E' stata un’inchiesta della trasmissione Panorama, andata in onda sulla BBC, a riaprire una luce sull’omicidio di Oki Shin, giovane sudcoreana uccisa con una coltellata per strada a Bournemouth il 12 luglio del 2002. Al centro dell’attenzione la figura di Danilo Restivo, evidenziando possibili collegamenti con l’assassinio di Elisa Claps.
Elisa scomparve il 12 settembre 1993 a Potenza e solo nel 2010 il suo corpo fu scoperto nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità. Una data, il giorno 12, che ritorna tragicamente in più vicende. Nel 2002, pochi mesi dopo la morte di Oki Shin, fu uccisa anche la sarta inglese Heather Barnett, il 12 novembre: per questo delitto Restivo sta scontando una condanna a 40 anni, oltre ai 30 inflitti per l’omicidio della studentessa potentina.
Per l’assassinio della ragazza è invece in carcere da 23 anni Omar Benguit, che continua a dichiararsi innocente. La condanna si basò sulle dichiarazioni di una tossicodipendente e su tredici testimonianze successivamente ritrattate. Il reportage mostra inoltre immagini di videosorveglianza che, secondo gli autori, metterebbero in discussione la somiglianza tra Benguit e l’uomo ripreso nei pressi del luogo del delitto, avvenuto a tre isolati dall’abitazione di Restivo, il quale si sarebbe mosso su una bicicletta scura. Sulla vicenda è intervenuto anche Gildo Claps, fratello di Elisa, parlando alla trasmissione Chi l'ha visto?. «Su questa storia – ha dichiarato – qualcuno dovrebbe interrogarsi seriamente sulle responsabilità che hanno consentito a un assassino di colpire ancora. Continuano a emergere solo verità parziali. Non riesco ad accettare che un innocente possa restare in carcere da oltre vent’anni per un crimine che non ha commesso».
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