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Lagonegro, il sindaco Falabella e la demolizione della casa di famiglia: “Una scelta dolorosa ma coerente con legalità

16/01/2026



Una vicenda che nelle ultime ore ha catturato l’attenzione dei cittadini e dei media locali ritorna al centro del dibattito. Il sindaco di Lagonegro, Salvatore Falabella, ha diffuso un video messaggio sui social per parlare della casa di famiglia, ereditata dai suoi genitori, oggi al centro di un’ordinanza di demolizione emessa dall’ufficio tecnico comunale.


La decisione arriva dopo il mancato accoglimento di una richiesta di sanatoria. Nel video, girato all’interno dell’immobile, il sindaco ha ribadito il rispetto delle decisioni degli uffici, denunciato la strumentalizzazione politica della vicenda e annunciato che procederà alla demolizione della casa, pur definendola “una profonda ingiustizia”.


Dopo il messaggio, Falabella ha rilasciato quella che sembra essere la sua prima intervista completa sul caso. “La vicenda è molto complessa e l’ordinanza di demolizione rappresenta solo l’esito finale di un percorso iniziato subito dopo la mia elezione, il 15 maggio 2023”, racconta il sindaco. “All’indomani del voto sono apparse pagine anonime sui social con il chiaro intento di diffamare e mettere in cattiva luce l’operato della maggioranza, entrando nella vita privata dei componenti della maggioranza e delle nostre famiglie. Io ho iniziato a leggere i primi riferimenti alla mia abitazione tra giugno e luglio 2024.”


Falabella precisa di aver vissuto sempre nella casa di famiglia, costruita prima della sua nascita, e di non aver mai avuto motivo di sospettare irregolarità: “Avevo fatto richieste di manutenzione molti anni fa e ottenuto le autorizzazioni necessarie. Solo approfondendo la questione, confrontandomi con i tecnici del Comune, ho scoperto l’assenza di titoli edilizi.” Il sindaco spiega di aver deciso di procedere autonomamente: “Non volevo aspettare un sopralluogo che sarebbe arrivato chissà quando. Il 4 dicembre 2024 ho presentato un’istanza di sanatoria, un istituto previsto dalla legge che consente di regolarizzare situazioni come questa.”


La vicenda era stata segnalata anche dalla minoranza comunale già nel settembre 2024, e Falabella denuncia: “L’obiettivo era chiaramente politico: utilizzare la vicenda per attaccare il risultato delle elezioni del 2023.” Nei mesi successivi, la pratica di sanatoria ha subito diverse fasi alterne: “All’inizio era pienamente praticabile, poi ho ricevuto un primo preavviso di rigetto, seguito da un secondo su questioni differenti. Infine, il 1° agosto è stata emessa l’ordinanza di demolizione, notificatami ufficialmente il 4 agosto, ma appresa dai social prima ancora dal Comune.” Nonostante il conflitto d’interesse potenziale, Falabella ha scelto di rimanere in carica.


''Ho preferito affrontare la situazione, temperando l’ordinanza e demolendo alcune parti secondarie della casa già a ottobre, mentre nel frattempo presentavo una nuova istanza di sanatoria.” Gli annessi già demoliti comprendevano un garage e un piccolo deposito, “mai separati dall’abitazione principale”, sottolinea il sindaco. Nonostante le difficoltà burocratiche e le pressioni mediatiche, Falabella afferma: “La decisione non è semplice, non è bianco o nero. L’ho presa con il peso delle responsabilità del ruolo che ricopro, con la convinzione che la legalità e la trasparenza debbano essere prioritarie.”


Per Falabella, l’immobile non ha solo valore materiale: “Quella casa ha rappresentato la mia crescita, il mio ambiente, la mia sicurezza. Non era una casa di villeggiatura o speculazione, ma la casa in cui sono cresciuto, quella che mi ha permesso di diventare ciò che sono oggi.” Dopo mesi di pressione mediatica, il sindaco ha ricevuto attestati di solidarietà da parte del PD regionale, dell’Unione dei Sindaci del Lagonegrese e di Basilicata Casa Comune. “Il supporto fa molto, perché la scelta che ho preso è politica: dimostrare che l’avversario va combattuto con strumenti politici, non strumentali. Non voglio che un’intera comunità subisca pressioni perché il sindaco viene attaccato.” Fallabella conclude con un messaggio più ampio: “Questa vicenda è un precedente pericoloso. Gli amministratori locali devono poter esercitare i propri diritti senza subire ricatti politici o mediatici


 


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