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La voce della Politica
| Lomuti M5S. Vertenze PMC, Tiberina e Brose: lavoro, produzione e dignità non sono negoziabili |
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22/01/2026 | Ho seguito con grande attenzione il tavolo ministeriale su PMC e continuo a seguire passo
dopo passo le vertenze che riguardano l’area industriale di Melfi, a partire da PMC, Tiberina
e Brose, fino al mondo della logistica e a tutto l’indotto che ruota attorno alla filiera
automotive.
Parliamo di aziende e, soprattutto, di lavoratori che rappresentano un patrimonio industriale
e umano costruito in oltre trent’anni di attività produttiva. Questo patrimonio non può essere
sacrificato.
La strada giusta è una sola: mantenere i livelli produttivi e occupazionali. Tutto il resto –
rinvii, soluzioni tampone, gestione puramente assistenziale delle crisi – non è accettabile.
Qui non siamo di fronte a manodopera “sostituibile”
, ma a un corpo di lavoratori altamente
qualificati, con competenze industriali specifiche, che hanno contribuito in modo
determinante alla storia produttiva di questo territorio, dell’intera filiera automotive e dei
servizi logistici connessi.
Dal tavolo è emersa anche l’esistenza di un soggetto industriale interessato, il cui nome non
è stato ancora dichiarato, che ha manifestato disponibilità a rilevare l’impianto e a garantire
continuità occupazionale. È un fatto positivo e importante, che va riconosciuto come tale.
Ma voglio essere altrettanto chiaro: senza tempi certi e verificabili, anche questa possibilità
rischia di restare sospesa. In queste vertenze il fattore tempo è decisivo, e non può essere
lasciato all’indeterminatezza.
C’è poi un punto che considero non negoziabile e che richiede risposte immediate: gli
ammortizzatori sociali. Non possiamo permetterci che lavoratrici e lavoratori restino senza
reddito o ostaggio di ritardi burocratici mentre si discute del loro futuro. Gli strumenti di
sostegno al reddito devono funzionare, essere garantiti e resi continui. Senza questo,
qualunque percorso di reindustrializzazione diventa socialmente insostenibile, soprattutto in
un’area già segnata da più vertenze contemporanee.
Lo dico con chiarezza: non è accettabile che errori procedurali o incertezze amministrative
ricadano sulle spalle degli operai. Il tempo delle famiglie non è il tempo della burocrazia. Il
reddito non può essere una variabile accessoria.
Per questo continuerò a incalzare il Governo e i Ministeri competenti, in Parlamento e fuori,
affinché:
si garantiscano immediatamente gli ammortizzatori sociali;
si chiariscano e si rimuovano gli ostacoli normativi che impediscono una gestione
ordinata delle crisi;
si lavori a una vera soluzione industriale, con tempi certi, capace di salvare lavoro e
produzione a Melfi, nell’indotto e nel comparto logistico collegato.
PMC, Tiberina e Brose non sono vertenze isolate. Insieme alla logistica e all’indotto
rappresentano una questione industriale complessiva. Sono il simbolo di una scelta che il
Paese deve fare: difendere il lavoro industriale oppure accettarne il lento smantellamento.
Noi abbiamo scelto da che parte stare. E continueremo a farlo, senza ambiguità.
On. Arnaldo Lomuti
coordinatore M5S Basilicata |
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