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La voce della Politica
| UILA Basilicata su smembramento della squadra SAAAP a Nemoli |
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22/08/2024 | Il Segretario Regionale Uila-Basilicata, Gerardo Nardiello, denuncia la decisione di smembrare la squadra SAAAP di Nemoli senza consultare le organizzazioni sindacali, definendo la scelta incomprensibile e dannosa per il territorio. Critica il trattamento diseguale delle maestranze, che ricevono stipendi da due dipartimenti diversi, e lamenta la mancanza di dialogo con le istituzioni regionali. Nardiello chiede rispetto per i lavoratori e un confronto serio con la politica per migliorare la gestione della forestazione in Basilicata.
Di seguito la nota stampa UILA Basilicata.
I lavoratori e lavoratrici SAAAP non sono dei pacchi postali e ogni provvedimento, non solo dovrebbe essere ponderato, ma anche soppesato attentamente. A Nemoli, la scelta di smembrare una squadra - dalla sera alla mattina - rientra tra quelle decisioni all’apparenza senza alcun senso. La stessa comunità nemolese riconosce, nel lavoro delle maestranze SAAAP, un risvolto positivo per l’intero territorio. E non si comprende questo continuo ostracismo nei confronti delle Organizzazioni Sindacali: non siamo stati interpellati in merito alle contingenze sui cantieri, non siamo stati messi nelle condizioni di rappresentare dignitosamente le platee SAAAP e forestali e le nostre proposte non trovano alcun riscontro. Perché di proposte per armonizzare gli interventi, rendere la forestazione produttiva ed economicamente vantaggiosa per la nostra regione, approntare un turnover strutturato con l’ingresso di professionalità valide, ne abbiamo formulate abbondantemente. Francamente è incomprensibile l’atteggiamento spigoloso, da definire quasi capzioso, delle istituzioni regionali che non hanno compreso quanto la forestazione sia centrale nelle politiche di sviluppo della Basilicata. E le ultime polemiche sulla disgregazione della squadra SAAAP di Nemoli sono solo la punta dell’iceberg di una tematica che si trascina stancamente ormai da anni. Il vero interrogativo che si dovrebbe porre la classe dirigente di questa Regione è un altro, ovvero il motivo per cui le platee SAAAP e della forestazione rispondono a due assessorati differenti. Dalla querelle che tutti abbiamo letto sui giornali, è sobbalzato agli occhi dei più attenti la disparità di trattamento in merito alla tempistica delle retribuzioni: mentre una platea ha già percepito lo stipendio, l’altra attende speranzosa e un tantino irritata. Siamo davvero al paradosso: due platee che svolgono le stesse mansioni e sono coordinate da un unico ente, devono vivere con il patema d’animo per vedersi accreditato lo stipendio da due dipartimenti regionali diversi. Praticamente si campa alla giornata e le maestranze pare aspettino la grazia dopo aver svolto le loro mansioni sotto un sole opprimente. Le lavoratrici e i lavoratori non intendono più tollerare atteggiamenti supponenti e talvolta arroganti di un sistema che fa la voce grossa con i più deboli e quotidianamente mina le relazioni sindacali non coinvolgendole nei processi decisionali e organizzativi. I Sindacati non pretendono tappeti rossi e guardie d’onore all’ingresso dei dipartimenti, ma esigono rispetto. Ed esigono rispetto per i lavoratori e le lavoratrici che ingoiano rospi quotidianamente, assistono a una differenza di trattamento retributivo quando il caldo imperversa e non possono presidiare i cantieri, vengono dislocati sul territorio a seconda della volontà di un “Grande Fratello” onnisciente, come se fossero dei pedoni di una scacchiera tutta da decriptare. La forestazione è argomento serio e vorremmo discuterne proprio con la Politica, quella con la P maiuscola, quella che non si abbandona ai proclami da campagna elettorale per poi dimenticare ogni singola parola proferita dal palco e i sui social. Vorremmo interfacciarci con chi ha a cuore la sorte delle maestranze SAAAP e della forestazione, senza infingimenti, a viso aperto, con il coraggio di chi ha qualcosa da proporre per mettere ordine in un comparto da sempre considerato dai poco lungimiranti un fastidio e non una risorsa. Vorremmo una classe dirigente davvero attenta, capace di ascoltare, comprensiva e propositiva. “Vorrei ma non posso” recita una famosa canzone, e sul “non posso” ci sarebbe tanto da ragionare, se solo la politica ci offrisse la possibilità di poter interloquire.
Il Segretario Regionale Uila-Basilicata
Gerardo Nardiello
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