il 24 agosto la Giunta regionale ha introdotto il ticket di 2,50 € sulla farmaceutica convenzionata. E’ una misura iniqua che scarica sui cittadini colpe che appartengono ad altri: il buco nei conti sanitari relativi all'acquisto dei farmaci lo hanno fatto gli ospedali e non le farmacie”. Lo ha dichiarato il consigliere regionale Vizziello, nel suo intervento tenuto in seduta consiliare. Poi, ha continuato “Latronico ogni volta che relaziona sul sistema sanitario regionale ci porta al centro di un tour virtuale fra il Veneto, la Toscana, l'Emilia-Romagna che, però, sono regioni virtuose in termini di sanità. La nostra realtà non è quella descritta, anche se immagino che, nei suoi desiderata, come anche nei nostri, vi sia l'intento di volerla migliorare”.


Vizziello ha poi precisato “Basilicata Casa Comune vuole responsabilizzare sugli acquisti dei farmaci ospedalieri che, dopo la migrazione sanitaria, sono la seconda spada di Damocle che incombe sul bilancio regionale”. Araneo (M5S) commentando quanto riferito dall’Assessore Latronico, ha sottolineato come le argomentazioni addotte dal Centrodestra per giustificare la situazione sanitaria “non reggano più”. Ha evidenziato un problema di metodo e uno di merito. Nel metodo ha evidenziato come “il provvedimento introduttivo del ticket sia un provvedimento monocratico-autocratico che piove direttamente dalla Giunta senza passare da una discussione in Commissione o in Consiglio regionale e, soprattutto, senza aver coinvolto le parti sociali. Se devo contribuire al sistema sanitario regionale e devo andare a curarmi in Puglia, in Campania, in Piemonte o in Lombardia, io, francamente, mi sento presa in giro. Con questo provvedimento si colpisce l’anello più basso della catena, mentre invece andava valutata ogni altra alternativa possibile. Chi non ha abbastanza non può essere vessato, a fronte di un servizio sanitario che è insufficiente in questo momento storico”.


La consigliera regionale Verri durante l’intervento ha manifestato la sua contrarietà all’introduzione del ticket farmaceutico, sostenendo che “La maggioranza minimizza sul ticket, ma non ci convince. Come non ci convince il paragone che fa tra la Basilicata e le altre regioni che già pagano la tassa. Ci sono regioni di centrodestra, come le Marche oppure il Piemonte, che non hanno introdotto il ticket”. La consigliera ha continuato, dicendo: “l’impatto del ticket ricadrebbe sul ceto medio, che è quello che già subisce gli aumenti dei costi: dalla benzina a quelli energetici”. La Consigliera ha continuato: “La realtà è che noi chiediamo ai lucani di intervenire direttamente e lo chiediamo a quegli stessi cittadini che già subiscono tempi di attesa che non sono misurabili e che, spesso, per non rinunciare alle cure, sono costretti a spostarsi altrove.


Quindi noi vogliamo il ritiro della delibera che introduce il ticket sanitario e siamo disponibili a un confronto per trovare altre soluzioni”. Tataranno (Lega) ha rimarcato l’esigenza di un “maggiore equilibrio quando si parla di una tematica così importante e impattante sulla vita delle persone come quella della sanità”. “Oggi – ha sottolineato il Consigliere - la vera domanda non è ticket sì ticket no, la domanda è con quale strumento la Basilicata adempie ad un obbligo di legge e su questo noi abbiamo fatto una scelta politica. È una scelta della Giunta che il nostro gruppo condivide. L'articolo 4 del D.L. 347 del 2001 indica e affida alle Regioni tre strade per coprire i disavanzi sanitari: la compartecipazione alla spesa, l'aumento dell'addizionale regionale dell'IRPEF e altre misure di contenimento compresi gli interventi sulla distribuzione dei farmaci. Sono alternative - ha precisato Tataranno - o cumulabili, la legge lascia facoltà di scelta.


