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''Venosa-Basilicata: un’azione istituzionale coordinata per l’abrogazione della norma sui vitalizi''

31/01/2026

La mozione che il Consiglio comunale di Venosa si appresta a discutere rappresenta un atto di responsabilità istituzionale che assume valore paradigmatico nella battaglia politica condotta con determinazione in Consiglio regionale dalle forze di opposizione. Non si tratta di un’iniziativa meramente simbolica, ma di una scelta politica inequivocabile che nasce dalla medesima lettura critica di quanto accaduto il 18 dicembre scorso, quando la maggioranza regionale ha perpetrato un’operazione politicamente inaccettabile: l’approvazione degli articoli 16 e 17 del Collegato alla legge di stabilità regionale 2025, sottratti deliberatamente al preventivo esame nelle commissioni consiliari competenti, in spregio alle più elementari regole di trasparenza democratica.
Quella norma ha prodotto una grave frattura nel rapporto tra istituzioni e comunità. Ha riaperto una stagione che la coscienza civica lucana credeva definitivamente archiviata, tentando di reintrodurre condizioni di privilegio per la classe politica regionale proprio nel momento storico in cui le e i cittadini lucani affrontano difficoltà economiche crescenti, subiscono uno spopolamento inarrestabile e assistono impotenti alla progressiva erosione dei servizi essenziali, a partire da quelli sanitari. La retroattività del beneficio dalla X legislatura e l’utilizzo strumentale e distorto del fondo istituito nel 2017 rende la disposizione inaccettabile: nel metodo, sotterraneo e frettoloso e nel merito, iniquo e anacronistico.
Per questo le forze di opposizione in Consiglio regionale hanno depositato una proposta di legge per l’abrogazione totale degli articoli 16 e 17. Ad oggi, la cancellazione della norma può ristabilire l’equilibrio istituzionale violato, restituire sobrietà politica a una maggioranza che l’ha smarrita e ricostruire quella fiducia nelle istituzioni che provvedimenti di questo genere rischiano di dissolvere.
L’annuncio di un generico e tardivo passo indietro da parte del Presidente della Regione, rimasto lettera morta in assenza di qualsiasi atto formale conseguente, dimostra plasticamente l’inadeguatezza politica della maggioranza nel cogliere la gravità della situazione che essa stessa ha determinato. Il tempo che trascorre senza interventi concreti e risolutivi non costituisce una dilazione tecnica, ma un tentativo malcelato di consolidare una disposizione profondamente sbagliata, sperando nell’oblio dell’indignazione popolare.
La mozione presentata a Venosa esprime formale e netta contrarietà alla norma sui vitalizi, giudica radicalmente insufficienti gli annunci privi di conseguenze concrete e manifesta pieno e convinto sostegno alla proposta di legge di abrogazione integrale. I Consigli comunali non sono e non possono essere spettatori passivi delle scelte regionali, tanto più quando queste ledono principi fondamentali di giustizia sociale ed equità. Sono, al contrario, il presidio più prossimo alle comunità, il luogo dove le istanze autentiche dei territori acquisiscono voce politica e forza istituzionale. Quando una decisione regionale produce un danno evidente e documentabile sul piano della fiducia democratica e della coesione sociale, non solo è legittimo ma è doveroso che le istituzioni locali prendano posizione in modo chiaro e pubblico.
Questa iniziativa afferma un principio ineludibile e non negoziabile: la politica non può chiedere sacrifici ai cittadini e, contemporaneamente, ricostruire privilegi per sé stessa. La sobrietà istituzionale e l’equità sociale non sono slogan da campagna elettorale, ma criteri concreti e vincolanti di azione pubblica, parametri sui quali misurare la credibilità di chi governa. Una classe dirigente che non li rispetta rischia di perdere ogni legittimazione morale prima ancora che politica.
La battaglia per l’abrogazione della norma sui vitalizi proseguirà con determinazione su più livelli istituzionali, attraverso tutti gli strumenti democratici disponibili. Non ci accontenteremo di aggiustamenti cosmetici, non arretreremo di fronte a tattiche dilatorie. La posta in gioco è troppo alta: si tratta della credibilità stessa delle istituzioni democratiche regionali.

Marianna Iovanni, consigliera comunale (Venosa: futuro è impegno comune)

Alessia Araneo, consigliera regionale (M5s Basilicata)



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