Paolo Francesco Campanella, sindaco di Castelluccio Inferiore, è stato condannato dal Tribunale di Lagonegro a 3 anni di reclusione per omessa bonifica della ex discarica in contrada Caricchio. Con la sentenza di primo grado, contro cui il primo cittadino ricorrerà in appello, gli è stata anche comminata una multa di 30mila euro. Secondo quanto riportato dal Quotidiano della Basilicata, l’inchiesta della Procura, allora guidata da Gianfranco Donadio, risale al 2023. Il giudice ha prosciolto, per intervenuta prescrizione, Egidio Caputo (di Torre Annunziata, nel napoletano), legale rappresentate della società Emar, che ha gestito il sito di cui era comproprietaria dei terreni assieme al Comune. Nell’attesa del deposito delle motivazioni, secondo l’accusa, i due imputati non avrebbero «provveduto alla bonifica» o comunque avrebbero «impedito la formazione del progetto di bonifica». Sempre secondo l’accusa, Caputo e Campanella non avrebbero adottato «le necessarie misure di prevenzione per contrastare il rischio connesso alla insistente minaccia per la salute e per l'ambiente». Campanella è stato però assolto dal reato di inquinamento ambientale, per il quale era stato imputato Lo stesso Campanella ha commentato la sentenza, con un lungo post pubblicato sul suo profilo social. La discarica fu chiusa negli anni 90 del secolo scorso, per il fallimento della società proprietaria e che gestiva l’impianto. «Dopo il fallimento l’area è rimasta per lunghissimo tempo sotto la gestione di un custode giudiziario nominato dal Tribunale, una situazione che si è protratta per oltre trent’anni. Questo anche perché l’amministratore delegato della società, pur essendo stato condannato, si è reso irreperibile, rendendo ancora più complessa la gestione della vicenda», scrive Campanella che aggiunge: «In tutto questo lungo periodo non risultano essere stati effettuati interventi concreti di messa in sicurezza o di bonifica del sito, né da parte delle amministrazioni comunali che si sono succedute negli anni né tantomeno durante il lungo periodo di custodia giudiziaria, nonostante le richieste di intervento trasmesse dalla Provincia di Potenza e dagli uffici regionali competenti alle amministrazioni precedenti siano rimaste prive di riscontro operativo. Solo successivamente il Tribunale ha disposto la consegna dell’area al Comune, che si è trovato a dover gestire una situazione complessa, stratificata e mai realmente affrontata nel corso dei decenni».
Il primo cittadino ha poi rivendicato come, «dopo la consegna del sito al Comune e già dal 2020», la sua amministrazione abbia «avviato concretamente il percorso di messa in sicurezza e bonifica dell’area, anche a seguito delle sollecitazioni degli enti competenti».
E ancora: «Dal 2020 al 2025, con cadenza annuale, sono stati effettuati interventi sull’area per un importo complessivo di circa 145.000 euro, in gran parte sostenuti con risorse del bilancio comunale, proprio per consentire i primi interventi di messa in sicurezza e pianificare gli studi necessari ad avviare il percorso di bonifica». Inoltre, il primo cittadino ha anticipato come, «grazie all’azione amministrativa portata avanti dalla nostra compagine l’Assessorato alle Politiche Ambientali ha destinato un finanziamento di 350.000 euro per la bonifica del sito».
«Le sentenze, in uno Stato di diritto, si rispettano sempre - spiega Campanella - allo stesso modo è pienamente legittimo proseguire nei diversi gradi di giudizio, affinché la verità dei fatti possa emergere fino in fondo. Resto al mio posto, come ho sempre fatto, a lavorare a testa alta».
Gianfranco Aurilio
Lasiritide.it