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| Rinascita Lagonegro corsara a Cantù: 3-0 e seconda vittoria consecutiva |
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18/01/2026
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| La Rinascita Volley Lagonegro passa con autorità sul campo della Campi Reali Cantù, nella seconda giornata di ritorno della regular season di serie A2 Credem Banca: al PalaFrancescucci finisce 3-0 per la squadra di coach Waldo Kantor (18-25, 22-25, 22-25), al termine di una gara gestita con maturità e concretezza, quasi mai realmente in discussione.
Per la formazione lucana si tratta della seconda vittoria consecutiva in questo inizio girone di ritorno, nonché il secondo exploit esterno della stagione dopo quello a Porto Viro del 9 novembre scorso.
L’avvio di partita è a senso unico: nel primo set Lagonegro impone subito il proprio ritmo, scavando il solco grazie a un muro efficace e a un attacco continuo e incisivo. Cantagalli, Armenante e Raffaelli guidano l’offensiva biancorossa, mentre la fase break consente di prendere il largo e chiudere il parziale con ampio margine.
Più equilibrati, ma sempre sotto controllo, il secondo e il terzo set. Cantù prova a restare agganciata al match affidandosi soprattutto alle soluzioni offensive dell’opposto Penna, riuscendo a tenere botta fino ai punti centrali. Nei momenti decisivi, però, emerge la maggiore lucidità della Rinascita, capace di alzare il livello proprio quando conta: gestione attenta, meno errori e cinismo nei finali permettono a Lagonegro di chiudere entrambi i set sul 22-25, completando una vittoria netta e meritata.
Un successo che porta la Rinascita a quota 25 punti in classifica, consolidando ulteriormente il sesto posto e allungando a 14 il margine sulla zona retrocessione. Numeri che certificano il momento positivo della squadra e che rappresentano il miglior viatico possibile in vista dell’attesissimo Quarto di Finale di Coppa Italia, in programma mercoledì sul campo della Consar Ravenna.
I SESTETTI
La formazione biancorossa è oramai uno spartito chiaro e lineare: diagonale Sperotto-Cantagalli, schiacciatori Raffaelli e Armenante, centrali Arasomwan e Tognoni, capitan Fortunato libero. Coach Zingoni risponde con l’ex Bonacchi in cabina di regia, Penna opposto, Meschiari e Tadic in banda, Candeli e Maletto al centro, Luca Butti a presidiare la seconda linea.
LA CRONACA DEL MATCH
L’avvio di gara è tutto di marca Rinascita, che parte con grande aggressività e indirizza immediatamente il parziale: l’errore al servizio di Meschiari apre il set, poi il muro di Cantagalli su Tadic e l’attacco di pura astuzia dello stesso opposto valgono lo 0-3 che costringono mister Zingoni al primo time out già dopo pochi scambi.
La Rinascita continua a spingere: Raffaelli e Armenante trovano soluzioni efficaci in attacco (2-5), Arasomwan incide al centro (4-6), mentre il muro biancorosso fa la differenza sporcando le iniziative di Penna e Meschiari. Il break decisivo arriva a metà set, quando Lagonegro allunga fino al +4 (6-10) grazie a un ace di Arasomwan e a una fase break praticamente impeccabile.
Cantù prova a restare in scia affidandosi a Penna, ma la Rinascita non perde lucidità. Cantagalli fa sentire la sua voce anche a muro (8-12), Armenante è letale in contrattacco e il secondo time out lombardo arriva sull’11-16, con la sensazione di un set ormai saldamente nelle mani dei lucani.
Nel finale la squadra di Kantor accelera ulteriormente: i muri pesanti di Armenante (12-18), Raffaelli (14-22) e Tognoni (17-23), gli errori dei canturini e una gestione matura dei palloni chiave portano rapidamente la Rinascita sul 18-24. A chiudere il set è Cantagalli, che mette a terra il punto del definitivo 18-25, suggellando un parziale dominato dall’inizio alla fine.
Il secondo parziale si apre all’insegna dell’equilibrio, con le due squadre che si alternano nei cambi palla. Cantagalli firma il primo punto, ma Cantù replica immediatamente con un muro di Tadic sullo stesso opposto (2-1), trovando anche il primo mini-allungo sul 4-2 grazie all’ace di Penna.
La Rinascita resta sempre agganciata al set: Armenante (4-4) e Raffaelli (7-7) tengono alto il ritmo offensivo, Tognoni incide al centro e gli errori al servizio dei padroni di casa permettono a Lagonegro di tenere il passo (8-8). Due attacchi consecutivi di Raffaelli valgono il primo break (8-10), subito seguiti dal sigillo di Cantagalli e da un altro mani out di Raffaelli per il 9-12.
