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Violenza su donne con disabilità, Padula: Realtà ancora invisibile

25/11/2025

La Garante per le persone con disabilità in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne: necessario attivare un confronto costante con i centri antiviolenza, con i servizi territoriali e con le istituzioni competenti per garantire protocolli realmente inclusivi

“La violenza sulle donne con disabilità continua a essere una realtà sommersa, difficile da riconoscere e ancor più difficile da intercettare. È un fenomeno che le istituzioni non possono più permettersi di ignorare”. A dichiararlo è Marika Padula, Garante per le persone con disabilità della Regione Basilicata, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Padula evidenzia come le donne con disabilità siano spesso esposte “a forme di abuso che si consumano nelle relazioni familiari, nei contesti assistenziali o in situazioni di dipendenza che rendono complesso denunciare o anche soltanto chiedere aiuto. Molte donne – afferma – non dispongono degli strumenti necessari per riconoscere la violenza o per comunicarla. Altre non trovano servizi adeguati o pienamente accessibili. Il risultato è un silenzio che finisce per proteggere chi compie violenza e non chi la subisce”.

Secondo la Garante “è indispensabile che la risposta delle istituzioni diventi più strutturata e lungimirante. Occorre una formazione specifica rivolta al personale sanitario, sociale ed educativo e alle forze dell’ordine, affinché chi accoglie una donna in condizione di fragilità sia preparato a leggere i segnali e ad agire con competenza. È necessario rendere realmente accessibili gli sportelli antiviolenza, anche dal punto di vista comunicativo, e predisporre procedure di denuncia semplici, inclusive e fruibili da tutte. Va inoltre riservata una maggiore attenzione ai contesti familiari e residenziali, nei quali troppo spesso la violenza si consuma lontano da sguardi esterni. Allo stesso tempo, bisogna promuovere percorsi di autonomia ed empowerment, fondamentali per ridurre la dipendenza e aumentare la capacità di autodeterminazione.”

Padula annuncia anche “ciò che intende realizzare concretamente durante il suo mandato in Basilicata. Il mio impegno – spiega – sarà quello di attivare un confronto costante con i centri antiviolenza, con i servizi territoriali e con le istituzioni competenti per garantire protocolli realmente inclusivi. Intendo favorire la nascita di percorsi formativi specialistici dedicati alla disabilità, promuovere la creazione di sportelli accessibili e vigilare affinché ogni struttura pubblica o accreditata adotti procedure idonee all’accoglienza delle donne con disabilità vittime di violenza. Lavorerò inoltre per avviare una mappatura regionale dei bisogni e delle fragilità, così da individuare eventuali criticità e proporre soluzioni concrete. La mia funzione – aggiunge – sarà anche quella di facilitare l’ascolto diretto delle donne, affinché la Basilicata possa diventare un territorio in cui nessuna resti invisibile”.

Padula richiama infine “l’importanza di diffondere una cultura dell’affettività e della sessualità come dimensioni positive della vita delle persone con disabilità. Parlare liberamente di relazioni, rispetto e consapevolezza – sostiene – è una forma di prevenzione. Aiuta a distinguere ciò che è amore da ciò che non lo è, a riconoscere comportamenti sbagliati e a chiedere aiuto senza paura”.

“La violenza sulle donne con disabilità non è un episodio isolato – conclude la Garante –, ma una realtà radicata che richiede coraggio, competenza e responsabilità. Il nostro compito è dare voce a chi ne ha meno, rendere visibile ciò che resta nascosto e costruire strumenti di protezione reali e accessibili a tutte. Ogni donna ha diritto a una vita libera, sicura e piena”.



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