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Aggredisce la convivente davanti ai figli: arrestato 36enne nel Melfese

20/01/2026



Un uomo di 36 anni è stato arrestato dai Carabinieri della Compagnia di Melfi per maltrattamenti in famiglia dopo aver aggredito la propria convivente durante una lite, alla presenza dei figli minori. L’intervento è scattato nelle prime ore del 15 gennaio a seguito di una chiamata al 112. La donna ha riportato lesioni giudicate guaribili in cinque giorni. Dagli accertamenti è emerso che l’episodio era l’ultimo di una serie di violenze. L’uomo è stato trasferito nel carcere di Melfi; il gip ha disposto l’allontanamento dalla casa familiare, il divieto di avvicinamento e l’applicazione del braccialetto elettronico.
Di seguito il comunicato stampa dei Carabinieri

Il Comando Provinciale Carabinieri di Potenza prosegue con assoluta fermezza la propria azione di contrasto ai reati contro la persona, ponendo al centro della propria missione istituzionale la tutela delle vittime vulnerabili attraverso una presenza costante e capillare sul territorio. La protezione delle donne e dei minori, troppo spesso testimoni silenziosi o vittime dirette di violenze domestiche, rappresenta una priorità strategica che l’Arma persegue quotidianamente, consapevole che l’efficacia della rete territoriale e la prontezza operativa delle proprie unità siano strumenti fondamentali per garantire la legalità e la sicurezza dei cittadini. Nelle prime ore del mattino del 15 gennaio, questa efficace macchina del soccorso si è attivata a seguito di una drammatica richiesta pervenuta sul Numero Unico di Emergenza “112”, permettendo al personale della Compagnia Carabinieri di Melfi di intervenire con estrema rapidità presso un’abitazione dove un 36enne, operaio già noto alle Forze dell’Ordine, aveva aggredito fisicamente la propria convivente al culmine di una violenta lite per futili motivi; l’aggressione, consumatasi alla presenza dei figli minori della coppia, ha causato alla donna lesioni giudicate guaribili in cinque giorni, rendendo indispensabile l'attivazione immediata delle tutele previste dal “Codice Rosso”. L’attività investigativa condotta sul posto dagli uomini dell’Arma ha permesso di squarciare il velo su una realtà sommersa ben più complessa accertando come l’episodio odierno fosse solo l’ultimo di una serie di gravi condotte maltrattanti perpetrate dall'uomo nel corso degli ultimi anni, alcune delle quali già oggetto di precedenti segnalazioni; l'aggressore è stato pertanto tratto in arresto in flagranza di reato e, dopo le formalità di rito, tradotto presso la Casa Circondariale di Melfi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Successivamente, il Giudice per le Indagini Preliminari ha convalidato il provvedimento restrittivo disponendo nei confronti dell’indagato, per il quale si ribadisce il principio costituzionale della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva di condanna, la misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare nonché il divieto di avvicinamento alla vittima e l’apposizione del braccialetto elettronico.
I vertici del Comando Provinciale Carabinieri di Potenza ribadiscono come la tempestività della chiamata alle Forze dell'Ordine rappresenti un requisito essenziale per interrompere spirali di violenza potenzialmente tragiche: rivolgersi con fiducia al 112 o alle Stazioni Carabinieri dislocate sul territorio non è solo una richiesta di aiuto, ma il primo e decisivo passo affinché lo Stato possa spiegare le proprie tutele prima che le situazioni degenerino. L'invito costante rivolto alla cittadinanza è quello di denunciare senza esitazione, poiché la rapidità dell'intervento e l'ascolto qualificato garantito dall'Arma costituiscono i pilastri su cui poggia la difesa delle fasce più deboli della nostra comunità.




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