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Quasi 6 miliardi di euro, l'agroalimentare veneto si presenta a Fieragricola

1/02/2018

E’ sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente (+0,2%) il valore della produzione lorda agricola veneta nel 2017. Il risultato è stato condizionato dal meteo e favorevolmente dall’andamento dei prezzi. L’annata agraria ha penalizzato le coltivazioni erbacee (-5,7%) e legnose (-8,5%), mentre gli allevamenti hanno fatto segnare una variazione positiva (+7,7%). I dati presentati oggi da Veneto Agricoltura, presenti l’Assessore regionale, il Direttore Negro e il V.Presidente di VeronaFiere Valente.



“L’andamento climatico non è stato favorevole per l’agricoltura veneta nel 2017, ma alcuni settori hanno saputo reagire bene, grazie anche al Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 che finora ha impegnato 770 milioni di euro dei circa 1,2 miliardi a disposizione, ponendo così il Veneto in cima alla graduatoria europea delle Regioni che meglio hanno saputo impegnare le risorse a disposizione”. Lo ha ricordato oggi a Verona in Fieragricola l’Assessore regionale all’Agricoltura in occasione della presentazione dei primi dati sull’andamento del comparto agroalimentare regionale 2017 elaborati da Veneto Agricoltura. “La ‘grande’ Veneto Agricoltura – ha sottolineato l’Assessore ricordando il trasferimento all’Agenzia degli oltre 600 operai forestali che fino allo scorso 31 dicembre erano in carico alla stessa Regione Veneto -. Un’operazione, questa, che ha messo in sicurezza i lavoratori di un importante settore regionale”.

Da parte sua, il Direttore di Veneto Agricoltura, Alberto Negro, ha ribadito “il costante impegno dell’Agenzia a favore del settore primario veneto attraverso le tante iniziative e progetti in corso, il cui denominatore comune è quello di contribuire al rafforzamento dell’agricoltura veneta”.

All’iniziativa ha partecipato anche Claudio Valente, V.Presidente di VeronaFiere, che ha sottolineato l’importante rapporto di collaborazione con Veneto Agricoltura, peraltro socio della Fiera veronese.

Per quanto riguarda l’andamento del comparto agroalimentare regionale nel 2017, l’Agenzia ha presentato questa mattina presso lo stand della Regione i primi dati che indicano il valore complessivo della produzione lorda agricola veneta in 5,7 miliardi di euro, sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente (+0,2%). Inoltre, in linea con la tendenza nazionale, risultano essere in calo del -1% le imprese agricole iscritte alle Camere di Commercio, sceso nei primi nove mesi del 2017 a 63.885 unità rispetto al medesimo periodo del 2016. Ricordiamo che la flessione ha riguardato esclusivamente le ditte individuali (52.687 unità), scese dell’1,8% ma che costituiscono ancora l’82,5% del totale delle imprese agricole venete. In calo del -0,2% anche il numero di imprese del comparto alimentare veneto in controtendenza con l’andamento delle industrie alimentari italiane che segnano invece un +0,4%. Nei primi nove mesi del 2017 si evidenzia un lieve decremento degli occupati agricoli a livello regionale (-0,9%), rispetto allo stesso periodo del 2016, con gli occupati indipendenti che aumentano notevolmente (+21,9%) a scapito degli occupati dipendenti (-27,8%).

Relativamente al commercio con l’estero, il deficit della bilancia commerciale veneta è aumentato di circa il +70% rispetto allo stesso periodo del 2016: il saldo negativo è aumentato a circa 410 milioni di euro (nello stesso periodo del 2016 era di circa 240 milioni di euro), a causa di un incremento delle importazioni (5,2 miliardi, +7,9%), più che proporzionale a quello delle esportazioni, comunque in crescita a 4,8 miliardi (+4,7%).



Veniamo a singoli settori.