La Giunta ha deciso di non toccare l'IRPEP, l'addizionale regionale in Basilicata resta all'1,23%. Ha scelto di non mettere le mani nella busta paga di ogni singolo lavoratore lucano e di ogni pensionato come di ogni dipendente”. Il consigliere regionale Marrese è intervenuto contestando la maggioranza sull’introduzione del ticket farmaceutico. “Ho ascoltato l'intervento dell'assessore Latronico e mi sarei aspettato un passo indietro. Il punto centrale - ha affermato Marrese - è che il ticket da 2 euro e 50 su ogni ricetta non è una questione soltanto tecnica, non è soltanto una questione contabile, ma è una precisa scelta politica. Ci hanno detto che la misura partirà dal 1 ottobre e che nasce dallo sforamento del tetto della spesa farmaceutica quantificata in circa 7 milioni di euro. Ma quando una decisione della Giunta regionale entra direttamente nelle tasche dei cittadini - conclude Marrese - e riguarda l’accesso ai farmaci, stiamo parlando di politica. La sanità pubblica non si difende soltanto facendo quadrare i conti, la salute non è una voce qualsiasi di bilancio, è un diritto e proprio perché un diritto non può essere governato a colpi di delibere estive e comunicati”. “Io sono contrario al ticket.


Quando ho guidato questa Regione non ho voluto istituire questa misura e non solo. La leva fiscale la inserimmo solo per le fasce di reddito altissimo”. Così Pittella, intervenendo dai banchi, ha annunciato la sua astensione, in qualità di Presidente del Consiglio, sulla risoluzione del centrosinistra. Il dissenso, però, non si esaurisce nel no alla misura: “Solo il commento no al ticket non risolve il problema”. Il Presidente ha individuato nel disavanzo sanitario una questione più ampia, legata a spesa farmaceutica e protesica, controlli, organizzazione delle aziende, costi crescenti e trasferimenti nazionali insufficienti.


Per questo ha chiesto “una nuova riforma che supera la legge regionale del 12/1/ 2017, la numero 2” e ha indicato una scadenza: “entro tre mesi massimo dobbiamo mettere mano alla riforma della legge sulla sanità”. Non è il tempo degli annunci, è il tempo della riforma “Se questa cosa in tre mesi massimo non si fa, diventa complicato continuare”, fino al rischio di “commissariamento”. “Il presidente del Consiglio regionale, esponente della maggioranza, ha detto ‘no’ al ticket da 2,50 euro sulle ricette farmaceutiche. Parto da questo passaggio per andare oltre il merito della misura e affrontare il nodo politico: una parte della maggioranza ha sottoscritto un accordo programmatico sulla sanità e poi si trova divisa proprio sul terreno indicato come prioritario.


Questa frattura ha messo in evidenza le difficoltà di un’alleanza che rischia di implodere sulla sanità”. Lo ha affermato Lacorazza (PD). “Ho chiesto di sospendere l’entrata in vigore del ticket, aprire un confronto con sindacati e parti sociali, verificare i conti e valutare criteri più equi, dalla progressività ai tetti delle ricette. Perché il problema non è solo il ticket: sono in gioco rinuncia alle cure, mobilità sanitaria passiva, personale e organizzazione. Abbiamo dato la nostra disponibilità a discutere, chiedendo alla maggioranza di riaprire il confronto e di evitare che il ticket diventi il simbolo di una crisi politica sulla sanità”. Casino (FI) rispondendo a Lacorazza, ha manifestato la disponibilità al dialogo costruttivo e democratico “Noi liberali - ha sottolineato - ci confrontiamo e decidiamo in piena autonomia e in piena libertà”. “Va aggiunto inoltre - ha dichiarato - che il ticket non verrà pagato dagli ammalati oncologici, dai malati cronici e dalle fasce socialmente deboli. Oltre il l 65% non pagherà questo ticket. Questo rispetta il principio di sinistra ‘chi più ha più paga’ e a ciò si aggiunga il carattere di sperimentalità della delibera”. Il Consigliere di FI ha ribadito inoltre che “questo è un governo che vuole ascoltare ma la responsabilità è di chi governa, non di chi fa opposizione e il tempo delle mucche grasse è finito”.


