Oltre duemila persone hanno sfilato per le vie di Potenza in solidarietà con la Palestina, chiedendo la fine della guerra a Gaza e lo stop alla vendita di armi a Israele. Il corteo, colorato e partecipato, è partito da piazza Aldo Moro e ha visto la presenza di studenti, lavoratori, associazioni e semplici cittadini. In piazza Mario Pagano, una delegazione ha chiesto di incontrare il prefetto Michele Campanaro per consegnare un documento rivolto al Governo italiano. Nel testo, le organizzazioni domandano il riconoscimento dello Stato di Palestina con pieno ingresso all’ONU, la fine della colonizzazione dei territori, lo stop a ogni collaborazione politica ed economica con Israele e la tutela diplomatica per gli italiani della Global Sumud Flotilla.
Il prefetto, però, non ha accolto la delegazione, scelta che ha suscitato amarezza tra i manifestanti, rimasti in attesa per quasi due ore. «Gaza e le sue vittime non hanno trovato posto al tavolo del rappresentante del Governo», hanno denunciato le associazioni, parlando di “complicità” e di una mancata disponibilità all’ascolto. Un segnale di sostegno alla causa è arrivato dal Comune di Potenza: su proposta del consigliere Carmine Pace, il sindaco Vincenzo Telesca e la maggioranza hanno deciso di esporre la bandiera palestinese sul Municipio, accogliendo l’iniziativa di Europa Verde–AVS. «Un gesto simbolico – hanno spiegato – per tenere alta l’attenzione sul massacro in corso e sui diritti negati al popolo palestinese». Manifestazioni anche in altri paesi, come a San'Arcangelo, promosso dagli studenti dell'istituto ''Carlo Levi''.

La mobilitazione per Gaza ha interessato anche Matera, dove nel pomeriggio si è svolto un presidio in piazza Vittorio Veneto. Manifestazioni e cortei si sono tenuti in contemporanea in molte città italiane: a Napoli migliaia di persone hanno sventolato bandiere palestinesi in piazza Garibaldi e alla stazione centrale; a Roma lo sciopero generale indetto dall’Usb ha paralizzato la città con oltre 50mila persone in piazza; a Genova i lavoratori portuali hanno guidato un corteo contro il traffico di armi nei porti; a Milano si sono registrati momenti di tensione con la polizia nei pressi della stazione Centrale. Dalla Basilicata al resto del Paese, la giornata ha confermato come la questione palestinese sia divenuta il fulcro di una mobilitazione diffusa che chiede pace, giustizia e la fine delle complicità italiane nel conflitto.