I tecnici di Veneto Agricoltura, per quanto riguarda i cereali e le colture industriali, hanno evidenziato quanto le condizioni climatiche invernali e primaverili, nella norma per questo settore, abbiano inciso positivamente sulla produttività dei frumenti che hanno visto incrementare le rese (+14% per il tenero e +18% per il duro) malgrado il calo consistente delle superfici dedicate (-8% il tenero, -20% il duro). Rese in aumento anche per orzo (+8%) e riso (+5%). Il mais ha invece risentito delle ondate di calore e della siccità che hanno danneggiato lo sviluppo vegetativo portando le rese (-14%) ad uno dei valori più bassi dell’ultimo decennio. Il contestuale calo della superficie ne ha determinato una flessione produttiva a 1,5 milioni di tonnellate (- 16,5%). Stesso problema per la soia che, a fronte di un aumento della superficie del 15%, la diminuzione delle rese del 23% ha portato la produzione a 404 mila tonnellate (-11%). In aumento invece la produzione della barbabietola da zucchero (+9%), che ha manifestato rese elevate ad ettaro (+12%) grazie al clima favorevole, e anche del tabacco (+13%). Continua la forte ripresa produttiva delle colture bioenergetiche: +21% per girasole e +49% per la colza grazie al raddoppio della superficie investita.

Le principali colture orticole hanno risentito dell’andamento climatico sfavorevole e hanno segnato rese negative con diminuzione della produzione per radicchio (119.500 t, -5%), lattuga (-16%) e fragola (-4%), in leggero aumento la patata (129.500 t, +1%). Le superfici investite a orticole sono aumentate a circa 27.600 ettari, in crescita dell’1% rispetto all’anno precedente. Si stima che le orticole in piena aria, che rappresentano il 75% degli ortaggi coltivati in Veneto, possano attestarsi su circa 20.500 ettari (+2%), in aumento le piante da tubero (3.100 ha, +5%), mentre si riducono le orticole in serra, stimate in circa 4.000 ettari (-6%).

Gelate tardive e siccità hanno avuto ripercussioni negative sulle frutticole, eccetto ciliegio, che hanno presentato cali nelle rese e nella produzione che vanno dal -6% delle mele (245.000 t), al -8% delle pesche (52.100 t) fino al -19% per le pere (73.300 t) e addirittura al -41% per l’actinidia (41.100 t), anche per via di una riacutizzazione delle note fitopatologie. Come detto, in aumento solo il raccolto di ciliegio (+23%), ma al di sotto dei normali standard produttivi della coltura. In questo caso il calo del prezzo del -19% e la mancanza di prospettiva economica hanno indotto molti agricoltori a non raccogliere gran parte della produzione. Il calo della produzione è stato compensato in parte da un aumento dei prezzi solo per mele e kiwi, rispettivamente del +15% e del +24%, mentre il prezzo di pere e pesche è calato dell’1,5% circa.

Annata tutto sommato buona per la vitivinicoltura, che ha subìto gli effetti di gelate primaverili e di una estate molto calda che hanno inficiato le rese ma non la qualità del prodotto finale. La produzione di uva è stimata in calo del -18,6%, raggiungendo gli 11 milioni di quintali per i quali si stima una quantità di vino ottenibile pari a 8 milioni di ettolitri, in calo del -21,5% rispetto al 2016. L’incremento del +5% della superficie a vigneto, aumento che per questo anno è dovuto al nuovo sistema di autorizzazione agli impianti e non più all’acquisizione di diritti d’impianto da fuori regione, porta la superficie vitata a 91.350 ettari.

I prezzi delle uve sono risultati in forte aumento (+22,6% in media), sospinti dalle diminuzione di prodotto disponibile e dall’andamento crescente delle esportazioni (+6,4% in valore nei primi 9 mesi del 2016).

Per quanto riguarda il settore zootecnico, la quantità di latte prodotta dovrebbe superare le 1,16 milioni di tonnellate su base annua, con un incremento produttivo intorno al +2,7% rispetto la 2016 e anche il prezzo ha invertito la tendenza con un aumento su base annua dell’11%. Timidi segnali di ripresa dei consumi interni (+0,7% in quantità e +1,5% in valore), confermato in Veneto da un incremento delle macellazioni del +3,8% e ad un aumento dei prezzi di circa il +3%. Per i suini, al calo produttivo nazionale vicino al -4% il dato veneto evidenzia una diminuzione del -1,3% compensato da un aumento del prezzo di circa il +15%. Il mercato è segnato da una forte contrazione delle importazioni del mercato cinese (-30%) solo in parte compensata da un certa ripresa dei consumi interni e dalle esportazioni verso altri paesi.

