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La voce della Politica
| Amministrative San Costantino: incontro con il candidato Abitante |
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21/04/2012 | Giuseppe Abitante, 45 anni, geometra, da un anno assunto all’Acquedotto Lucano, è il candidato sindaco della lista civica “San Costantino Libera”. Ci accoglie nel suo studio con un sorriso garbato, misurato, una camicia rosa sotto un pullover e tante pratiche che riempiono la stanza; sul desktop del computer intravediamo la foto dei figli. Ci fa accomodare, chiedendoci un attimo di pazienza, il tempo di spegnere il fotocopiatore. E’ domenica, si… ma lui lavora lo stesso: “Ho del lavoro da finire”, ci dice. Subito dopo aggiunge che si può concedere al nostro taccuino sino a una certa ora, poi c’è la Messa. Il fotocopiatore è spento, si siede, ci troviamo uno davanti all’altro, e inizia a parlare della vita privata, mentre ne parla gli occhi si illuminano. Parla dell’azienda agricola, condotta dalla moglie, dei tre figli, del ciliegeto, dei capi di bestiame. Poi ci racconta della passione per l’apicoltura, lo sci, le lunghe camminate, e via via sino ad arrivare alle sue esperienze politiche, come segretario della Margherita, un incarico che lo porta diritto diritto alla candidatura a sindaco nel ’94, ma con poca fortuna, in quell’occasione l’avversario, Sandro Berardone, ebbe la meglio.
Qualcuno l’accusa d’aver spaccato il Pd, perché ne è uscito?
“Non sono uscito dal Pd, non sono stato d’accordo con la linea condotta da Berardone e Cantisani sulla formazione della lista, hanno praticamente imposto sia il capolista che i candidati al consiglio, praticamente su questi due punti non c’è stata discussione. Alla riunione decisiva sono arrivati già col “piattino pronto”.
La sua lista nasce solo per divergenze interne, dunque?
“No! La lista nasce per dare speranza al nostro paese, nasce per portare avanti una politica dei fatti, che metta al centro la persona, i valori, nasce per andare oltre lo status quo imposto oramai da diciotto anni sia dalle amministrazioni a guida Berardone che da quelle a guida Cantisani, amministrazioni segnate dall’ordinaria amministrazione e non da una programmazione in grado di dare sviluppo al paese”.
In caso di vittoria come saranno i suoi primi cento giorni?
“L’impegno sarà rivolto al mondo giovanile, all’occupazione, ai più deboli, cercherò di fermare l’emorragia di giovani che lasciano il territorio. L’impegno sarà quotidiano e mirato a creare nuove attività. Il programma che presentiamo, del resto, è ben articolato e guarda a una nuova fase di crescita sociale, culturale ed economica”.
Ci fa qualche esempio?
“Mah… lo sviluppo turistico sarà centrale: più posti letto, un pacchetto di servizi capaci di far fermare almeno per una settimana le persone, le famiglie che ci vengono a trovare, valorizzeremo il “Volo dell’Aquila”, un macro attrattore voluto dalla Regione, e poi puntare su progetti come il “Borgo Albergo”, la valorizzazione del nostro territorio, del centro storico, e poi tanto altro, come l’impegno per le politiche sociali: gli anziani, i minori, i disabili. Abbiamo tante idee e tanti progetti sulla gestione dell’ambiente, della sanità, dei lavori pubblici, sulla cultura e sulle politiche agricole. Il nostro cammino sarà all’insegna dell’onestà, della trasparenza amministrativa e soprattutto nell’interesse della collettività”.
Vincenzo Diego |
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