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La voce della Politica
| ''Su Pnrr? Servono scelte lungimiranti'' |
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29/03/2022 | Parla Pietro Gulmì, già sindaco di Cersosimo e ancora protagonista nelle dinamiche politiche e sociali.
Il Recovery Fund, il PNNR dovrebbero scrivere nuove pagine socio-economiche del nostro Paese, della nostra Regione, dei territori, secondo lei si sta facendo? “Bisogna assolutamente farlo, per certi versi siamo in ritardo, ma non si è neppure capito che bisogna investire su asset strategici e andare anche oltre i piani regionali, ma il freno continua ad essere la burocrazia e la mancanza di una visione, questioni che vanno dibattute e superate al più presto”.
Dunque siamo in ritardo, rischiamo di sprecare un’altra opportunità?
“Servono scelte lungimiranti per un destino comune, politiche comuni, servizi e opportunità capaci di portarci nei mercati e nelle aree che contano. Tanti i temi che potremmo sviluppare in questa fase storica: il trasporto, l’ambiente, l’agricoltura, digitalizzazione, innovazione tecnologica, competitività, cultura e turismo, rivoluzione verde e transizione ecologica, migliori infrastrutture per una mobilità sostenibile, istruzione e ricerca, inclusione e coesione, salute e altro ancora”.
In particolare concentrarsi su cosa?
“Aree “tematiche”fondamentali, su quello che ho detto prima, temi importanti, essenziali per i nostri territori”.
Qualche esempio?
“L’aeroporto a Pisticci potrebbe essere utile al turismo e al commercio, una ferrovia veloce, trasporto via mare, e dopo le conseguenze della terribile guerra in Ucraina, rivedere le politiche energetiche ma anche quelle agricole, più produzione di frumento, di grano tenero e duro, un’opportunità anche per i nostri territori, e poi investire nella ricerca, nella formazione, la salute. Lo stiamo vedendo, il nostro Paese dipende troppo dagli altri, dalle tecnologie, all’energia, bisogna cambiare passo, investire di più su tutto quello che ci potrà rendere più liberi e farci entrare a pieno diritto tra i paesi virtuosi, ma allo stesso tempo non dimenticare i problemi di tutti i giorni. Insomma, tenere al centro dell’interesse la persona, le famiglie”.
Sembra preoccupato…!
“Ma sì, c’è tanto da fare, ma il dibattito è fermo o insufficiente, le comunità tenute all’oscuro, servirebbe più partecipazione, più menti attorno a un tavolo. Alla fine, quando non si programma o si programma male pagano sempre i più deboli, pagano le famiglie. Forse si è ancora in tempo. Non possiamo buttare alle ortiche questo momento storico, o si progetta ora il futuro o sarà difficile percorrere le strade del progresso. Spero che la nuova Giunta del presidente Bardi corra di più e meglio. Si mettano da parte le frizioni tra i partiti, si guardi ai tanti problemi che le persone affrontano tutti i giorni. La nostra Regione ha sempre meno abitanti, i giovani vanno via, servono più strumenti utili per invertire una tendenza che diventa sempre più un peso per il futuro di tutti. Rischiamo di perdere l’ultimo treno, e questa volta non è solo un modo di dire”,
Vincenzo Diego |
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