Nei primi 10 mesi del 2017 la produzione avicola si è leggermente contratta rispetto l’anno precedente (-0,4%) in numero di capi macellati cui ha fatto riscontro un prezzo di mercato in sostanziale aumento (+9,2%), ma non sufficiente a garantire la remuneratività delle imprese.

Continua la fase di calo della produzione della pesca marittima sbarcata nei mercati ittici regionali che segna un -9,8% rispetto all’anno precedente, mentre è in decisa ripresa il settore dei molluschi bivalvi di mare con un +21,4% rispetto al 2016. Sostanzialmente stabili flotta e imprese.

Il Report di Veneto Agricoltura può essere scaricato dal sito: www.venetoagricoltura.org


 

 

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NEWS BREVI
1/12/2021 Ultimo lotto Bradanica, domani alle 11.30 l’apertura al traffico

Come annunciato nei giorni scorsi verrà aperto domani, 2 dicembre, l’ultimo lotto “La Martella” della strada Statale “Bradanica”.
L’apertura al traffico è in programma alle ore 11.30 al km 135 lato La Martella.
Sarà presente l’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Donatella Merra.

28/11/2021 Poste Italiane: estesi orari apertura di tre uffici postali lucani

Poste Italiane comunica che a partire lunedì 29 novembre, gli Uffici Postali di Matera 5, Melfi e Moliterno saranno interessati da un potenziamento degli orari di apertura al pubblico.
In particolare, gli uffici postali di Melfi e Moliterno (PZ) saranno aperti dal lunedì al venerdì, dalle ore 8:20 – 19:05, il sabato dalle ore 8:20 alle 12:35. Matera 5 osserverà l’orario di apertura su 6 giorni lavorativi. Lun/ven 08:20 – 13:45, sabato  08:20 – 12:45.
Questi interventi confermano la vicinanza di Poste Italiane al territorio e alle sue comunità e la volontà di continuare a garantire un sostegno concreto all’intero territorio nazionale. Anche durante la pandemia, infatti, Poste Italiane ha assicurato con continuità l’erogazione dei servizi essenziali per andare incontro alle esigenze della clientela, tutelando sempre la salute dei propri lavoratori e dei cittadini.
L’Azienda coglie l’occasione per rinnovare l’invito ai cittadini a recarsi negli Uffici Postali nel rispetto delle norme sanitarie e di distanziamento vigenti, utilizzando, quando possibile, gli oltre 8.000 ATM Postamat disponibili su tutto il territorio nazionale e i canali di accesso da remoto ai servizi come le App “Ufficio Postale”, “BancoPosta”, “Postepay” e il sito www.poste.it. 

15/11/2021 Obbligo di catene o pneumatici da neve

E’ stata emessa questa mattina e trasmessa alla Prefettura ed a tutte le Forze dell’ordine, l’ordinanza firmata dal Dirigente dell’Ufficio Viabilità e Trasporti della Provincia, l’ing. Antonio Mancusi, con la quale si fa obbligo:“A tutti i conducenti di veicoli a motore, che dal 01 Dicembre 2021 fino al 31 Marzo 2022 transitano sulla rete viaria di competenza di questa Provincia di Potenza, di essere muniti di pneumatici invernali (da neve) conformi alle disposizioni della direttiva comunitaria 92/33 CEE recepita dal Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti 30/03/1994 e s.m.i. o a quelle dei Regolamenti in materia, ovvero di avere a bordo catene o altri mezzi antisdrucciolevoli omologati ed idonei ad essere prontamente utilizzati, ove necessario, sui veicoli sopraindicati.

Tale obbligo ha validità, anche al di fuori del pericolo previsto in concomitanza al verificarsi di precipitazioni nevose o formazione di ghiaccio”.





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