“Cosa accadrebbe se la sanità fosse commissariata?- si chiede Casino. Io non voglio neanche prendere in considerazione questa ipotesi - ha proseguito - . Non dobbiamo gridare all'allarmismo, ma essere tutti uniti per cercare di trovare le soluzioni - ha concluso il Consigliere”. “Pensando di interpretare il pensiero di tutti rivolgo un abbraccio ai familiari di Margherita Perretti, imprenditrice e figura delle istituzioni, scomparsa qualche giorno fa. Un pensiero va anche ai familiari di Salvatore Terracina e Vito Bochicchio, vittime di incidenti sul lavoro. Ricordiamo che dietro i numeri delle morti sul lavoro ci sono persone e tragedie sulle quali è necessario maggiore impegno”. Lo ha affermato Chiorazzo (BCC). “Sulla sanità abbiamo chiesto di revocare il ticket farmaceutico, non perché abbiamo negato l’esistenza di un problema nella spesa, ma perché abbiamo ritenuto che dovesse essere affrontato alla radice e non trasferendone una parte sui cittadini.


Va dimostrato che sia stato fatto tutto il possibile sull’organizzazione, sull’appropriatezza delle prescrizioni e sull’efficienza della spesa. Noi continuiamo a pensare che una stagione di riforme sia possibile e necessaria, l'ha invocata il presidente Pittella, noi lo diciamo dal primo giorno ma servono scelte, confronto e serve soprattutto l'umiltà di riconoscere ciò che non ha funzionato”. “Dobbiamo interrogarci sullo sforamento della spesa farmaceutica e sulle sue cause, senza fermarci a una misura isolata. Dobbiamo considerare il peso dell’invecchiamento della popolazione, dell’elevata incidenza del diabete e dei costi dei farmaci innovativi e biologici, chiedendo anche una revisione del riparto del fondo sanitario”.


Lo ha affermato il consigliere Morea (Azione). Tra le priorità indichiamo il monitoraggio dell’appropriatezza prescrittiva, il controllo degli iper-prescrittori e una maggiore diffusione dei farmaci generici, che può consentire un recupero significativo di risorse. Una parte importante della mobilità passiva può essere contenuta. Il ticket, da solo, non risolve il problema: serve una riforma complessiva che stabilisca cosa si fa e dove si fa, integrando ospedali e sanità territoriale. È quindi il momento di voltare pagina, rafforzando il monitoraggio delle aziende e verificando il mandato dei direttori generali. Senza scelte strutturali rischiamo di trovarci presto davanti a un disavanzo ancora più difficile da colmare”. “Non possiamo fare finta che quei numeri non esistano e, soprattutto, non possiamo raccontare ai cittadini che esiste una terza strada magica” ignorando i vincoli economici. La misura del ticket è “un provvedimento necessario del quale ci assumiamo la responsabilità”. Così Fanelli (Lega) che ha evidenziato: “Si tratta di 2,50 euro per ricetta, non per confezione, con numerose esenzioni e senza coinvolgere la distribuzione diretta dei farmaci ad alto costo. La priorità politica è evitare il commissariamento.


Per noi governare significa scegliere e soprattutto avere il coraggio di assumersi le responsabilità delle proprie scelte”. “Sappiamo bene che è una decisione difficile, ma dobbiamo difendere i nostri conti, quindi continuiamo a lavorare sugli sprechi, sull'appropriatezza degli acquisti, sulla farmaceutica e sull'organizzazione ospedaliera e territoriale”. Sappiamo che non va tutto bene, che ci sono criticità ma queste criticità cerchiamo di affrontarle e di risolverle, anche se non sempre si riesce. Non possiamo, però, non considerare le tante cose che vanno bene. “Il provvedimento con il quale viene introdotto il ticket - ha sottolineato Picerno - è un atto dovuto in applicazione di quanto previsto dalla normativa, deciso per effetto del superamento nell'esercizio 2025 del tetto programmato della spesa farmaceutica convenzionata del 6,80% del fondo sanitario nazionale”. “D’altra parte - ha precisato il Consigliere - il ticket esiste anche in altre regioni, quali ad esempio la Calabria, la Puglia, l’Emilia-Romagna dove si raggiungono anche soglie più elevate. Il disavanzo di 60 milioni di euro è una cifra importante che pesa sui conti regionali e che impone a chi governa di assumersi la responsabilità di trovare soluzione - ha proseguito Picerno -.


Il Consigliere ha infine concluso dichiarando che “bisogna evitare gli sprechi e avviare una seria riflessione sulla qualità della spesa pubblica. Per questo il tema del ticket deve essere inserito dentro una discussione molto più ampia sul futuro della sanità lucana”. I lavori sono stati presieduti, inizialmente, dal presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Marcello Pittella e, successivamente, dalla vicepresidente del Consiglio, Maddalena Fazzari.




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