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“Grave carenza di medici e infermieri nelle nefrologie e dialisi pubbliche”

7/06/2021

La carenza di personale medico e infermieristico nelle nefrologie degli ospedali di Matera e Potenza e nei centri dialisi pubblici esistenti sul territorio lucano, ben conosciute dall’attuale amministrazione regionale e dai direttori generali e sanitari delle aziende sanitarie e ospedaliere, è grave e ormai insostenibile.
Il poco personale rimasto, impegnato nelle attività di prevenzione e diagnosi precoce delle malattie renali, nel controllo clinico dei soggetti trapiantati o in attesa di trapianto, nei reparti di ricovero, nel garantire il trattamento salvavita ai dializzati e in tante altre attività complesse di questa fondamentale disciplina della medicina, svolte senza interruzione anche durante la fase più cruenta della crisi epidemiologica dovuta al nuovo virus, non può più reggere.
A fine mese un solo medico dovrà gestire i pazienti di ben 2 centri dialisi, situati negli ospedali di Villa d’Agri e Muro Lucano, perché il secondo medico andrà via; nel lagonegrese, 3 medici e una unità con contratto in specialistica ambulatoriale devono affrontare tante difficoltà nel coprire i turni dialisi di 3 centri dialisi (Lauria, Maratea e Chiaromonte); 1 solo medico è presente nel CROB di Rionero in Vulture, all’interno del quale sono “ospitati” pazienti, medici e infermieri del centro dell’ospedale di Venosa, attualmente destinato alla cura dei malati positivi al Covid-19. A dire il vero l’amministrazione del CROB aveva bandito concorsi per l’assunzione di 1 nefrologo e nominato i vincitori, i quali hanno poi rifiutato di prendere servizio.
Condizioni molto critiche presentano le nefrologie e dialisi degli ospedali di Matera e Potenza.
Nelle nostre note del 14 e 31 maggio scorso, inviate alle istituzioni sanitarie regionali e alle direzioni generali e sanitarie delle aziende sanitarie e ospedaliere lucane, abbiamo posto una domanda fondamentale:” Con l’approssimarsi della stagione estiva, in che modo intendete coprire tutti i turni di dialisi, garantire l’attività ambulatoriale, i ricoveri, gli interventi di fistola artero-venosa, le emergenze, le consulenze, le reperibilità, le azioni di prevenzione e diagnosi precoce, tutte le operazioni preliminari all’intervento di trapianto e i successivi controlli clinici e, allo stesso tempo, assicurare che il personale possa usufruire del legittimo periodo di ferie?”.
La risposta del dipartimento sanità della Regione Basilicata, l’unica, del 25 maggio scorso, è stata inconsistente, auto assolutoria, priva di visione.
Si appella ai concorsi unici regionali, che, fra l’altro, non sono stati ancora banditi, bloccando di fatto un concorso pubblico, pubblicato sulla gazzetta ufficiale oltre 3 anni fa dall’azienda sanitaria di Matera per l’assunzione di n. 3 nefrologi. Dopo oltre 30 rinvii e varie peripezie, l’ASM finalmente decide di fissare la data delle prove per il 30 aprile scorso. Poi … tutto si ferma. Forse, se tale concorso si fosse concluso, si sarebbe formata una graduatoria dalla quale avrebbero potuto attingere le altre Aziende sanitarie e ospedaliere per colmare finalmente, in poco tempo, quelle gravi lacune che segnaliamo da lungo tempo.
Abbiamo forti timori e preoccupazioni che quasi (ci rimane ancora un brandello di speranza) sicuramente saranno chiusi gli ambulatori per il controllo dei nefropatici e dei trapiantati e i reparti di nefrologia.
Tutto ciò si tradurrà in meno cure, meno salute, più rischi per nefropatici, dializzati e trapiantati con aggravio di spese per il SSN E SSR.
Se le istituzioni sanitarie pensano, con l’indizione di un concorso unico regionale, di riuscire ad assumere i nefrologi che occorrono in tempi molto stretti, allora si proceda! Se hanno altre soluzioni, più rapide e snelle, che consentano di affrontare e alleggerire una condizione di gravità non più sostenibile, senza chiudere servizi fondamentali per i pazienti, le adottino! MA PER DIO DECIDANO ORA, NON C’E’ PIU’ TEMPO!
Il Presidente Bardi continua a trincerarsi dietro un ostinato silenzio, ci nega qualsiasi confronto diretto. Non possiamo attendere i tempi della politica e di coloro che amministrano la sanità. Se non ci saranno fornite risposte concrete, efficaci e condivise, saremo costretti a manifestazioni di protesta per difendere il nostro diritto alle cure e l’universalismo del Servizio Sanitario Nazionale.

Il Segretario Regionale Aned, Donato Andrisani



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