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La voce della Politica
| Non-oil e compensazioni ambientali, conferenza stampa di Bcc |
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25/11/2025 | Si è svolta questa mattina presso il palazzo del Consiglio regionale la conferenza stampa di Basilicata Casa Comune con il vicepresidente del Consiglio Angelo Chiorazzo e il capogruppo Giovanni Vizziello, presenti in sala anche i consiglieri regionali Bochicchio, Cifarelli e Marrese, esponenti del mondo sindacale e di varie forze politiche. Al centro dell’incontro lo stato di attuazione dei progetti non oil e l’uso di oltre 310 milioni di euro di compensazioni ambientali previste tra il 2019 e il 2030, risorse che – denunciano – “restano largamente inutilizzate o dirottate per coprire, ad esempio, i disavanzi sanitari”. Basilicata Casa Comune ha presentato sei nuove interrogazioni e ha ricordato quella già depositata a settembre, ancora senza risposta, sullo stato di avanzamento dei progetti non-oil. Vizziello ha aperto i lavori richiamando anche il tema delle royalties e definendo il Governo regionale “campione mondiale di mistificazione”. Ha ricordato che “480 milioni sono arrivati negli ultimi tre anni dall’accordo sul gas, 310 milioni sono le compensazioni ambientali dei prossimi dieci anni, e da trent’anni le royalties garantiscono 80–100 milioni di euro l’anno”: una quantità di risorse che rende la Basilicata un unicum in Italia, “ma usate in modo assistenzialistico e non per far crescere la Regione”. Secondo Vizziello, enti come Apibas e Acquedotto Lucano assorbono fondi senza produrre servizi adeguati, mentre i progetti di innovazione, digitalizzazione e transizione energetica restano fermi. Denuncia che la forestazione brucia 50 milioni l’anno senza creare stabilità per i lavoratori e che sull’Università non è stata costruita alcuna attrattività, tanto che “il 75% dei diplomati lucani va fuori Regione”. La Basilicata, aggiunge, è in recessione: “tra il 2019 e il 2023 l’Italia è cresciuta ma noi siamo arretrati. Mentre nel Sud si muovono investimenti strategici, in Basilicata si continua a usare persino il petcoke, con le conseguenze ambientali note”. Vizziello richiama inoltre le trasformazioni energetiche in corso e anticipa alcune proposte innovative, programmi su acqua e biometano e iniziative di rigenerazione urbana, chiedendo che tutte le scelte future siano improntate alla massima trasparenza e alla costruzione di una strategia unitaria.
Chiorazzo ribadisce che "il problema non è la mancanza di fondi, ma l’assenza di programmazione. In Basilicata arriva una montagna di soldi, ma non si creano posti di lavoro”. Ricorda che molti progetti pur avviati restano fermi. A suo giudizio, le risorse non sono state indirizzate verso innovazione, efficientamento della rete idrica o sviluppo delle rinnovabili, e ogni ritardo finisce per tradursi in spreco di denaro pubblico. Chiorazzo denuncia anche che i 50 milioni destinati al rafforzamento della sanità territoriale sono stati usati per coprire il disavanzo sanitario, “un uso improprio che grida vendetta, soprattutto in una Regione in cui mancano medici di base persino nei centri principali". Richiama poi i 54,2 milioni per gli impianti fotovoltaici destinati a ridurre i costi energetici di Acquedotto Lucano: tre impianti da 49 MW avrebbero dovuto essere pronti entro gennaio, ma “non è stata individuata nemmeno un’area e non è stato aperto un solo cantiere”. Ritardi che faranno aumentare le spese, senza alcun beneficio sulla tariffa idrica. Criticità analoghe vengono segnalate sul fronte Total Tempa Rossa: “esistono tavoli, esistono fondi, ma non esistono relazioni, rendiconti sui progetti in corso di definizione”. Emblematico, afferma, il caso del centro di eccellenza per i droni, annunciato da sei anni, con fondi raddoppiati da 3 a 6 milioni ma “senza cantiere, senza assunzioni”. Un fallimento che si ripete in diverse aree, come nel caso del progetto di sviluppo a Stigliano, dove “non è stata posata nemmeno una pietra”. Solo un terzo delle risorse disponibili risulta utilizzato, e spesso per coprire spese sanitarie anziché investimenti produttivi. Mancano programmazione, visione e trasparenza: “I tavoli tecnici delle compensazioni dovrebbero pubblicare annualmente rendiconti e avanzamenti, ma non c’è nulla”. L’opposizione – spiega Chiorazzo – ha già chiesto Consigli straordinari sulla crisi idrica, su quella industriale e ora sul distretto del salotto che vede a rischio 1.700 posti di lavoro. “La Basilicata ha risorse sufficienti, manca la capacità di trasformarle in sviluppo e servizi concreti”. Chiorazzo rileva infine che, nonostante quasi 300 milioni disponibili per le compensazioni ambientali la Regione rischia di perdere una vera transizione energetica: “Queste risorse non dovevano servire a coprire buchi della sanità, ma a costruire innovazione e sostenibilità”. I 145 milioni residui previsti provenienti dagli accordi con le compagnie petrolifere per i prossimi cinque anni vanno indirizzati “a investimenti strategici e non all’assistenzialismo”. Richiama come esempio virtuoso da seguire l’ENI Community Campus di Milano, un hub tecnologico alimentato da rinnovabili e propone di replicare la realizzazione di un data center ENi in Basilicata. Inoltre altre proposte indirizzate a rafforzare la filiera regionale dei biocarburanti, completando la catena produttiva dell’Agri Hub Basilicata e utilizzando siti industriali esistenti come Ferrandina e Venosa, coinvolgendo Eni, Total e l’Università della Basilicata, che oggi è “del tutto fuori partita”; promuovere Comunità Energetiche Rinnovabili e progetti agrivoltaici nei comuni produttori di idrocarburi e nelle aree industriali della Basilicata; Potenziare il nascente Centro Droni Total di Stigliano trasformandolo in hub interregionale dell’aerospazio, con programmi di formazione e partnership con Leonardo S.p.A. e ENAV.
Alla vigilia della futura trattativa sulla concessione Val d’Agri, Chiorazzo chiede di avviare subito una discussione seria sugli impegni da far assumere alle compagnie petrolifere in termini di ricerca, formazione e nuove tecnologie. Basilicata casa Comune ha elaborato alcune prospettive e proposte necessarie al territorio per agganciare la crescita e lo sviluppo in una fase che resta complicata anche “a causa dell’assenza di visione del centrodestra”.
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