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| Insidiosa trasferta ad Agropoli per l’Academy, Esposito: ''Avversario duro ed esperto'' |
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15/10/2022
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| Dopo la vittoria all’esordio in campionato in casa con Ischia, l’Academy viaggia alla volta di Agropoli per la prima trasferta stagionale. Gerardo Esposito e compagni saranno ospiti della Polisportiva Basket, società ripartita dalla Serie D – campionato vinto lo scorso anno – dopo aver partecipato, nel recente passato, anche ad un paio di campionati di Serie A2 (2015/17) chiudendo il primo dei quali al secondo posto in regular season, sotto la guida del coach Antonio Paternoster. I vari Spinelli, Palma, Di Mauro e Borrelli, protagonisti della cavalcata fino alla A2 rappresentano tutt’ora le fondamenta portanti del roster a disposizione di Alberto Di Concilio, sconfitto domenica scorsa 84-68 sul mai facile campo di Mugnano. Trasferta non semplice, quindi, sulla strada dell’Academy, di fronte ad un primo banco di prova significativo anche sotto l’aspetto emotivo, oltre che quello tecnico di un avversario che soprattutto di fronte al pubblico di casa proverà ad esaltarsi al tiro da fuori, ma che paga qualcosa in termini di chili e centimetri nel pitturato. Temi affrontati proprio da Gerardo Esposito alla viglia del match, in una delle cinque città – pur con la canotta di una società diversa – che l’ha visto trionfare a fine stagione nel corso della sua carriera:”Pur essendo una neopromossa, Agropoli è una squadra sicuramente esperta e con giocatori come Palma, Borrelli, Di Mauro e Spinelli che hanno sempre militato in categorie superiori, in più giocarla in trasferta rende la sfida ancora più dura. Siamo felici di aver vinto la prima partita davanti al nostro pubblico, pur consapevoli di non aver espresso il nostro miglior basket, ma i due punti ci danno morale in vista della prossima gara”.
Palla a due alle ore 18.00 agli ordini dei signori Argenio di Mercogliano (Avellino) e Venga (Avellino) presso il PalaGreen di Agropoli (Via del Piaggese 31) con ingresso gratuito.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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