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| Decreto flussi, Uil all’attacco: ''Sistema inefficiente, in Basilicata quote solo sulla carta'' |
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9/05/2026 |
|  Il decreto flussi continua a produrre numeri ben lontani dalle esigenze reali del mondo del lavoro e, secondo la Uil, rischia di alimentare irregolarità e sfruttamento invece di favorire occupazione regolare e integrazione. Il sindacato denuncia un sistema burocratico inefficiente, incapace di trasformare le quote autorizzate in contratti effettivi e permessi di soggiorno. In Basilicata il quadro appare ancora più critico: a fronte di migliaia di richieste di assunzione, solo una minima parte si concretizza, mentre agricoltura, lavoro precario e carenza di politiche di integrazione continuano a segnare la condizione dei lavoratori stranieri. Di Seguito la nota stampa della UIL
Il decreto flussi continua a mostrare tutti i suoi limiti e rischia di trasformarsi in un gigantesco meccanismo burocratico incapace di rispondere ai reali bisogni del mercato del lavoro. È la denuncia della Uil, che punta il dito contro un sistema definito “profondamente inefficiente e disallineato” rispetto alle necessità produttive del Paese e del Mezzogiorno, Basilicata compresa. Lo studio elaborato dal servizio Stato sociale, Politiche economiche e fiscali, Mezzogiorno e Immigrazione della Uil, diretto dal segretario confederale Santo Biondo, mette nero su bianco i numeri del fallimento del sistema dei flussi 2024-2025: a fronte di centinaia di migliaia di quote autorizzate, solo una minima parte si è tradotta in contratti di lavoro regolari e permessi di soggiorno effettivamente rilasciati. Per il 2025, su 181.450 quote autorizzate dal Governo, risultano appena 14.349 contratti e permessi di soggiorno in via di rilascio, nonostante 49.762 nulla osta concessi dagli Sportelli unici per l’immigrazione e oltre 35mila visti rilasciati dalle ambasciate. In pratica, solo l’8% delle quote si è trasformato in occupazione regolare. Anche il bilancio 2024 viene giudicato deludente: su 146.850 quote autorizzate, i contratti e permessi di soggiorno finalizzati sono stati 24.858, pari al 16,9%. “I dati parlano chiaro e provano che il decreto flussi è spesso utilizzato come canale improprio di ingresso, più che come strumento per rispondere a esigenze concrete del mercato del lavoro”, afferma Biondo. “Il tasso di successo della procedura resta estremamente basso. Quando i canali regolari non funzionano, si aprono spazi per l’irregolarità, il lavoro nero, il caporalato e le forme più gravi di sfruttamento”. Per la Uil il problema è strutturale e riguarda soprattutto il sistema del click day, che continua a privilegiare la rapidità di presentazione delle domande piuttosto che la qualità dell’offerta occupazionale. “Bisogna superare la rigidità del sistema delle quote ampliando i canali di ingresso fuori quota, più flessibili e aderenti ai fabbisogni reali”, sostiene Biondo. “Serve una macchina amministrativa più rapida ed efficiente, a partire dagli sportelli unici e dai consolati, nonché una programmazione per settori basata sui reali fabbisogni”. Nel mirino della Uil finiscono anche i ritardi burocratici che alimentano irregolarità e dumping sociale. Secondo il sindacato, in Italia ci sarebbero circa 600mila stranieri irregolari, una condizione che favorisce sfruttamento e lavoro nero. Da qui la proposta di un’emersione “ad personam” dei lavoratori stranieri irregolari, sul modello della regolarizzazione attuata in Spagna. In Basilicata il quadro appare ancora più fragile. Le nuove regole introdotte nel 2025, con l’eliminazione di quote e click day per le conversioni dei permessi di soggiorno da lavoro stagionale a subordinato, hanno fatto aumentare le richieste in tutta Italia, ma la regione resta ai margini. Secondo i dati del Viminale, le domande di conversione presentate in Basilicata sono state appena 359, pari all’1,5% del totale nazionale. Un dato modesto se confrontato con il forte fabbisogno di manodopera, soprattutto nel comparto agricolo. Il settore agroalimentare continua infatti a trainare la domanda di lavoro straniero, concentrando quasi il 95% delle richieste. Tuttavia il mercato resta fortemente precario: il 94% delle conversioni riguarda contratti a tempo determinato. Le difficoltà emergono ancora più chiaramente guardando ai dati dello scorso anno. In Basilicata, tra Prefetture di Potenza e Matera, erano state presentate circa 12mila domande di assunzione di cittadini extracomunitari, ma solo l’1,1% si è trasformato in un permesso effettivo. Numeri che, secondo la Uil, dimostrano il fallimento operativo dell’intero sistema. Sul tema interviene il segretario regionale Vincenzo Tortorelli, che collega il tema dei flussi migratori alle condizioni sociali e lavorative degli immigrati presenti sul territorio lucano. “Le condizioni di lavoro e di vita dei circa 25mila stranieri presenti in Basilicata, di cui 14mila extracomunitari, sono al centro dell’attenzione e dell’impegno della Uil”, afferma Tortorelli. Per il sindacato, il problema non riguarda soltanto le quote ma anche l’assenza di vere politiche di integrazione. “Il sindacato delle persone amplia la sua mission in sindacato delle persone immigrate che in troppe situazioni sono anche da noi lavoratori fantasmi, precari ed irregolari”, aggiunge Tortorelli. “Non solo a livello di Governo centrale ma anche di Governo regionale si registra una carenza assoluta di politiche che favoriscano integrazione, condizioni dignitose di vita e formazione professionale”. Da qui la nascita la scorsa estate anche in Basilicata del Coordinamento Immigrazione della Uil e del progetto “Zero differenze”, che saranno rilanciati con iniziative specifiche. L’obiettivo è rafforzare servizi di assistenza e tutela per i migranti: rinnovo dei permessi di soggiorno, ricongiungimenti familiari, diritti di cittadinanza, prenotazione dei test di lingua italiana, assistenza fiscale e supporto per il lavoro domestico. Nel frattempo il nuovo decreto flussi 2026-2028 prova a correggere alcune distorsioni introducendo la ripartizione territoriale delle quote su base provinciale. Per il triennio sono previsti quasi 500mila ingressi autorizzati, di cui 267mila destinati al lavoro stagionale nei settori agricolo e turistico. In Basilicata la quota maggiore sarà assegnata alla provincia di Matera, dove più forte è la domanda agricola. Sono previste quote specifiche per lavoratrici, cittadini di Paesi con accordi di cooperazione, lavoro stagionale e assistenza familiare. Ma per la Uil il nodo resta sempre lo stesso: senza una vera semplificazione delle procedure e senza un coordinamento efficace tra ministeri, prefetture e consolati, il rischio è che anche le nuove quote rimangano soltanto numeri sulla carta, mentre il lavoro nero e il caporalato continueranno ad alimentare l’economia sommersa. |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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