Il muro di Armenante su Penna (9-13) e l’attacco dello stesso schiacciatore scavano un solco importante (9-14), ma i padroni di casa non mollano e, sospinti da Penna, rientrano fino al 15-15 approfittando di un buon turno al servizio di Tadic. Coach Kantor decide così di fermare il gioco, per far riordinare le idee ai suoi.
Nel finale punto a punto emerge tutta la personalità della Rinascita: Raffaelli (16-18) e Cantagalli (17-19) trovano soluzioni pesanti in attacco, mentre il muro dei due alfieri (col supporto di Tognoni) su Tadic (18-21) rappresenta la fotografia del set. Nonostante qualche errore in battuta e in attacco, Lagonegro resta più precisa nei momenti chiave, allungando fino al 21-24 di Cantagalli.
Cantù prova l’ultimo assalto con Penna (22-24) e con il cambio in regia (Martinelli per Bonacchi), ma l’errore al servizio del neoentrato e giovanissimo Taiwo consegna il parziale alla Rinascita sul 22-25, confermando la maggiore incisività biancorossa nelle fasi decisive.
Il terzo parziale si apre con Cantù che prova ad alzare l’intensità e a rientrare in partita. Candeli firma il primo punto in contrattacco, Raffaelli e Cantagalli incidono subito a muro (1-2) e in attacco (2-3), mentre Tognoni si fa sentire da posto tre (3-4). L’equilibrio regna fino alle fasi centrali del set, con continui cambi di fronte e scambi prolungati che tengono il punteggio in bilico.
Cantù trova un piccolo break sull'11-9 sfruttando il primo tempo di Maletto e costringendo il tecnico biancorosso al primo time out del parziale. La Rinascita resta lucida: Cantagalli accorcia, in campo fa sentire la sua presenza anche il serbo Andonovic subentrato in questa fase ad Armenante (bello il pallonetto del 14-13), mentre Raffaelli firma il punto del 15-15 al termine di una grande azione difensiva che riporta il set in perfetta parità.
Da qui in avanti Lagonegro cambia marcia e dà il via allo sprint decisivo. Il muro di Cantagalli su Meschiari (17-18) e l’ace di Raffaelli valgono il primo vero allungo (18-21), spezzando l’equilibrio e costringendo Zingoni a richiamare i suoi in panchina. La Rinascita è cinica: Andonovic colpisce due volte consecutive in attacco (19-23), dando ulteriore peso al break, mentre la gestione dei palloni finali è impeccabile.
Nonostante un ultimo tentativo dei padroni di casa (muro di Candeli su Andonovic per il 22-24), Lagonegro mantiene il controllo e a chiudere i conti è il solito Cantagalli, che mette a terra il punto del definitivo 22-25.
A livello statistico, da segnalare le grandi prove di un Cantagalli sempre più leader del gruppo (71% in attacco, 23 punti e 3 muri) e Raffaelli (50% in fase offensiva, 13 punti con due muri), mentre il 58% in ricezione, i 10 muri punto e il 55% in attacco tracciano i confini di una prova di squadra davvero eccellente.
Ora tutte le attenzioni si spostano a mercoledì 21, quando ci sarà l’esordio assoluto in Coppa Italia sul campo della Consar Ravenna. La Rinascita è pronta a stupire ancora.
IL TABELLINO DEL MATCH
CAMPI REALI CANTU’: Meschiari (4), Butti (L1), Pertoldi, Martinelli, Penna (17), Quagliozzi, Taiwo, Candeli (7), Ivanov (3), Bonacchi, Tadic (4), Maletto (8), Bianchi (L2). All.: Alessio Zingoni
RINASCITA VOLLEY LAGONEGRO: Fortunato (L1), Arasomwan (2), Esposito, Raffaelli (13), Pegoraro, Cantagalli (23), Tognoni (5), Armenante (9), Sperotto (1), Andonovic (3), Mastracci, De Angelis (L2), Sanchi. All.: Waldo Kantor
Punteggio: 0-3 (18-25, 22-25, 22-25)
Durata set: 25’, 31’, 32’
Arbitri: Venturi Giuliano, Pernpruner Marco
Note | Cantù: aces 1, errori al servizio 14, muri vincenti 6, ricezione pos 62% – prf 31%, attacco 55%
Lagonegro: aces 2, errori al servizio 10, muri vincenti 10, ricezione pos 58% – prf 38%, attacco 44%. |
CRONACA
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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