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La voce della Politica
| Lista 'Carbone Radici Future' su intervista candidato Siorini |
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8/09/2021 | La lista civica “Carbone Radici Future” ritiene necessario effettuare alcune doverose precisazioni rispetto a quanto affermato, ieri 7 settembre 2021, dal capolista de “L’altra Italia” sulla testata giornalistica “La Siritide”.
Il candidato Siorini ha “distrattamente” rilasciato dichiarazioni non vere circa i rimborsi che il Municipio (e dunque l’intera collettività) è obbligato a corrispondere ai datori di lavoro dei consiglieri comunali dipendenti del settore privato per le ore che questi sottraggono al proprio impiego per svolgere attività istituzionale.
Siorini, infatti, ha chiosato testualmente: “[…] la mia lista è composta da liberi professionisti […] se qualcuno fosse eletto, il Comune di Carbone non pagherebbe il gettone di presenza”.
Si premette che il gettone di presenza spetta a chiunque e nel caso di specie il problema non riguarda il “gettone di presenza” in sé. Si ricorda, inoltre, al capolista Siorini che quanto detto non coincide con ciò che la legislazione vigente prevede. É necessario puntualizzare che per i dipendenti pubblici, e quindi per i dipendenti della Pubblica Amministrazione, ogni onere non è a carico del Comune, ma della Istituzione Pubblica presso la quale, chi svolge attività istituzionale, presta servizio. Allo stesso modo, anche i liberi professionisti, così come i lavoratori che prestano servizio presso aziende private, hanno diritto al rimborso delle spese. E, nella situazione qui richiamata, queste sono a carico dell’Ente comunale e non del datore di lavoro. Così come previsto dall’art. 80 comma 1 del TUEL: “[…] Gli oneri per i permessi retribuiti sono a carico dell'ente […] L'ente, su richiesta documentata del datore di lavoro, è tenuto a rimborsare quanto dallo stesso corrisposto, per retribuzioni ed assicurazioni, per le ore o giornate di effettiva assenza del lavoratore. Il rimborso viene effettuato dall'ente entro trenta giorni dalla richiesta […]”. Tutta la materia, infatti, è regolata dal testo unico degli enti locali, in particolare dagli articoli 79 e 80 del D. Lgs. numero 267 del 18 agosto 2000.
Il Siorini ha altresì evidenziato una scarsa conoscenza dei candidati inseriti nella propria lista e ciò emerge con chiarezza dalle sue parole: “[…] questa è una lista fatta proprio da me […] con una ragazza originaria di Manfredonia e una che mi pare residente a Torino.”
Occorre, purtroppo, considerare che (nella migliore delle ipotesi), qualora fossero eletti tre candidati de “L’Altra Italia” in seno al Consiglio Comunale, questi avrebbero diritto al rimborso delle spese di viaggio. Il Comune si troverebbe nelle condizioni di dover rimborsare tariffe pari a 700 Km da moltiplicare per il numero di consiglieri (ipoteticamente pari a tre). Potrebbe andare ancora peggio se ad essere eletta fosse la candidata con residenza a Torino, per la quale bisognerebbe elargire un rimborso per oltre 2000 Km. La loro presenza andrebbe ad impattare negativamente sulle casse comunali e avrebbe un’incidenza superiore a quella di un commissariamento. Infatti, l’art. 84 al comma 3, recita testualmente: “Agli amministratori che risiedono fuori del capoluogo del comune ove ha sede il rispettivo ente, spetta il rimborso per le sole spese di viaggio effettivamente sostenute, per la partecipazione ad ognuna delle sedute dei rispettivi organi assembleari ed esecutivi, nonché per la presenza necessaria presso la sede degli uffici per lo svolgimento delle funzioni proprie o delegate”.
Si rammenta, infine, l’atteggiamento poco edificante che caratterizza il modus operandi della compagine politica de “L’altra Italia”, la quale deposita puntualmente candidature in lungo e in largo, da nord a sud della penisola, rispettando (nell’individuazione dei comuni) un unico criterio: avere una popolazione al di sotto dei 1000 abitanti per aggirare l’obbligo di sottoscrizione delle liste. Al riguardo “La Siritide”, puntualmente, ricorda come: “[…] Siorini lo scorso anno si era candidato a Crocefieschi - 525 abitanti, nella Città metropolitana di Genova - ottenendo appena 6 voti di lista”.
Ancora una volta ci si appella al buonsenso della comunità affinché assuma piena consapevolezza delle conseguenze che potrebbero scaturire anche da un solo voto attribuito a “L’Altra Italia”.
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