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Bolognetti: Sit-in fuori alla sede Rai di Potenza e disobbedienza civile

23/02/2026

Cento giorni, dico 100, di assordante e fin troppo eloquente silenzio da parte di quella “Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi”, alla quale pure ci eravamo e mi ero rivolto con fiducia per chiedere che intervenisse per garantire il rispetto dell’art. 294 del Codice Penale (Attentati contro i diritti politici del cittadino) e, più in generale, il rispetto di quel diritto umano alla conoscenza che rappresenta il sale di ogni vera, autentica democrazia, che altrimenti non è che un guscio vuoto e un paravento, dietro il quale si nascondono oligarchie e lobby occulte. Cento giorni di omertoso e assordante silenzio da parte innanzitutto della Presidente a 5 stelle, Barbara Floridia, che non ha ritenuto nemmeno per decenza e rispetto del suo ruolo di doverci dare uno straccio di risposta interlocutoria. Quale sia il rispetto di una importante istituzione, posta in difesa della democrazia e dell’einaudiano conoscere per deliberare, ciascuno potrà valutarlo, anche considerando il fatto che per vergognosi ricatti incrociati la sopra citata Commissione non si riunisce da oltre un anno. Intanto, in prossimità del voto referendario, il rispetto di quel pluralismo di cui in tanti si riempiono la bocca è andato a farsi benedire. Tra i tanti, incredibilmente, anche i giornalisti Rai che il 28 novembre scioperavano anche per una informazione libera e plurale. Verrebbe da ridere, se non ci fosse da piangere, al solo pensiero che la Rai, servizio pubblico, è impegnata a distribuire quotidianamente manganellate e olio di ricino e ad emulare non la Tv di un Paese democratico, ma la CCTV cinese o se volete l’Eiar del ventennio che fu. Invoca il pluralismo oggi, dopo decenni di lottizzazione, che hanno avvilito la funzione che la Rai dovrebbe esercitare e negato a buona parte dei giornalisti del sedicente servizio pubblico di svolgere al meglio la loro funzione. In questo scenario a dir poco avvilente, intanto, c’è chi in vista del voto referendario ne approfitta per diffondere su reti televisive pubbliche e private bugie senza che ci sia la possibilità di replicare. Una delle bugie più clamorose, al netto delle panzane del dr. Gratteri, è quella di chi afferma che votare No significa difendere la Costituzione. Ebbene, costoro mentono o per ignoranza o sapendo di mentire. Mentono perché non c’è nessun attacco alla magistratura (vedi incipit del nuovo art. 104 della Costituzione) e mentono perché sanno benissimo che questa riforma onora il Codice Vassalli e l’art. 111 della Costituzione. Mentono perché sanno benissimo, o dovrebbero saperlo, che l’art. 138 della Costituzione prevede che la Costituzione stessa possa essere modificata, eccezione fatta per i principi fondamentali e cioè i primi 12 articoli del Dettato costituzionale. Mentre il popolo italiano viene travolto da una marea di fake news, succede poi che un soggetto politico a tutto tondo venga letteralmente spazzato via dal dibattito in corso e il suo segretario venga confinato e silenziato. Non ci sto!!! Non posso accettare l’inganno, non posso accettare di assistere senza agire all’ennesima partita truccata, alle ennesime purghe e manganellate. Tacere significherebbe rendersi complici di mazzieri e bugiardi patentati. Non ci sto!!! Ed è per questo che dalle ore 23.59 del 21 febbraio ho deciso di tornare a nutrire il mio Satyagraha attraverso il digiuno (assunzione di sola acqua), ma visto il contesto ritengo che la lotta e il dialogo nonviolento vadano ulteriormente rafforzati e quindi dalle 23.59 del 23 febbraio alternerò un giorno di digiuno (sola acqua) a un giorno di sciopero della sete (niente acqua e ovviamente niente cibo). Questo è quanto devo a me stesso, alla mia coscienza e ai miei interlocutori che non ritengo certo nemici. Inoltre, mercoledì 25 aprile, a partire dalle ore 10.30, terrò un sit-in e un'azione di disobbedienza civile fuori alla sede Rai di Potenza. La manifestazione sì intitolerà Scope-Rai. Nell’affermare che non escludo di passare nuovamente ad uno sciopero della sete ad oltranza, chiudo citando di nuovo e ancora Leonardo Sciascia: “Anche se la giustizia non è nel mondo, è nei nostri cuori. Si deve fare quel che si reputa giusto, non perché la giustizia avrà successo, ma perché l’ingiustizia è per noi ripugnante: consentire a quel che si reputa ingiusto è degradarci ai nostri propri occhi".


Di Maurizio Bolognetti, segretario di Radicali Lucani, già membro del Consiglio Nazionale dei Club Pannella, iscritto all’Odg e alla Fnsi.



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