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28 Aprile, Giornata Mondiale delle vittime dell'amianto

27/04/2022

A trent'anni dalla L. 257/1992 che ha previsto la cessazione dell’impiego dell’amianto sull’intero territorio nazionale, oggi il tema degli effetti sulla salute dell’inalazione di fibre aerodisperse e della prevenzione dei rischi è ancora al centro dell’attenzione della comunità scientifica, dell’opinione pubblica e delle autorità. E non potrebbe essere altrimenti visti i 3,7 milioni di tonnellate di amianto grezzo prodotte in Italia tra il 1945 e il 1992 e 1,9 milioni di tonnellate importate nello stesso periodo.
Numeri e quantità che si traducono, a distanza di 30 anni, come riportato nell'ultimo rapporto del Registro Nazionale dei Mesoteliomi (ReNaM), in 31.572 casi di mesotelioma diagnosticati dal 1993 al 2018, di cui il 93,2% dei casi a carico della pleura e il 6,3% peritoneali.
Tutto ciò conferma la necessità improrogabile per il nostro Paese di agire attraverso una concreta azione di risanamento e bonifica del territorio, che passa attraverso la rimozione dell’amianto dei numerosi siti industriali, edifici pubblici e privati che ci circondano quotidianamente e che ci rendono ancora oggi inconsapevolmente esposti alla fibra killer.
In particolare, l’amianto è presente in edilizia sia nella forma compatta (onduline per le coperture dei tetti, cassoni dell’acqua, canne fumarie, “linoleum”, ecc.) che nella forma friabile (tessuto o spruzzato nei rivestimenti isolanti di tubazioni, caldaie, controsoffitti, etc.), mettendo in grave pericolo la salute dei cittadini.
Benché la Regione Basilicata abbia approvato il Piano regionale amianto nel 2016 (con indicazione della data di completa rimozione sul proprio territorio al 2099), non esistono dati certi sulla quantità e sulla tipologia di manufatti in cemento amianto presenti negli edifici pubblici e privati dei centri urbani e ciò rende del tutto vana la progettazione di interventi di prevenzione mirati ed efficaci per rimuovere il rischio di inquinamento determinato da questa pericolosa fibra. Nello stesso tempo manca un'adeguata informazione sulla corretta gestione in sicurezza di suddetti manufatti.
Sulla base di queste considerazioni, Legambiente Basilicata, ONA (Osservatorio Nazionale Amianto) e ASSA Group (azienda italiana leader nella bonifica dell'amianto), in occasione della Giornata Mondiale delle vittime dell'amianto, che viene celebrata il 28 aprile, hanno deciso di lanciare insieme una campagna di informazione e sensibilizzazione sull'amianto rivolta ai Comuni della Basilicata. Una campagna finalizzata anche a mappare ed eventualmente attestare il risanamento delle strutture comunali pubbliche tramite l’unica certificazione ufficiale rilasciata dall’Osservatorio Nazionale Amianto. Una certificazione che permetterà alle amministrazioni comunali di fornire ai propri cittadini un maggiore senso di tranquillità che, ad oggi, manca rispetto ad un'emergenza reale.
Gli obiettivi della campagna sono:
1. aumentare la consapevolezza sul fenomeno e le conoscenze circa gli strumenti per ridurre e prevenire i rischi dall’inquinamento da fibre d’amianto;
2.agire operativamente su strutture contenenti amianto, renderle accessibili e sicure.
Queste serie di operazioni saranno necessarie per portare i comuni ad essere AMIANTO FREE tramite la certificazione ufficiale rilasciata da ONA (Osservatorio Nazionale Amianto).



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