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Sciopero lavoratori sanità privata

21/05/2025

Domani giovedì 22 maggio le lavoratrici e i lavoratori della sanità privata e delle RSA scioperano in tutta Italia per ottenere il rinnovo del contratto nazionale della sanità privata Aiop e Aris, bloccato da 6 anni e per il contratto unico delle RSA fermo da 13 anni. Lo sciopero è stato proclamato da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl a seguito del fallimento del tentativo di conciliazione presso il ministero del Lavoro e dopo mesi di rinvii e silenzi inaccettabili.



Sono oltre duecentomila in Italia i lavoratori cui vengono applicati i contratti Aris e Aiop Sanità privata e rsa, seicento in Basilicata, operanti presso Universo Salute – Opera Don Uva, la Fondazione Don Gnocchi di Acerenza e Tricarico e i Padri Trinitari di Venosa e Bernalda. Lavoratori che svolgono un servizio pubblico garantendo il diritto alla salute e che chiedono l’applicazione del giusto contratto e l’equiparazione del lavoro privato in sanità alla sanità pubblica.

Le trattative per il contratto unico per i lavoratori che operano nelle RSA si dovevano inderogabilmente avviare a far data dal 1 gennaio 2024 e ad oggi sono praticamente ferme, perché AIOP e ARIS hanno deciso, con un modus operandi che sa di ricatto, che non si siederanno al tavolo negoziale se prima non avranno certezza del reperimento dell’intera copertura del costo contrattuale da parte del Governo e delle Regioni. Analoga situazione si sta verificando nella sanità privata, dove si pensava di aver definito una volta per tutte con il CCNL stipulato nel 2020, dopo 14 anni di attesa, l’utilità di mettere sullo stesso piano i lavoratori della sanità privata con quelli della sanità pubblica, garantendo loro parità di trattamento (a pari mansioni devono corrispondere pari retribuzioni), in modo da evitare la costante fuoriuscita del personale dal comparto privato verso quello pubblico, ma evidentemente questo intendimento è valso solo per il tempo necessario a superare la grave crisi scaturita dall’emergenza pandemica, visto che ora si torna a negare il diritto al rinnovo del CCNL

Pertanto domani le lavoratrici e i lavoratori, sfiancati da un’attesa che sta mettendo a dura prova i due comparti e che grava pesantemente sui loro bilanci familiari, anche a causa dell’alto tasso di inflazione registrato in questi ultimi anni che ha eroso significativamente il potere d’acquisto, saranno in presidio dalle 9,30 alle 12 davanti alla sede della Regione Basilicata, in viale Verrastro, a Potenza.



La scelta di manifestare sotto la Regione Basilicata ha la duplice valenza di chiedere alla Regione di sensibilizzare Aris e Aiop locali sulla vertenza nazionale, sui diritti e le richieste dei lavoratori che svolgono servizi pubblici essenziali, garantendo con professionalità cure e assistenza ai più fragili,, ma anche quella di rilanciare le irrisolte problematiche prettamente regionali in un settore strategico, quale quello assistenziale e riabilitativo che impatta sul diritto alla salute dei lucani, dall’applicazione del giusto contratto al rinnovo delle tariffe, ferme al 2009.



Perché all’assurda pretesa di Aiop e Aris di vincolare il negoziato alla copertura integrale dei costi da parte del Governo e delle Regioni, non registriamo che un assordante silenzio delle istituzioni, che potrebbero e dovrebbero, a nostro avviso, anche rivedere i requisiti di accreditamento per chi non applica i giusti contratti e non rispetta i diritti dei lavoratori che passano anche dai rinnovi contrattuali.

In questo contesto, è amaro constatare anche che Aiop non ascolterà le richieste che verranno avanzate nelle centinaia di manifestazioni organizzate in tutta Italia in occasione dello sciopero perché ha scelto di svolgere, in piena coincidenza con lo sciopero nazionale del 22 maggio, la propria assemblea generale ad Atene, dimostrando ancora una volta scarso interesse nei confronti delle condizioni reali delle lavoratrici e dei lavoratori.



Dopo lo sciopero la mobilitazione continuerà con assemblee nei luoghi di lavoro, presìdi e richieste agli Ispettorati Territoriali del Lavoro affinché si verifichi che le strutture accreditate rispettino i contratti collettivi, le condizioni di lavoro e i requisiti professionali del personale. Difendere chi lavora significa difendere anche la qualità dei servizi sanitari e socio-assistenziali offerti ai cittadini.


I segretari generali

Fp Cgil - Cisl Fp - Uil Fpl

Giuliana Scarano - Pino Bollettino - Antonio Guglielmi



archivio

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