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Frode milionaria sui crediti d’imposta: indagate società con investimenti inesistenti anche in Basilicata

11/02/2026



Un’articolata indagine della Guardia di Finanza di Lodi ha portato alla luce una frode milionaria nel settore dei crediti d’imposta destinati alle imprese del Sud Italia. Le verifiche, condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Lodi, hanno riguardato società che avevano richiesto agevolazioni per investimenti in beni strumentali e formazione del personale in strutture produttive ubicate, tra le altre regioni, in Basilicata, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo. Le indagini hanno accertato l’inesistenza dei siti produttivi e dei corsi formativi, con un danno per oltre 1,2 milioni di euro. Il rappresentante legale è stato segnalato alla Procura di Lodi, mentre le società sono state deferite per responsabilità amministrativa. Segue comunicato stampa.


I Finanzieri del Comando Provinciale di Lodi, nell’ambito di una più ampia attività di polizia economico-finanziaria volta ad individuare le posizioni sintomatiche di scarsa affidabilità fiscale, hanno disvelato un’ingente frode nel settore dei crediti d’imposta, strumenti quest’ultimi di agevolazione fiscale per le imprese, che consentono di ridurre o azzerare l’imposta da pagare sui propri utili netti. In particolare, le attività investigative, eseguite dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria Lodi, si sono concentrate sul corretto utilizzo delle agevolazioni previste dalla legge di Stabilità del 2016, che ha introdotto un credito di imposta a favore delle imprese che effettuano l'acquisizione di beni strumentali destinati a strutture produttive ubicate nel sud Italia (nelle regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo), nonché sulle spese di formazione del personale dipendente finalizzate al consolidamento delle competenze nelle tecnologie rilevanti per la trasformazione tecnologica e digitale delle imprese prevista dal “Piano Nazionale Impresa 4.0” (finanziati con risorse del P.N.R.R.).
Sono state quindi individuate 2 società lodigiane aventi il medesimo rappresentante legale, che hanno richiesto, nelle annualità dal 2021 al 2024, la fruizione di crediti d’imposta per oltre 1,2 milioni di euro per acquisto di beni strumentali da destinare a sedi produttive ubicate nelle province di Siracusa e Cagliari e ulteriori 150.000 euro per spese di “formazione” del personale dipendente.
Le indagini e i sopralluoghi eseguiti presso i siti produttivi del mezzogiorno, in relazione ai quali sono state richieste ed ottenute le agevolazioni fiscali, hanno fatto emergere la loro totale inesistenza, atteso che non sono state rinvenute unità locali e/o elementi riconducibili alle società richiedenti il credito d’imposta. Sul fronte delle attività formative, invece, l’analisi della documentazione prodotta e l’audizione dei dipendenti ha permesso di accertare che i corsi di formazione non sono stati mai effettuati.
Il rappresentante legale è stato pertanto segnalato alla Procura della Repubblica di Lodi per il reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e indebita compensazione di crediti inesistenti, mentre le due società sono state deferite per “responsabilità amministrativa dell’ente” ai sensi della Legge 231/01, che prevede la punizione delle persone giuridiche (società, associazioni, anche prive di personalità giuridica) per reati commessi nell’interesse o a vantaggio dell’ente stesso da persone che ricoprono posizioni di rappresentanza, amministrazione, direzione o che sono sottoposte alla loro direzione o vigilanza.
Il G.I.P. del Tribunale di Lodi ha emesso un’ordinanza di Applicazione di Misura Cautelare Personale e Reale di tipo interdittivo nei confronti di n. 3 soggetti (una persona fisica e due soggetti giuridici) e disposto il sequestro preventivo per un ammontare pari ad 1,2 milioni di euro ed un ulteriore sequestro impeditivo di crediti presenti nel cassetto fiscale, pari a euro 567.000.
Sono stati pertanto sequestrati n. 4 immobili per un valore di circa 900.000 euro, nonché denaro contante e depositi di conto corrente per un ammontare pari ad euro 300.000.
Il predetto rappresentante legale è stato, altresì, denunciato per aver omesso il versamento dell’IVA negli anni di imposta 2021 e 2022, per un importo pari a 1,5 milioni di euro.
Il contrasto alle frodi in materia di crediti è finalizzato a garantire la corretta destinazione delle ingenti risorse pubbliche stanziate per sostenere le famiglie e le imprese attraverso un’efficace e integrata azione repressiva e preventiva, basata sulla constatazione delle indebite compensazioni, sul sequestro preventivo dei crediti d’imposta fittizi e sulla segnalazione per la sospensione delle deleghe di pagamento contenenti falsi crediti d’imposta.
Si rappresenta inoltre che la responsabilità degli indagati sarà definitivamente accertata solo all’esito del giudizio con sentenza penale irrevocabile, vigendo la presunzione di non colpevolezza prevista dall’art. 27 della Costituzione.




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