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Sanità privata e RSA, alta adesione allo sciopero in Basilicata: sindacati in protesta per il rinnovo dei contratti

17/04/2026



È stata alta l’adesione in Basilicata allo sciopero nazionale dei lavoratori e delle lavoratrici della sanità privata e delle RSA, indetto da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl per il rinnovo dei contratti collettivi e la regolazione dei sistemi di accreditamento. Una delegazione lucana ha partecipato alla manifestazione nazionale a Roma per denunciare lo stallo dei contratti AIOP e ARIS, fermi da 8 anni nel settore sanitario privato e da 14 anni nelle RSA.
I sindacati - si legge nella nota stampa - parlano di una vertenza di dignità per circa 300mila lavoratori in Italia e 600 in Basilicata. Secondo le sigle, il settore non è in crisi ma in forte espansione economica, con utili in crescita, mentre i salari restano fermi da oltre un decennio. Criticata la persistenza del dumping contrattuale che, secondo i sindacati, incide sulla qualità dell’assistenza e sui diritti dei lavoratori.
Segue il comunicato stampa
Grande adesione dei lavoratori e delle lavoratrici lucani della sanità privata e delle RSA allo sciopero nazionale indetto oggi da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl per il rinnovo dei contratti e i vincoli sugli accreditamenti. Una delegazione ha sfilato oggi a Roma per denunciare il blocco dei contratti nazionali AIOP e ARIS, fermi da 8 anni per la sanità privata e da ben 14 anni per le RSA. I lavoratori e le lavoratrici del settore, circa 300mila in Italia e 600 in Basilicata - tra le strutture di Universo Salute – Opera Don Uva, Fondazione Don Gnocchi di Acerenza e Tricarico e Padri Trinitari di Venosa e Bernalda - non sono più disposti ad accettare alibi o ulteriori rinvii da parte delle associazioni datoriali. Per i sindacati "siamo di fronte a un settore che non è affatto in crisi, ma che attraversa una fase di espansione economica senza precedenti, con un fatturato record di oltre 12 miliardi di euro e utili netti raddoppiati nell’ultimo anno. È inaccettabile che questa ricchezza venga utilizzata per espansioni finanziarie e acquisizioni mentre i salari di chi cura i cittadini restano congelati a parametri di oltre un decennio fa. Lo sciopero è una battaglia di dignità per i professionisti che garantiscono un servizio pubblico a tutti gli effetti. Il dumping contrattuale sta svuotando le strutture, mettendo a rischio la qualità dell’assistenza per le persone più fragili. Chiediamo al Ministero della Salute e alla Conferenza delle Regioni una norma che vincoli gli accreditamenti istituzionali all’applicazione e il rinnovo dei contratti collettivi, sottoscritti dalle organizzazioni maggiormente rappresentative. È inammissibile che, a parità di lavoro, non corrispondano parità di salario e di diritti. Il tempo della speculazione sulla pelle dei lavoratori è finito". Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl Basilicata hanno intanto inviato una lettera al preside della Regione Basilicata Vito Bardi e all'assessore regionale alla Sanità Cosimo Latronico, chiedendo un intervento affinché la Regione assuma un ruolo attivo nella vertenza. Tra le richieste, l’introduzione, tra i requisiti per l’accreditamento e il convenzionamento, dell’obbligo di applicazione e rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro sottoscritti dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative; il vincolo tra erogazione di risorse pubbliche e rispetto di standard minimi in materia di diritti e condizioni di lavoro; iniziative di confronto con le parti sociali per il riallineamento delle condizioni economiche e normative tra pubblico e privato accreditato. Per i sindacati "si tratta di una misura di equità, trasparenza e responsabilità nell’utilizzo delle risorse pubbliche, oltre che di tutela della qualità dei servizi erogati ai cittadini lucani. Riteniamo fondamentale che la Regione Basilicata possa prevedere tra i criteri di accreditamento delle strutture sanitarie private l’obbligo di applicazione dei CCNL sottoscritti dalle organizzazioni sindacali e datoriali maggiormente rappresentative del settore. Le imprese che operano nella sanità accreditata non possono perseguire esclusivamente logiche di profitto, ma devono assumersi pienamente la responsabilità sociale che deriva dall’erogazione di servizi sanitari pubblici, a partire dal rinnovo dei contratti e dal riconoscimento di condizioni di lavoro dignitose".
Al contempo Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl hanno chiesto alla IV Commissione del Consiglio regionale della Basilicata di essere auditi per portare le istanze delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità privata accreditata e delle RSA operanti in Basilicata che garantiscono quotidianamente un servizio pubblico essenziale all’interno di strutture che operano in regime di accreditamento con il Servizio Sanitario Regionale.
Le ragioni dello sciopero sono state condivise anche dall'Ordine di fisioterapisti di Basilicata che ha espresso solidarietà ai colleghi e alle colleghe che hanno aderito.




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