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| Lagonegro: il sindaco parla con Poste Italiane per evitare la chiusura |
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19/02/2026 |
|  A Lagonegro la diplomazia è a lavoro per cercare di evitare che i cittadini siano costretti a recarsi a Rivello durante la chiusura dell’Ufficio postale, per i lavori di ammodernamento. Il sindaco Salvatore Falabella è di fatti in contatto con i dirigenti di Poste Italiane, proprio al fine di trovare una soluzione. Al momento non c’è ancora nulla di certo, le ipotesi al vaglio sono diverse a cominciare da quella proposta dallo stesso primo cittadino, che ha manifestato l’intenzione di mettere a disposizione locali comunali. Anche circa quest’ultima eventualità non si hanno notizie, tuttavia, in proposito, va detto che, in altri casi, Poste si è sempre dimostrata fredda circa l’idea di servirsi di locali pubblici ma per quanto riguarda Lagonegro, almeno per ora, non possiamo escludere questa possibilità: comunque, sul tavolo ce ne sono anche altre, come potrebbe essere quella del ricorso ad una unità mobile. Sulla questione, oltre alla politica, è intervenuto anche il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Lagonegro con una dura nota del presidente, Enzo Bonafine. L’avvocato Bonafine ha diffidato Poste Italiane, al fine di garantire la continuità del servizio nella stessa cittadina valnocina. Segnatamente, i lavori a Lagonegro dovrebbero iniziare il prossimo 26 febbraio per terminare il 21 aprile: rientrano nel progetto ‘Polis’ che riguarda 6.933 Comuni e consiste, anzitutto, nel portare i servizi telematici della pubblica amministrazione all’interno degli Uffici postali con la creazione di ‘Sportelli Unici’ di prossimità, nei Comuni con popolazione inferiore a 15mila abitanti, dotati di almeno un Ufficio Postale. Al momento, lo stesso Ente ha individuato quello di Rivello come l’ufficio postale di riferimento nei due mesi durante i quali verranno effettuati i lavori. Ma ai disagi che è facile immaginare, si accompagnano spesso altre difficoltà come il mancato rispetto dei termini. A Rotonda, ad esempio, i lavori, iniziati a settembre, avrebbero dovuto terminare a dicembre ma, invece, sono ancora in corso ed il servizio viene erogato attraverso un container con tutto quanto questo comporti, ad esempio, nei confronti delle persone più deboli costrette ad attendere il proprio turno esposti alle intemperie.
Gianfranco Aurilio Lasiritide.it |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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