Flotilla diretta a Gaza bloccata da Israele: fermati 430 attivisti, c’è anche il lucano Dario Depalma
20/05/2026
Nuova escalation nel Mediterraneo attorno alla Global Sumud Flotilla diretta verso Gaza. Israele ha infatti bloccato tutte le imbarcazioni del convoglio umanitario, comprese le dieci barche che nelle scorse ore erano riuscite a sfuggire a un primo abbordaggio e avevano proseguito la navigazione verso la Striscia.
Secondo quanto riferito, quando le imbarcazioni sono arrivate a circa cento miglia nautiche da Gaza, la marina israeliana è intervenuta nuovamente, questa volta aprendo il fuoco contro sei natanti, tra cui anche una barca italiana.
A bordo viaggiavano centinaia di attivisti internazionali impegnati nella missione umanitaria partita dal porto turco di Marmaris con aiuti destinati alla popolazione palestinese. Il ministero degli Esteri israeliano ha comunicato che tutti i 430 attivisti sono stati trasferiti su navi israeliane e condotti verso il porto di Ashdod, dove potranno incontrare i rappresentanti consolari dei rispettivi Paesi. Tra i fermati anche Dario Depalma, attivista originario di Bernalda, oltre al deputato del Movimento 5 Stelle, Dario Carotenuto. Cresce intanto la preoccupazione tra familiari e sostenitori degli attivisti, anche perché appare ormai tramontata l’ipotesi di un rapido rilascio come avvenuto in passato. Per i trattenuti si prospettano infatti due possibilità: l’espulsione immediata per chi accetterà il rimpatrio oppure il trattenimento fino a 24 ore, salvo ulteriori interrogatori o indagini. A seguire la vicenda sarà ancora il team legale della ong Adalah, mentre la diplomazia italiana, attraverso il ministro degli Esteri Antonio Tajani, ha già chiesto “l’immediato rilascio” degli italiani coinvolti. La vicenda ha assunto rapidamente una dimensione internazionale.
I ministri degli Esteri di dieci Paesi, tra cui Spagna, Brasile, Turchia e Colombia, hanno condannato l’azione israeliana contro la missione umanitaria. In Italia si accende lo scontro politico: il leader del M5S Giuseppe Conte ha parlato di “sequestro a mano armata illegale e intollerabile”, mentre esponenti dell’opposizione chiedono al governo un intervento immediato e la convocazione dell’ambasciatore israeliano.
Non con i miei soldi. Non con i nostri soldi di don Marcello Cozzi
Parlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua